Thursday, August 20, 2009

La pronuncia dello spagnolo (per italiani)

Introduzione

Ho tratto le regole di pronuncia dal corso di Spagnolo del Prof. Malvaioli, che vi consiglio e da questa pagina di Wikipedia. Rispetto a queste fonti ho aggiunto maggiori esempi e confronti con la lingua italiana e indicato le pronuncie di tutte le parole in un alfabeto fonetico inventato per l'occasione e simile alla scrittura italiana. Spero sia utile a tutti quelli che come me stanno iniziando lo studio dello spagnolo.

Tavola riassuntiva


^ = inizio di parola
$ = fine di parola
- = suoni staccati

Fonema        Europa           America
a             a                     '
^b            b                     '
b             b smorzata            '
ca            ca                    '
cce           kthe                  kse
cci           kthi                  ksi
ce            the                   se
ci            thi                   si
co            co                    '
cu            cu                    '
cha           cia                   '
che           ce                    '
chi           ci                    '
chia          cia                   '
cho           cio                   '
chu           ciu                   '
d$            d debole              '
e             e                     '
ga            ga                    '
ge            che (ch tedesco)      '
gi            chi (ch tedesco)      '
gl            gl                    '
gn            g-n                   '
go            go                    '
gu            gu                    '
gue           ghe                   '
güe           gue                   '
gui           ghi                   '
güi           gui                   '
h             (muta)                '
i             i                     '
j             ch tedesco            '
k             k                     '
ll            j        j francese (sg)
mb            mb                    '
ñ             gn                    '
o             o                     '
^ps           s                     '
^pn           n                     '
que           che                   '
qui           chi                   '
^r, lr,
nr, rr, sr    rr (arrotolata)       '
r             r                     '
s             s aspra, ss           '
sce           sthe                  sse
sci           sthi                  ssi
u             u                     '
v             b smorzata            '
w             b smorzata, gu, u     '
^x            s                     '
x             s, cs, ch tedesco     '
y             j        j francese (sg)
z             th                    s

Spiegazioni

In spagnolo, come in italiano, vi sono delle regole fisse di pronuncia prive di eccezioni, eccetto su qualche lettera straniera. Pertanto, a differenza dell'inglese, una volta apprese queste regole si riesce a pronunciare correttamente qualunque testo scritto.

Le vocali si pronunciano come in italiano, ma le consonanti presentano invece qualche difficoltà. Alcune hanno un suono un po' diverso, più morbido e velato ma comunque simile al nostro mentre altre consonanti o gruppi di consonanti hanno un suono diverso o addirittura che non esiste in italiano. La cadenza e l'intonazione delle due lingue inoltre è differente. Occorre quindi un po' di abitudine.

Vocali e accenti

Le vocali A, E, I, O, U si pronunciano come in italiano. In effetti lo spagnolo è proprio la lingua straniera più simile all'italiano :-)

In italiano esistono vocali con suono grave (o aperto) e acuto (o chiuso), distinte in base all'accento L'accento grave è "`", quello acuto invece è "´". Es. quésto, è. Tuttavia il suo uso non è obbligatorio nella lingua scritta, eccetto quando l'accento cade sull'ultima vocale di una parola plurisillabica e su alcuni monosillabi che senza accento potrebbero confondersi con altre parole. Anche in questi casi spesso si usa sempre solo l'accento grave anche se in realtà l'accento è acuto: tipico è il caso della parola "perchè", con la e aperta. Più correttamente dovrebbe essere scritta e pronunciata come "perché", con la e chiusa. Ci sono alcune regole che stabiliscono se l'accento deve essere aperto o chiuso. Ad es. quando la "e" segue la "i", è sempre aperta. (fièra, fièno, pièdi).

Ecco degli esempi di parole italiane differenti che si scrivono allo stesso modo e si pronunciano quasi allo stesso modo, varia solo il tipo di accento sulla vocale: la "e" di pèsca (il frutto) è grave/aperta, mentre quella di pésca (l'atto del pescare, uno sport) è acuta/chiusa. Altro es: còlto (participio passato del verbo cogliere), cólto (aggettivo, che ha cultura). Queste coppie sono dette omografi con vocale aperta o chiusa. Probabilmente molti madrelingua italiani nemmeno sanno che esistono :-) Sul sito del Centro Studi Italiani ne trovate un nutrito elenco.

In spagnolo non c'è questa differenza tra gli accenti (esiste soltanto l'accento acuto: Á, É, Í, Ó, Ú, á, é, í, ó, ú) e quindi non possono esistere parole scritte alla stessa maniera tranne che per l'accento sulla vocale. Questo naturalmente non vuol dire che non ci sono in spagnolo parole di diverso significato ma scritte alla stessa maniera tranne che per l'accento che si trova su vocali differenti (dove per "differente" si intende anche un'altra occorrenza della stessa vocale). Ad es. carne [cárne] (carne), carné [carné] (carta d'identità), papa [pápa] (patata), papá [papá] (papà), caso [cáso] (caso), casó [casó] (sposò, passato remoto di casar, sposare).

Ad essere pignoli in spagnolo la "e" e la "o", a seconda della loro posizione possono avere una loro variante aperta:

perla [pérla] (perla), amor [amór] (amore)

o chiusa:

café [café] (caffè), tonto [tónto] (sciocco)

ma senza nessuna differenza fonologica, ovvero di pronuncia.

La vocale "i" quando si trova tra due vocali oppure alla fine della parola in spagnolo si trasforma in "y", mantenendo comunque inalterata la pronuncia (ovvero si pronuncia come si farebbe in italiano con la "i" nella stessa posizione). Nell'italiano antico in questi casi si trasformava in "j" (ajola, ajuto, ecc.). Esempi: huyo [újo] (fuggo), ayudar [ajudár] (aiutare), buey [buéi] (bue), muy [múi] (molto). In Argentina e in altre nazioni la "y" si pronuncia come la "j" francese. Quest'ultima non si pronuncia né come "i" né come "g", ma con un suono proprio paragonabile a "sg" come in Jacques [sgàk]: ad es. si dice cuyo [cúsgio] (il cui), mentre in Spagna lo stesso vocabolo si pronuncia [cújo].

Consonanti


In spagnolo molte consonanti sono pronunciate come in italiano, a parte il fatto che generalmente sono più morbide, meno "esplosive" e più indistinte (con l'eccezione della r e della rr), un po' come quando si mormora. Le vocali invece sono ben distinte e si pronunciano come in italiano. Per una lingua così diffusa su molti continenti come lo spagnolo, esistono notevoli variazioni regionali nella pronuncia. In ogni caso parlando lo spagnolo ufficiale si verrà capiti.

Ecco alcuni consigli, specialmente su come riprodurre quelle consonanti o gruppi di lettere che suonano in modo diverso o non esistono in italiano.

  • La "b" e la "v" sono pronunciate alla stessa maniera. In spagnolo non esiste il suono "v". Entrambe suonano come la "b" italiana quando sono all'inizio di parola o dopo una "m": bar (bar), gamba (gambero). In altre posizioni hanno un suono più lieve rispetto a quello italiano, una specie di "v" inglese, ma con la differenza che viene pronunciata facendo toccare le labbra invece dei denti superiori con il labbro inferiore come si fa in inglese. In pratica si deve far passare l'aria tra le labbra in modo che, tra loro, esse si sfiorino appena: abandonar (uscire).
  • La lettera "c" quando si trova davanti una "e" o una "i" in Spagna (cioè nello spagnolo europeo) suona come il "th" inglese di "thanks", "think" (il particolare suono del "th" inglese di "the" non esiste in Spagnolo), mentre in America Latina (vale a dire nello spagnolo d'America) suona semplicemente come una "s", come in cena [théna, séna] (cena), gracias [gráthias, grásias] (grazie), pronunciación [pronunthiathión, pronunsiasión] (pronuncia), aceituna [atheitúna, aseitúna] (oliva), cinco [thínco, sínco] (cinque). Se seguita da "a", "o" "u" si pronuncia come in italiano ("ca", "co", "cu" o "k"): café [café] (caffé), poco [póco] (po', poco), cuenta [cuénta] (conto), acabar [acabár] (finire), chocolate [ciocoláte] (cioccolata), cuando [cuándo] (quando).
  • La doppia "c" (se seguita da "e" o "i" come avviene nella stragrande maggioranza della parole) suona "kth" (k seguita dal famigerato th all'inglese) o "ks", rispettivamente nella pronuncia spagnola (in Europa) e latinamericana (in America). Es: occidental [okthìdental o oksìdental] (occidentale), diccionario [dikthionàrio, diksionàrio], dirección [direkthiòn, direksiòn] (direzione), lección [lekthiòn, leksiòn] (lezione), inaccesible [inakthésible, inaksésible] (inaccessibile).
  • "Ch", davanti a tutte le vocali suona "cia", "ce", "ci", "cio", "ciu". ("Cha", "cho", "chu" suonano come in italiano in "ciao", "cioccolata", "ciuco" rispettivamente; però se c'è una "i" prima della "a" ("chia") si pronuncia "cía". Esempi: muchacha [muciácia] (ragazza), chica [cíca] (ragazza), chiapaneco [ciapanéko] (abitante dello Stato di Chiapas, Messico), chocolate [ciocoláte] (cioccolata), leche [léce] (latte), noche [nóce] (notte).
  • La "d" si pronuncia spesso con la lingua che tocca la parte inferiore dei denti (non quella superiore). Quando la "d" si trova tra due vocali (d intervocalica), ha un suono più morbido, una specie di "th" inglese di "that", "then": nada (niente), pedir (ordinare), quedar (rimanere), radio (radio). Quando la "d" è in posizione finale di parola si pronuncia con un suono molto debole: salud (salute), universidad (università).
  • La "f" si pronuncia come in italiano ma non è mai doppia, nemmeno nella lingua scritta.
  • La "g" (come la "j" spagnola, vedi sotto) suona "ch" (suono gutturale, più che aspirato, ovvero più forte rispetto alla "h" inglese, simile al tedesco sprache) davanti alla "e" ed "i" (proprio come la "j", vedi sotto), mentre suona come in italiano (ovvero come la "g" dura di "gatto") davanti alla "a", "o" e "u". Esempi: general [chenerál] (generale); degenerar [dechenerár] (degenerare); urgente [urchénte] (urgente); gigante [chigánte] (gigante); agenda [achénda] (agenta); ángel [ánchel] (angelo); gimnasia [chimnásia] (ginnastica), elegir [elechír] (scegliere); gato [gáto] (gatto); gusano [gusáno] (verme); ángulo [ángulo] (angolo), algo [álgo] (qualcosa). Quando la "g" è intervocalica e seguita da a, o, u sipronuncia come una "gh" pronunciata più verso la gola: agua [água] (acqua).
  • La "gl" si pronuncia sempre come in italiano glicerina, glicine, ganglio. Es. iglesia [iglésia] (chiesa), inglés [inglés] (inglese); Inglaterra [inglatérra] (Inghilterra).
  • La "gn" non suona mai come la "gn" italiana, ma si pronuncia separata "g-n", come in inglese ignorant, magnetic, magnificent. Es. significar [sig-nificár] (significare).
  • La "g" dà luogo ai gruppi "gue" e "gui" che si pronunciano come "ghe" e "ghi" italiani. Esempi: Miguel [mighél] (Michele), guerra [ghérra] (guerra), guirnalda [ghirnálda] (ghirlanda), siguiente [sighiénte] (seguente), enseguida [enseghída] (immediatamente, subito), seguir [seghír] (seguire), alguien [alghién] (qualcuno), guitarra [ghitárra] (chitarra). Però si pronuncia "gue" e "gui" proprio come in italiano se la "u" ha la dieresi. Esempi: pingüino [pinguíno], lengüeta [lenguéta] (linguetta), vergüenza [verguéntha, verguénsa] (vergogna).
  • Le "h" sono sempre mute come in italiano: hola [olá] (ciao), hermana [ermána] (sorella).
  • La "j" (e la "g" prima di "e" o "i") può presentare qualche difficoltà perché ha sempre il suono del "ch" tedesco di "nach" (dopo) che non esiste in italiano. Si tratta di una "h" aspirata, ma ancora più dura e forte di quella inglese, ottenuta espellendo l'aria tra il retro della lingua e il palato molle. Esempi: Don Quijote [dón chichóte] (Don Chisciotte), mujer [muchér] (donna, moglie), judío [chudío] (ebreo), jitano [chitáno] (zingaro), embajadores [embachadóres] (ambiasciatore), juntos [chúntos] (insieme), adjetivo [adchetívo] (aggettivo).
  • "k" suona sempre come ca: kilómetro (kilometro).
  • "l" si pronuncia come in italiano. La doppia "ll" si dovrebbe pronunciare come "ly", lo stesso suono che compare nell'inglese "million", ma, eccetto in Galizia, nel nord est della Spagna dove regolarmente viene pronunciata così, di solito la si pronuncia in modo abbreviato, proprio come la lettera spagnola "y". In italiano si può descrivere come la "i" semiconsonantica di "ieri", "Jolanda" o di termini presi dal latino come "junior", "juventus" o ancora la "j" comune nel dialetto romano (fijo, ajo, bottija) o ancora alla "y" di termini inglesi come "yell", "yellow". Esempi: llamo [jamo] (chiamo), calle [cáje] (strada), allí [ají] (lì), billete [bijéte] (banconota, biglietto). In alcune parti dell'Argentina ed altre nazioni del sud suona come una "j" francese in Jean, jour, jardin, juin o se preferite come la "j" del portoghese.
  • "m" come in italiano.
  • La "n" ha lo stesso suono dell'italiano. Se è seguita da una b, v, f o p, prende un suono simile alla "m".
  • La "ñ" ha sempre il suono del gruppo "gn" in italiano. Esempi: baño [bágno] (bagno), montaña [montágna] (montagna), señora [segnóra] (signora), señorita [segnórita] (signorina), señor [segnór] (signor, signore), España [espágna] (Spagna).
  • Con parole che iniziano per ps o pn la "p" è muta: pseudo [séudo] (pseudo), apocalipsis [apokalípsis] (apocalisse), apnea [apnéa] (apnea).
  • La "q" italiana è quasi sempre sostituita in spagnolo dalla "c" e si legge come una c dura o k. Esempi: cuando [cuándo] (quando), cuatro [cuátro] (quattro).
  • Nel caso in cui la "q" non viene sostituita dalla "c" (vedi sopra) è sempre seguita da "u" e dà luogo ai gruppi "que", "qui" che si pronunciano come "che" e "chi" italiani, cioè come la "k" inglese. La "u" non viene affatto pronunciata: ¿qué es? [ké és?] (che è?), queso [késo] (formaggio), tequila [tekíla], aquí [akí] (qui), quinto [kínto] (quinto), mantequilla [mantekíla] (burro), porque [porké] (perché).
  • Come in italiano vi sono due pronuncie della "r": quella singola e quella doppia, che è più accentuata (la vibrazione della lingua sul palato dura di più rispetto alla r doppia italiana). In italiano la doppia r si pronuncia solo in corrispondenza di "rr", ma in spagnolo vi sono casi in cui anche la singola "r" si pronuncia come se fosse doppia (ovvero va arrotolata): quando si trova all'inizio di una parola (così come fanno i siciliani), o dopo una l, n, s: Roma [rróma], honra [onrrá] (onore), terraza [terrátha] (terrazza), regalo [rregálo]. L'unica eccezione è quando una singola "r" cade tra due vocali. In questo caso la "r" rimane singola: quiero [kiéro] (voglio), camarero [ka maréro] (cameriere). Come in italiano la r viene pronunciata con una singola vibrazione della lingua contro la cavità superiore anteriore della bocca: approssimativamente si ottiene pronunciando la "d" con la lingua in questa posizione. In passato "rr" veniva considerata una lettera separata dell'alfabeto spagnolo, ora non più. La "rr" è una specie di trillo o suono vibrante formato facendo ondulare la lingua contro la parete anteriore della bocca.
  • La "s" ha sempre un suono aspro/sordo (come nel vocabolo italiano "sale" e mai come la s dolce/sonora di "asma"), a volte può suonare come una doppia "s". E' più marcata quando precede una delle lettere m, b, d, v, g, l, n oppure r. In spagnolo non esistono parole che cominciano con la "s" impura ("s" seguita da consonante), ma la "s" è sempre preceduta dalla "e". Esempi: estúpido [estúpido] (stupido), escuela [escúela] (scuola), estudiante [estúdiante] (studente), escribir [escribír] (scrivere).
  • La "sce" e la "sci" si pronunciano "ss" ("sth" in Spagna). Esempi: escena [esthéna, esséna] (scena), escindir [esthindír, essindír] (scindere), consciente [konsthiénte, konssiénte] (cosciente). Il suono italiano di "sce" e "sci" non esiste in spagnolo.
  • Le "v" e le "b" hanno entrambe lo stesso suono in spagnolo. E' come una "b" smorzata dell'inglese (vedi sopra la pronuncia della lettera "b" spagnola): bien [bién], vale [bàle]. Ricordate: in spagnolo non esiste il suono "v" dell'italiano.
  • La "w" è una lettera straniera che ha varie pronuncie: suona come la w inglese, ovvero come una vocale "u" se si vuole rispettare la pronuncia inglese, oppure la si pronuncia come "gu" (lo stesso si fa spesso anche nell'italiano): walter [guálter]; si pronuncia come la "b" o la "v" spagnola (che sono uguali) nelle parole tedesche.
  • La "x" ha una pronuncia dipendente molto dalle variazioni regionali e purtroppo non si può dare una regola fissa di pronuncia valida per tutti. Generalmente quando si trova tra due vocali si pronuncia "cs" come in italiano: anorexia [anorécsia] (anoressia), exactamente [ecsactaménte] (esattamente). All'inizio di parola si pronuncia di solito come una semplice "s": xenofobia [senofobía] (xenofobia). Se precede una consonante si può pronunciare "s" o "cs" a seconda dell'area e/o della parola: experto [ecspérrto, espérto] (esperto), expedición [ecspedición, espedición] (spedizione). In alcuni nomi di ortografia antica, specialmente messicani, suona come la lettera J (Jota) o la G (Ge), ovvero il ch tedesco: México [méchico] (Messico). Infatti questi nomi si possono scrivere anche con J: Méjico, ma anche qui ci sono variazioni e in alcune zone si pronuncia come "s" anche in questi nomi: [mésico]. Infine in alcune parole Basche, Catalane o di origine indigena Americana si pronuncia come "sh": Xela [shéla] (una delle maggiori città del Guatemala).
  • "y" si pronuncia "j", suono simile al gruppo "gli" pronunciato dai campani (vedi sopra la discussione sulle vocali).
  • La "z" in Spagna suona sempre tale e quale alla "c" seguita da "e" o "i", ovvero come il "th" di "thanks" e come una semplice "s" in America Latina (e quindi anche nello spagnolo parlato negli Stati Uniti, dove dopo l'americano è la seconda lingua). Fanno eccezione la regione spagnola dell'Andalusia e le isole Canarie in cui la "z" si pronuncia come "s" come in America Latina. Esempio: azúcar [athúcar, asúcar] (zucchero), corazón [corathón, corasón] (cuore), cerveza [thervétha, servésa] (birra). In quest'ultimo esempio sia la "c" che la "z" hanno lo stesso suono del "th" o della "s" aspra.

Note

  • Consonanti doppie: tranne rari casi, esistono solo la doppia "c" (la cui pronuncia abbiamo visto prima), la doppia "l" (che però ha un suono praticamente vocalico come abbiamo visto), la doppia "n" (in pochissime parole) e la doppia "r". Quest'ultima forma una sola sillaba: per esempio tierra [tiérra] (terra) si divide in tie-rra.
  • La congiunzione "y" ("e" italiana) cambia in "e" se la parola che la segue comincia con "i".

2 comments:

alessandra said...

se le invio un testo ,sarebbe capace di rispedirmelo con la pronuncia???

Ninuzzo said...

Potrei farlo, ma non sono io che devo imparare le regole della pronuncia, ma tu
Il mio consiglio è di studiare le regole e impratichirsi ascoltando e ripetendo molto.

Se ad es. hai dei film anche vecchi in lingua spagnola, potrai trovare molti sottotitoli scaricabili in questo sito che ti aiuteranno molto nella comprensione dei dialoghi:

www . subdivx . com

In questo modo potrai imparare la lingua pian piano senza troppa grammatica noiosa.