Io a fine dicembre celebro la nascita di Isaac Newton (il gravitale, la festa della teoria della gravità, la prima grande teoria scientifica omnicomprensiva) e l'8 aprile, proprio oggi, festeggerei piuttosto la nascita di Buddha, che almeno era un filosofo degno di questo nome e la sua religione, anche se ingannevole come ogni altra, è almeno cento volte più avanzata e civile del barbaro cristianesimo.
L'uomo più importante del millenio passato è Galileo Galilei, ancora più di Einstein perchè ha stabilito il metodo scientifico che ha avuto tanto successo e ci ha fatti progredire fino a questo punto. E la barbara chiesa lo ha condannato per difendere i suoi sporchi interessi.
Quello del millennio precedente non è affatto, gesù cristo (il minuscolo si merita!), che manco è sicuro che sia esistito e infatti non ci ha lasciato niente scritto di suo pugno, ma piuttosto Al-Khwarizmi, il padre dell'algebra! Per colpa del cristianesimo è caduto l'impero romano e da allora in Italia non ci siamo più veramente ripresi dal colpo! Nel primo millennio c'è stata una certa scarsità di cervelli, l'evoluzione della razza umana è stata frenata dal morbo del cristianesimo, una dottrina subdolamente contraria all'uomo. Ad esempio ci sono voluti 800 anni per sviluppare l'algebra, nonostante Diofanto avesse tracciato la via già 400 o più anni prima.
E nel millennio ancora precedente - oltre a Giulio Cesare un uomo di grande cultura e intelligenza, che l'avessimo ora un capo di governo così! - il più grande è probabilmente Euclide, la cui opera di geometria è ancora un gioiello della scienza, priva del minimo errore, nell'ambito dei suoi pochi e ragionevoli assiomi.
Quest'uomini dobbiamo festeggiare e ricordare! Basta esaltare questo ipotetico pazzo che si credeva figlio di dio, pieno d'odio e d'auto-esaltazione. Cesare e Galilei sono pure italiani, perchè non li celebriamo almeno in Italia? Questo ignobile cristo era giusto uno dei tanti profeti fanatici e ignoranti che c'erano all'epoca nel medio-oriente.
Ma questi grand'uomini non hanno certo bisogno della nostra "venerazione", perchè erano persone che umilmente si sono accostate alla verità. Piuttosto siamo noi che dobbiamo prendere esempio da loro.
Viva l'uomo. Seguiamo l'esempio dei grandi della scienza, della filosofia, della politica, della letteratura. Essi rappresentano la migliore alternativa sia alle false religioni sia al nichilismo.
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Sunday, April 8, 2012
Monday, December 5, 2011
Troppi colletti neri nei mass media in Italia
"I have recently been examining all the known superstitions of the world,
and do not find in our particular superstition (Christianity) one redeeming
feature. They are all alike founded on fables and mythology."
-- Thomas Jefferson
"L'uomo ha grande discorso del quale la più parte è vano e falso, li animali l'hanno piccolo ma è utile e vero; e meglio è la piccola certezza che la gran bugia."
-- Leonardo Da Vinci
Questo è un paese in cui è facile abituarsi all'interferenza dei preti: sono dappertutto e dicono la loro su ogni cosa, così che alla fine uno si abitua e finisce per sopportare la loro insopportabile presenza. Se si torna dall'estero, si nota subito che questo non è normale. L'Italia è un paese ancora troppo cattolico e i costi della chiesa sono salati.
Al telegiornale non si parla altro che di quello che pensano, vogliono e fanno i preti. La loro opinione in ogni cosa è sempre trasmessa come la più autorevole, mentre non si dà mai voce a niente che possa minimanente contrastare con il loro pensiero. Per quanto fondata, diffusa, pertinente, civile e democratica sia un'idea contraria al sentito della chiesa, non si può assolutamente mettere in onda.
All'estero invece i preti non intervengono su questioni morali al di fuori della chiesa. Per sentire la predica bisogna andare a messa e anche le prediche sono molto meno astiose che da noi. Si parla semplicemente della bibbia e del vangelo, senza riferimenti alla politica o all'attualità. Si assume che chi è credente abbia "lo spirito santo dentro di lui" che lo guida nelle scelte e quindi non c'è bisogno di interventismo dei preti nella vita pubblica come accade da noi.
Anche se si è già laici, bisogna leggere con attenzione L'Anticristo di Nietzsche almeno una volta all'anno per immunizzarsi contro il pernicioso contagio di quest'arcaica religione, che più d'una pazzia guasta l'intelletto umano e per capire cosa davvero è degno di bestemmia, ma attenti a non incorrere nelle leggi sulla blasfemia che ancora sopravvivono in Italia! Viva la scienza, viva il metodo sperimentale e la libertà di parola, opinione e pensiero. Abbasso i falsi dei, i dogmi oramai anacronistici e il potere dei preti!
Parafrasando il filosofo tedesco, di tutto quello che c'è nei vangeli, dove tra l'altro spicca anche una buona dose d'odio e di razzismo, l'unica parola di valore è la domanda beffarda del prefetto Ponzio Pilato "Che cos'è la verità?". La migliore risposta che si può dare oggi e che non lo sappiamo e dobbiamo cercarla scientificamente. Niente è definitivo, anche le verità della scienza sono parziali, approssimate e temporanee, ma lo sono in modo evolutivo, nella direzione di una conoscenza sempre più completa e esatta. Galileo fu esiliato per questo, non lo dimentichiamo. Giordano Bruno fu ignobilmente messo al rogo per lo stesso motivo, un'infamia commessa dalla chiesa in pieno tardo Rinascimento!
Vangeli e bibbia non hanno che un valore storico e folcloristico oramai. Il più importante libro che ci è stato tramandato dall'antichità è piuttosto Gli Elementi di Euclide, quello si che è da prendere sul serio.
Il medioevo è finito da un pezzo e da un bel po' siamo "tornati" nell'età della ragione. Non si può più pretendere che uno creda alle storielle col bue e l'asinello o l'assurdità di un dio che manda giù suo figlio sulla terra camuffato da uomo per salvarci dai peccati, del mondo che è stato creato in una settimana o lo spauracchio del giudizio universale. I prelati più furbi e intelligenti, i cosiddetti "alti prelati", sono i primi a sapere che è tutto falso, che serve solo a mantenere la casta sacerdotale, a giustificarne la necessità. Per questo motivo io non festeggio il natale, nemmeno in maniera meramente consumistica e mi sono anche sbattezzato.
La salvezza personale a cui un credente aspira è ridicola, manifestamente contro natura e secondo me anche egoistica. Io piuttosto voglio fare qualcosa di buono della mia vita e poi voglio morire, come tutti i viventi prima o poi muoiono. E a pensarci bene, anche i non viventi. Nemmeno i pianeti o le stelle sono eterni. E' evidente che c'è il ciclo della vita e della morte e anche che gli animali si predano gli uni con gli altri e solo il più forte e il più adatto sopravvive, non c'è compassione in natura. Questa legge sembra dura ma è alla base dell'evoluzione. Non volere accettare la realtà non è affatto normale.
Non c'è bisogno d'alcuna religione, non serve nemmeno come guida nella vita, dal momento che non è poi questo lo scopo per cui sono state create tanto tempo fa. Infatti il metodo scientifico si può applicare con successo anche ai comportamenti umani. Ad es. io ho un semplice assioma morale: è buono tutto quello che rende sè stessi e (AND logico) gli altri felici. Questo semplice principio vale molto di più di quell'obbrobbio che è la morale cattolica, che è stato persino possibile conciliare col nazismo!
Provate a far capire a un cinese il pernicioso concetto di peccato originale o del cristo salvatore o peggio della trinità. La maggior parte si metteranno a ridere col risultato che non avranno una buona opinione della religione cattolica. Ma come si può considerare giusta una religione contraria alla vita, che proibisce l'amore e promuove la penitenza per motivi puramente teologici? Al confronto con buddismo e taoismo il cristianesimo è una religione astiosa e barbara.

and do not find in our particular superstition (Christianity) one redeeming
feature. They are all alike founded on fables and mythology."
-- Thomas Jefferson
"L'uomo ha grande discorso del quale la più parte è vano e falso, li animali l'hanno piccolo ma è utile e vero; e meglio è la piccola certezza che la gran bugia."
-- Leonardo Da Vinci
Questo è un paese in cui è facile abituarsi all'interferenza dei preti: sono dappertutto e dicono la loro su ogni cosa, così che alla fine uno si abitua e finisce per sopportare la loro insopportabile presenza. Se si torna dall'estero, si nota subito che questo non è normale. L'Italia è un paese ancora troppo cattolico e i costi della chiesa sono salati.
Al telegiornale non si parla altro che di quello che pensano, vogliono e fanno i preti. La loro opinione in ogni cosa è sempre trasmessa come la più autorevole, mentre non si dà mai voce a niente che possa minimanente contrastare con il loro pensiero. Per quanto fondata, diffusa, pertinente, civile e democratica sia un'idea contraria al sentito della chiesa, non si può assolutamente mettere in onda.
All'estero invece i preti non intervengono su questioni morali al di fuori della chiesa. Per sentire la predica bisogna andare a messa e anche le prediche sono molto meno astiose che da noi. Si parla semplicemente della bibbia e del vangelo, senza riferimenti alla politica o all'attualità. Si assume che chi è credente abbia "lo spirito santo dentro di lui" che lo guida nelle scelte e quindi non c'è bisogno di interventismo dei preti nella vita pubblica come accade da noi.
Anche se si è già laici, bisogna leggere con attenzione L'Anticristo di Nietzsche almeno una volta all'anno per immunizzarsi contro il pernicioso contagio di quest'arcaica religione, che più d'una pazzia guasta l'intelletto umano e per capire cosa davvero è degno di bestemmia, ma attenti a non incorrere nelle leggi sulla blasfemia che ancora sopravvivono in Italia! Viva la scienza, viva il metodo sperimentale e la libertà di parola, opinione e pensiero. Abbasso i falsi dei, i dogmi oramai anacronistici e il potere dei preti!
Parafrasando il filosofo tedesco, di tutto quello che c'è nei vangeli, dove tra l'altro spicca anche una buona dose d'odio e di razzismo, l'unica parola di valore è la domanda beffarda del prefetto Ponzio Pilato "Che cos'è la verità?". La migliore risposta che si può dare oggi e che non lo sappiamo e dobbiamo cercarla scientificamente. Niente è definitivo, anche le verità della scienza sono parziali, approssimate e temporanee, ma lo sono in modo evolutivo, nella direzione di una conoscenza sempre più completa e esatta. Galileo fu esiliato per questo, non lo dimentichiamo. Giordano Bruno fu ignobilmente messo al rogo per lo stesso motivo, un'infamia commessa dalla chiesa in pieno tardo Rinascimento!
Vangeli e bibbia non hanno che un valore storico e folcloristico oramai. Il più importante libro che ci è stato tramandato dall'antichità è piuttosto Gli Elementi di Euclide, quello si che è da prendere sul serio.
Il medioevo è finito da un pezzo e da un bel po' siamo "tornati" nell'età della ragione. Non si può più pretendere che uno creda alle storielle col bue e l'asinello o l'assurdità di un dio che manda giù suo figlio sulla terra camuffato da uomo per salvarci dai peccati, del mondo che è stato creato in una settimana o lo spauracchio del giudizio universale. I prelati più furbi e intelligenti, i cosiddetti "alti prelati", sono i primi a sapere che è tutto falso, che serve solo a mantenere la casta sacerdotale, a giustificarne la necessità. Per questo motivo io non festeggio il natale, nemmeno in maniera meramente consumistica e mi sono anche sbattezzato.
La salvezza personale a cui un credente aspira è ridicola, manifestamente contro natura e secondo me anche egoistica. Io piuttosto voglio fare qualcosa di buono della mia vita e poi voglio morire, come tutti i viventi prima o poi muoiono. E a pensarci bene, anche i non viventi. Nemmeno i pianeti o le stelle sono eterni. E' evidente che c'è il ciclo della vita e della morte e anche che gli animali si predano gli uni con gli altri e solo il più forte e il più adatto sopravvive, non c'è compassione in natura. Questa legge sembra dura ma è alla base dell'evoluzione. Non volere accettare la realtà non è affatto normale.
Non c'è bisogno d'alcuna religione, non serve nemmeno come guida nella vita, dal momento che non è poi questo lo scopo per cui sono state create tanto tempo fa. Infatti il metodo scientifico si può applicare con successo anche ai comportamenti umani. Ad es. io ho un semplice assioma morale: è buono tutto quello che rende sè stessi e (AND logico) gli altri felici. Questo semplice principio vale molto di più di quell'obbrobbio che è la morale cattolica, che è stato persino possibile conciliare col nazismo!
Provate a far capire a un cinese il pernicioso concetto di peccato originale o del cristo salvatore o peggio della trinità. La maggior parte si metteranno a ridere col risultato che non avranno una buona opinione della religione cattolica. Ma come si può considerare giusta una religione contraria alla vita, che proibisce l'amore e promuove la penitenza per motivi puramente teologici? Al confronto con buddismo e taoismo il cristianesimo è una religione astiosa e barbara.

Sunday, August 28, 2011
Richard Feynman on doubt, uncertainty and religion
Faithful transcription of a Feynman's interview on doubt, uncertainty, religion and the pleasure of finding things out for the BBC programme Horizon, 1981.
If you expected science to give all the answers to the wonderful questions about "what we are", "where we are going", "what the meaning of the universe is" and so on... then I think you can easily become disillusioned and then look for some mystic answers to these problems.
How a scientist can take a mystic answer I don't know because the whole spirit is to underst(and). Well, never mind that. Any(way) I don't understand that... but anyhow... if you think of it though.... I... the way I think of what we're doing is we're exploring, we are trying to find out as much as we can about the world.
People say to me: "Are you looking for the ultimate laws of physics?" "No, I am "not". I am just looking to find out more about the world. And if it turns out there is a simple ultimate law that explains everything, so be it. That would be very nice discovery. If it turns out it's like an onion with millions of layers and we're just sick and tired of looking at the layers, then that's they way it is! But whatever way it comes out it's nature, is there and she's gonna come out the way she is.
And therefore when we go to investigate we shouldn't pre-decide what it is we're trying to do except to find out more about it. If you said... but... your problem is "why do you find out more about it?" If you thought that you were trying to find out more about it because you gotta get an answer to some deep philosophical question, you may be wrong and may be that you can't get an answer to that particular question by finding out more about the character of nature. But I don't look at it. My interest in science is to simply find out about the world. And the more I found out, the better it is. I like to find out...
And there are very remarkable misteries about the fact that we're able to see many more things than apparently animals can do and other questions like that. But those misteries I want to investigate without knowing the answer to them. And so altogether I can't believe the special stories that have been made up about our relationship to the universe at large because... they seem to be... too simple, too... too connected, too local, too provincial! The earth! He came to the earth! ONE of the aspects of god "came to the EARTH, mind you!". And look at what's out there... How can he... It isn't in proportion!
Anyway, it's not use arguing. I can't argue. I am just trying to tell you why the scientific views that I have do have some effect on my beliefs. And also another thing has to do with the question of how do you find out if something is true? And... if you have all these theories of the different religions and all different theories about the thing.
Then you begin to wonder. Once you start doubting... just like you're supposed to doubt, you've asked me of the science: is true? We say: No, no! We don't know what's the truth, we're trying to find out, everything is possibly wrong. Start out understanding religion by saying "everything is possibly wrong", let us see.
As soon as you do that you start sliding down an edge which is hard to recover from. And so one with the scientific view or my father's view that we should look to see what's true and what may be... may not be true... once you start doubting... which I think to me is a very fundamental part of my soul, is to doubt and to ask. When you doubt and ask it gets a little harder to believe.
You see, one thing is: I can live with doubt and uncertainty and not knowing. I think is much more interesting to live not knowing than to have answers which might be wrong.
I have approximate answers and possible beliefs and different degrees of certainty about different things but I'm not absolutely sure of anything. And on many things I don't know anything about... such as whether it means anything to ask "why we're here?" And what the question might mean. I might think about it a little bit but I can't figure it out then I go to something else.
But I don't have to know an answer. I don't have (to)... I don't feel frightened by not knowing things, by being lost in the misterious universe without having any purpose which is the way it really is, as far as I can tell possibly. It doesn't frighten me.
If you expected science to give all the answers to the wonderful questions about "what we are", "where we are going", "what the meaning of the universe is" and so on... then I think you can easily become disillusioned and then look for some mystic answers to these problems.
How a scientist can take a mystic answer I don't know because the whole spirit is to underst(and). Well, never mind that. Any(way) I don't understand that... but anyhow... if you think of it though.... I... the way I think of what we're doing is we're exploring, we are trying to find out as much as we can about the world.
People say to me: "Are you looking for the ultimate laws of physics?" "No, I am "not". I am just looking to find out more about the world. And if it turns out there is a simple ultimate law that explains everything, so be it. That would be very nice discovery. If it turns out it's like an onion with millions of layers and we're just sick and tired of looking at the layers, then that's they way it is! But whatever way it comes out it's nature, is there and she's gonna come out the way she is.
And therefore when we go to investigate we shouldn't pre-decide what it is we're trying to do except to find out more about it. If you said... but... your problem is "why do you find out more about it?" If you thought that you were trying to find out more about it because you gotta get an answer to some deep philosophical question, you may be wrong and may be that you can't get an answer to that particular question by finding out more about the character of nature. But I don't look at it. My interest in science is to simply find out about the world. And the more I found out, the better it is. I like to find out...
And there are very remarkable misteries about the fact that we're able to see many more things than apparently animals can do and other questions like that. But those misteries I want to investigate without knowing the answer to them. And so altogether I can't believe the special stories that have been made up about our relationship to the universe at large because... they seem to be... too simple, too... too connected, too local, too provincial! The earth! He came to the earth! ONE of the aspects of god "came to the EARTH, mind you!". And look at what's out there... How can he... It isn't in proportion!
Anyway, it's not use arguing. I can't argue. I am just trying to tell you why the scientific views that I have do have some effect on my beliefs. And also another thing has to do with the question of how do you find out if something is true? And... if you have all these theories of the different religions and all different theories about the thing.
Then you begin to wonder. Once you start doubting... just like you're supposed to doubt, you've asked me of the science: is true? We say: No, no! We don't know what's the truth, we're trying to find out, everything is possibly wrong. Start out understanding religion by saying "everything is possibly wrong", let us see.
As soon as you do that you start sliding down an edge which is hard to recover from. And so one with the scientific view or my father's view that we should look to see what's true and what may be... may not be true... once you start doubting... which I think to me is a very fundamental part of my soul, is to doubt and to ask. When you doubt and ask it gets a little harder to believe.
You see, one thing is: I can live with doubt and uncertainty and not knowing. I think is much more interesting to live not knowing than to have answers which might be wrong.
I have approximate answers and possible beliefs and different degrees of certainty about different things but I'm not absolutely sure of anything. And on many things I don't know anything about... such as whether it means anything to ask "why we're here?" And what the question might mean. I might think about it a little bit but I can't figure it out then I go to something else.
But I don't have to know an answer. I don't have (to)... I don't feel frightened by not knowing things, by being lost in the misterious universe without having any purpose which is the way it really is, as far as I can tell possibly. It doesn't frighten me.
Wednesday, February 18, 2009
Un dialogo dal Giordano Bruno
Il diciassette Febbraio di 409 anni fa, il grande filosofo e letterato Giordano Bruno veniva condannato al rogo dall'inquisizione cattolica con accusa di eresia. Ecco un dialogo che mi ha molto colpito, tratto dal film diretto da Giulano Montaldo nel 1973 ed interpretato da Gian Maria Volonté. Si ragiona così, per associazione di idee. Non bisogna dimenticarlo ed anche ai giorni nostri purtroppo c'è ancora gran bisogno di ricordarsene. Molto belli questi sfondi del desktop raffiguranti la statua di Giordano Bruno a Campo de’ Fiori a Roma.
Bruno: Posso chiedere di che colore è il latte?
un popolano: Bianco
Bruno: Allora lui quando pensa al latte pensa a bianco.
Bruno: E chi lo fa questo latte?
un popolano: La vacca.
Bruno: E che cosa mangia questa vacca?
un popolano: Erba.
Bruno: Bravo. Pioggia, nuvole, cielo, astri, universo, Dio - se volete voi.
Bruno: Universo, astri, cielo, nuvole, pioggia, prato, erba, mmmmmmmmmmm, vacca, latte. Un'immagine viva. Di Dio, se volete voi. I preti non centrano niente.
Bruno: Posso chiedere di che colore è il latte?
un popolano: Bianco
Bruno: Allora lui quando pensa al latte pensa a bianco.
Bruno: E chi lo fa questo latte?
un popolano: La vacca.
Bruno: E che cosa mangia questa vacca?
un popolano: Erba.
Bruno: Bravo. Pioggia, nuvole, cielo, astri, universo, Dio - se volete voi.
Bruno: Universo, astri, cielo, nuvole, pioggia, prato, erba, mmmmmmmmmmm, vacca, latte. Un'immagine viva. Di Dio, se volete voi. I preti non centrano niente.
Thursday, May 10, 2007
La mia religione
Molta gente mi chiede, vedendo che non faccio nessuna pratica di culto: «Ma tu non sei cattolico?» Rispondo io: «No, non credo nella salvezza individuale promessa dalla fede cattolica o da altre dottrine simili. Secondo me è egoistico pensare che la vita di un uomo o di qualsiasi altro animale sia eterna. Non si può essere nemmeno sicuri che la vita in generale lo sia».
Nessuno mai ha avuto voglia di discutere con me su questo punto (eppure io sarei lieto di farlo e l'ascolterei con interesse); piuttosto tutti cercano di cambiare discorso e mi chiedono in tono più o meno provocatorio: «Quindi tu sei ateo, credi che dopo la morte non esiste niente?». Rispondo io:
«Non sono ateo, non sono materialista o razionalista, sono solo agnostico, cioè non sono sicuro di quello che accadrà.»
Poi continuano più o meno tutti in questo modo: «Quindi secondo te Dio non esiste». Rispondo io: «Non ho detto questo. Dal momento che Dio non si manifesta direttamente nessuno può essere sicuro della sua esistenza, si può solo crederci, non è una verità matematica... almeno finché si è in vita. Può darsi che basti morire per saperlo. E poi anche le verità matematiche sono verità non certo assolute ma relative al sistema di assiomi e postulati che si sono stabiliti e accettati come veri».
Qualcuno mi ribatte allora «Quindi secondo te tutti quelli che credono in Dio sbagliano?». E io, sospirando ancora una volta «Non ho detto questo. Dal momento che Dio non è cosa certa a maggior ragione è giustificato credere quello che si vuole, qualsiasi ipotesi deve essere rispettata finché non si prova il contrario. Pertanto io sono per la libertà religiosa, non promulgo nessuna credenza sia essa religiosa o laica».
«Ma se ognuno credesse a quello che gli pare non ti pare che sarebbe il caos?»
«Il caso e il caos sono la quintessenza del mondo. Senza di essi l'universo non esisterebbe.»
«Sì, ma il caos è solo un'apparenza. Dietro vi è un ordine nascosto, deve esserci per forza un senso uno scopo.»
«Non lo nego: anzi lo ritengo probabile e plausibile un Dio che governa il caos e stabilisce l'evoluzione e il fine di tutte le cose. Quindi sono daccordo con te: siamo finalmente arrivati ad una concezione moderna di Dio, molto lontana da quella dei cattolici e di moltre alte fedi e certamente più verosimile alla luce delle nostre conoscenze della nostra epoca. Noi abbiamo bisogno di nuovi dei, quelli antichi sono ormai assurdi ed anacronistici; del resto il concetto di Dio non è statico come vogliono farci credere alcune religioni fameliche di proseliti, ma nasce durante l'evoluzione di una specie e muta e si evolve con essa nel tempo».
Mi fermo qui. Discorsi come questi se ne possono fare tanti. Probabilmente sono inutili, non si conclude mai niente di definitivo, ma aspetto con interesse i vostri commenti.
Link: UAAR - Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti | NoGod: Ateismo e Libertà
Nessuno mai ha avuto voglia di discutere con me su questo punto (eppure io sarei lieto di farlo e l'ascolterei con interesse); piuttosto tutti cercano di cambiare discorso e mi chiedono in tono più o meno provocatorio: «Quindi tu sei ateo, credi che dopo la morte non esiste niente?». Rispondo io:
«Non sono ateo, non sono materialista o razionalista, sono solo agnostico, cioè non sono sicuro di quello che accadrà.»
Poi continuano più o meno tutti in questo modo: «Quindi secondo te Dio non esiste». Rispondo io: «Non ho detto questo. Dal momento che Dio non si manifesta direttamente nessuno può essere sicuro della sua esistenza, si può solo crederci, non è una verità matematica... almeno finché si è in vita. Può darsi che basti morire per saperlo. E poi anche le verità matematiche sono verità non certo assolute ma relative al sistema di assiomi e postulati che si sono stabiliti e accettati come veri».
Qualcuno mi ribatte allora «Quindi secondo te tutti quelli che credono in Dio sbagliano?». E io, sospirando ancora una volta «Non ho detto questo. Dal momento che Dio non è cosa certa a maggior ragione è giustificato credere quello che si vuole, qualsiasi ipotesi deve essere rispettata finché non si prova il contrario. Pertanto io sono per la libertà religiosa, non promulgo nessuna credenza sia essa religiosa o laica».
«Ma se ognuno credesse a quello che gli pare non ti pare che sarebbe il caos?»
«Il caso e il caos sono la quintessenza del mondo. Senza di essi l'universo non esisterebbe.»
«Sì, ma il caos è solo un'apparenza. Dietro vi è un ordine nascosto, deve esserci per forza un senso uno scopo.»
«Non lo nego: anzi lo ritengo probabile e plausibile un Dio che governa il caos e stabilisce l'evoluzione e il fine di tutte le cose. Quindi sono daccordo con te: siamo finalmente arrivati ad una concezione moderna di Dio, molto lontana da quella dei cattolici e di moltre alte fedi e certamente più verosimile alla luce delle nostre conoscenze della nostra epoca. Noi abbiamo bisogno di nuovi dei, quelli antichi sono ormai assurdi ed anacronistici; del resto il concetto di Dio non è statico come vogliono farci credere alcune religioni fameliche di proseliti, ma nasce durante l'evoluzione di una specie e muta e si evolve con essa nel tempo».
Mi fermo qui. Discorsi come questi se ne possono fare tanti. Probabilmente sono inutili, non si conclude mai niente di definitivo, ma aspetto con interesse i vostri commenti.
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