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Thursday, April 22, 2010

Elenco di falsi amici più comuni

Ho estratto i termini più comuni dall'elenco fornito da Wikipedia:

spagnoloitalianoitaliano spagnolo
acaso forse a caso al azar
aceite olio aceto vinagre
acertar indovinare accertare comprobar
acostarse coricarsi accostarsi acercarse
afamado famoso affamato hambriento
albergue ostello albergo hotel
amo padrone amo anzuelo
andar camminare andare ir
arriba sopra arriva llega
barato economico baratto trueque
burro asino burro mantequilla
cacho pezzo, fetta cacio queso
caldo brodo caldo caliente, calor
camino cammino camino, ciminiera chimenea
cariño affetto carino guapo
carta lettera papel carta
ceño broncio segno signo
embarazada incinta imbarazzata avergonzada
enseguida subito inseguita perseguida
fracaso fallimento, fiasco fracasso alboroto
guardar conservare, custodire guardare mirar
habitación stanza abitazione casa, piso, hogar
harto pieno/sazio, stanco/stufo arto miembro, extremidades
hombre uomo ombre sombras
largo lungo largo ancho
licenciar congedare, laureare licenziare despedir
llegar arrivare legare atar, amarrar, ligar
llevar portare levare quitar, sacar
lograr riuscire (a), ottenere logorare agotar
mancha macchia mancia propina
mantel tovaglia mantello capa
mirar guardare mirare, puntare apuntar
montón mucchio montone carnero
negocio affare/i negozio tienda
nudo nodo nodo desnudo
ocurrir accadere, succedere, capitare occorrere ser necesario, necesitar
oficina ufficio officina taller (mecánico)
oso orso osso/a hueso
puesta (del sol) tramonto posta correo
pulido lucidato, rifinito pulito limpio
rata ratto (topo) rata plazo
recorrer percorrere ricorrere, rivolgersi recurrir
salir uscire salire subir
sembrar seminare sembrare parecer
subir salire subire sufrir, soportar
tallar intagliare tagliare cortar
tapa coperchio, stuzzichino tappa (sosta) etapa
toalla asciugamano tovaglia mantel
todavía ancora tuttavia sin embargo, pero
vaso bicchiere vaso, portafiori tiesto, florero, maceta

Tuesday, March 30, 2010

Al-Khorezmi: Un Matematico Dimenticato

(traduzione, più o meno letterale dall'articolo originale in Spagnolo del Prof. Ricardo Baeza-Yates)

Al-Khorezmi: Un Matematico Dimenticato


Quando in una sottrazione non resta nulla, allora scrivi un piccolo cerchio affinché non rimanga un posto vuoto (Al-Khorezmi spiegando lo zero, Secolo IX).

Introduzione


Molti si domanderanno chi è Al-Khorezmi. Probabilmente indovinerete solo la sua origine araba, eppure Al-Khorezmi dovrebbe essere conosciuto tanto quanto Pitagora o Euclide.
E' grazie a lui che la matematica moderna usa l'attuale sistema numerico, di derivazione indiana. Oltre a ciò, i termini numerale (cifra, numero) e algoritmo derivano dal suo nome che in arabo significa "quello di Khorezm", suo luogo d' origine. Un algoritmo, secondo il dizionario della Reale Accademia Spagnola, è una sequenza o insieme ordinato di passi o operazioni che permette di trovare la soluzione di un problema (in un'altra accezione è il metodo e la notazione usato nelle diverse forme di calcolo). Nonostante gli algoritmi risalgano al tempo dei babilonesi e i greci inventarono algoritmi tuttora celebri (per esempio, quello di Euclide per calcolare il massimo comun divisore di due numeri), fu Al-Khorezmi il primo che progettò algoritmi pensando anche alla loro efficienza, in particolare, per il calcolo delle radici delle equazioni. La teoria degli algoritmi è uno dei pilastri dell'informatica, una scienza neppure sognata mille anni fa.

Ci sono molte varianti del nome Al-Khorezmi scritto nell'alfabeto latino, per esempio al-Khwarizmi, Al-Khawarizmi, Al-Khawaritzmi o al-Khowarizmi. Abbiamo scelto di usare la più semplice, il chè non significa che sia necessariamente la migliore.

Francobollo russo emesso nel 1983 per commemorare il 1200esimo anniversario della nascita di Al-Khorezmi (cortese concessione di Jeff Miller)

Vita


Muhammad ibn Musa abu Djafar Al-Khorezmi nacque intorno al 780 DC (altri dicono l'800 DC) a Khorezm, nel sud del Mare d'Aral (oggi Khiva, Uzbekistan), che era stato conquistato 70 anni prima dagli arabi. Il suo nome dice già molto, dato che significa "Mohamed, figlio di Mosè, padre di Jafar, originario di Khorezm". La sua fama dovette essere molto grande se tutto il mondo lo conobbe per il suo luogo d'origine. Verso l'820, Al-Khorezmi fu chiamato a Badgad dal califfo abbaside Al-Mamun, secondo figlio di Harun ar-Rashid, a tutti noto grazie a "Le Mille e una Notte". Al-Mamun continuò a promuovere la crescita della scienza araba e dell'Accademia delle Scienze creata da suo padre, chiamata la Casa della Sapienza, il che portò importanti conseguenze nello sviluppo della scienza in Europa, principalmente attraverso la Spagna. Poco si sa della sua vita, solo che compì viaggi in Afganistan, nel sud della Russia e a Bisanzio (oggi Istanbul, in Turchia). Morì a Bagdad verso l'850 DC (oppure, si calcola, l'840 DC).

Opere


La maggiorparte delle sue dieci opere sono conosciute in modo indiretto o attraverso le traduzioni latine fatte successivamente (specialmente a Toledo) e di qualcuna si sa solo il titolo. Al-Khorezmi ci ha trasmesso conoscenze acquisite dai greci e dagli indiani, principalmente di matematica, ma anche di astronomia (tra cui il calendario ebraico), astrologia, geografia e storia. Il suo lavoro più noto e usato furono le sue Tavole Astronomiche, basate sull'astronomia indiana. Vi si trovano algoritmi per calcolare le date e le prime tavole conosciute delle funzioni trigonometriche seno e cotangente. La cosa che più stupisce è che non usò i numeri negativi (che ancora non si conoscevano), né il sistema decimale né le frazioni, anche se aveva già il concetto dello zero.

La sua Aritmetica, tradotta in latino come "Algoritmi de numero Indorum" (Algoritmi sui numeri degli indiani) introduce il sistema numerico indiano (conosciuto dagli arabi solo una cinquantina d'anni prima) e gli algoritmi per eseguire calcoli con esso. Segue parlando dell'Algebra, un'introduzione compatta al calcolo, usando regole precise per completare e ridurre le equazioni. Oltre a trovare il metodo generale per la soluzione delle equazioni quadratiche, tratta anche della geometria, dei calcoli commerciali e delle ripartizioni di eredità. Probabilmente è questo il più antico libro arabo conosciuto e parte del suo titolo "Kitab al-jabr wa'l-muqabala" dà origine alla stessa parola algebra. Gli storici non si sono messi d'accordo sulla migliore traduzione da dare al titolo ma il significato è "Il libro della riduzione e del bilanciamento" ovvero "L'arte di risolvere le equazioni".

Eredità culturale


L'opera di Al-Khorezmi consentì di preservare e diffondere le conoscenze dei greci (con la notevole eccezione del lavoro di Diofanto) e degli indiani, che sono poi divenute pilastri della nostra civiltà. La caratterizza il rigore dei greci e la semplicità degli indiani (quando, ad esempio, usa i disegni e la parola "guarda" invece di fare una lunga dimostrazione). I suoi libri sono intuitivi e pratici e il suo principale contributo fu di semplificare la matematica a un livello comprensibile ai non esperti.
Espone con profondità i vantaggi nell'usare il sistema decimale indiano, una scelta coraggiosa per l'epoca, considerando la forza delle tradizioni nella cultura araba. La chiara esposizione su come far calcoli in modo sistematico tramite algoritmi concepiti per essere usati con qualsiasi tipo di dispositivo meccanico simile ad un abaco, oltre che con carta e penna, è prova dell'intuito e del potere di astrazione di Al-Khorezmi. Si preoccupava persino di ridurre il numero di operazioni necessarie in ciascun calcolo. Per questo motivo, nonostante non sia stato lui l'inventore del primo algoritmo, è giusto che questo concetto sia associato al suo nome. Al-Khorezmi fu senza dubbio il primo pensatore algoritmico.

Questo articolo è una versione estesa dell'edizione del Maggio 1997 della mia colonna sulla rivista "Informatica", e fu pubblicata nel primo volume e numero del periodico online "Ciencia Al Día" nel 1998. Sono grato alle numerose persone che mi hanno inviato commenti e osservazioni.

Saturday, March 27, 2010

Frasi celebri, proverbi e scioglilingua in spagnolo

Altri li trovate qui...

Los ordenadores son inútiles. Sólo pueden darte respuestas (Pablo Picasso)
Computers are useless. They can only give you answers
I computer sono inutili perché possono solo dare risposte

Pienso, luego existo (René Descartes)
Penso dunque sono (Cartesio)
Cogito ergo sum

Honraré la Navidad en mi corazón y procuraré conservarla durante todo el año (Charles Dickens)
Onorerò il Natale nel mio cuore e cercherò di tenerlo con me tutto l'anno
I will honor Christmas in my heart, and try to keep it all the year

Cuando la gente está de acuerdo conmigo siempre, siento que debo haberme equivocado.. (Norbert Wiener)
Quando le persone sono sempre daccordo con me, sento di essermi sbagliato..

Todos somos muy ignorantes, sólo que no todos ignoramos las mismas cosas
Siamo tutti molto ignoranti, solo che non tutti ignoriamo le stesse cose

¡Qué pobre memoria es aquélla que sólo funciona hacia atrás! (Lewis Carroll)
È una ben povera memoria quella che funziona solo all'indietro

Yo no procuro conocer las preguntas, procuro conocer las respuestas (Confucio)
Non cerco di conoscere le domande quanto le risposte (Confucio)

El éxito depende de la voluntad
Il risultato/successo dipende dalla volontà

Quien nunca ha cometido un error nunca ha probado algo nuevo (Albert Einstein)
Una persona che non abbia mai commesso un errore non ha mai cercato di fare qualcosa di nuovo

Pájaro que abandona su primer nido, si lo encuentra ocupado, bien merecido
Ben gli sta all'uccellino che abbandona il suo primo nido, se poi ci torna e lo trova occupato

Más vale un minuto de vida franca y sincera que cien años de hipocresía (Ángel Ganivet)
Vale di più un minuto di vita schietta e onesta que cent'anni di ipocrisia

La muerte está tan segura de vencer que te da una vida entera de ventaja
La morte è così sicura di vincere che ti dà un vantaggio di una vita intera

¡Sonríe! Es mejor que explicar porque estás triste
Sonreír es más fácil que explicar porque estás trise
Sorridi, perchè è più facile che spiegare il motivo della tua tristezza
Smile, because it's easier than explaining why you're so sad

No basta saber, se debe también aplicar. No es suficiente querer, se debe también hacer (Goethe)
Non basta sapere, si deve anche applicare. Non è abbastanza volere, si deve anche fare (Goethe)

No hay recuerdo que el tiempo no borre, ni pena que la muerte no acabe (Miguel de Cervantes)
Non c'è/esiste ricordo che il tempo non cancelli, né pena/sofferenza che la morte non termini

lo que será, será
quel che sarà, sarà
what will be, will be

No es cierto que todo sea incierto (Blaise Pascal)
Non è certo che tutto sia incerto

La Vida es una comedia en la que la gente se empeña en hacer un drama
La Vita è una commedia in cui la gente si impegna a/insiste nel voler fare un dramma

Lo que puedes hacer, o has soñado que podrías hacer, debes comenzarlo. La osadía lleva en sí, genio, poder y magia" (Johann Wolfgang Von Goethe)
Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di fare, incominciala. L'audacia ha in sé genio, potere e magia. Incomincia adesso

Quien pierde la riqueza, pierde mucho; quien pierde los amigos pierde aùn más; pero quien perde el espiritu, pierde todo (proverbio español)
Chi perde la ricchezza, perde molto; chi perde gli amici, perde ancora di più: ma chi perde il proprio spirito, perde tutto (proverbio spagnolo)

Cuando hables, procura que tus palabras sean mejores que el silencio (proverbio indio)
Se parli, assicurati che le tue parole siano meglio/migliori del silenzio (proverbio indiano)
Si vas a tocar algo, procura que sea mejor que el silencio
Se suoni qualcosa, cerca di fare meglio del silenzio

Ahora conozco el secreto para formar a los hombres mejores: crecer al aire libre, comer y dormir con la tierra (Walt Whitman)
Ora vedo il segreto per fare gli uomini migliori: crescere all'aria aperta, mangiare e dormire con la terra.
Now I see the secret of making the best persons: it is to grow in the open air and to eat and sleep with the earth

El mundo se hace a un lado para la gente que sabe adonde va
Il mondo si fa da parte per lasciare il passo a chi sa dove andare

"Señor ... Aún no soy lo que quiero ser
Ni siquiera soy lo que debo ser...
Pero gracias, Señor, por no ser lo que antes fuí." (oración)
Signore ... Ancora non sono quello che voglio essere
e neppure come devo essere...
comunque grazie, Signore, per non essere quello che sono stato prima/per non essere più quello di prima (preghiera)

Si la sierva que te sirve, no te sirve como sierva, de que sirve que te sirvas de una sierva que no sirve (trabalenguas)
Se la serva che ti serve, non ti serve come serva, a che serve che ti serva di una serva che non serve (scioglilingua)

El instinto dicta el deber y la inteligencia da pretextos para eludirlo (Marcel Proust)
L'istinto detta il dovere e l'intelligenza fornisce i pretesti per eluderlo.

Los hombres son tan necesariamente locos que no estar loco equivaldría a otra forma de locura (Blaise Pascal)
Gli uomini sono così necessariamente pazzi che il non essere pazzo equivarrebbe a essere soggetto ad un altro genere di pazzia
Men are so necessarily mad, that not to be mad would amount to another form of madness

Consuélate de soportar las injusticias: la verdadera desgracia consiste en cometerlas (Demócrito de Abdera)
Se subisci un'ingiustizia, consolati: la vera infelicità consiste nel commetterla (Democrito di Abdera)

El mundo es un gran libro, quienes no lo han recorrido han leido una sola página/el que no viaja lee una sola página...
Il mondo è un grande libro, quelli che non l'hanno percorso hanno letto una sola pagina/chi non viaggia ne legge una sola pagina...

Si la vida te da mil razones para llorar... busca otras mil razones por las que vivir...
Se la vita ti dà mille ragioni per piangere... cerca altre mille ragioni per (cui) vivere...

La verdad no se halla en un sólo sueño, pero sí en muchos sueños.
Truth lies not in one dream, but in many dreams.

Sunday, December 6, 2009

Le dita della mano - Los dedos de la mano


  • pulgar [pulgár], dedo gordo [dédo górdo] (pollice)
  • índice [índithe] (indice)
  • corazón [corathón], dedo medio/mayor/cordial [dédo médio/majór/cordiál] (medio)
  • anular [anulár] (anulare)
  • meñique [megníche], dedo pequeño [dédo pechégno] (mignolo)

Sunday, November 29, 2009

L'accento nelle parole spagnole

Qui potete trovare le regole per l'accento nella lingua spagnola.

Molto interessante l'esempio che viene fatto per mettere in evidenza che anche in spagnolo, come in italiano esistono parole che assumono significati diversi se si cambia la posizione dell'accento tonico:

sdrucciola: pú-bli-co (pubblico), aggettivo; es. transporte público (trasporto pubblico)

piana: publico [publíco] (pubblico), 1a persona del presente indicativo del verbo publicar (pubblicare); es. ¿cómo publico mi libro? (come pubblico il mio libro?)

tronca: publicó [publicó] (pubblicò), 3a persona del passato remote del verbo publicar (pubblicare); es. publicó una noticia falsa (pubblicò una notizia falsa)

Se queste regole sono seguite correttamente, ovvero ammettendo che in un testo scritto in Spagnolo siano segnati correttamente tutti gli accenti grafici laddove obbligatorio (ma attenzione che spesso chi scrive su chat o con cellulari/computer o per pigrizia non lo fa), quando si incontra una parola priva di accento, la pronuncia potrà essere soltanto di due tipi (salvo poche eccezioni che qui non tratto per non complicare troppo le cose):

  • piana, ovvero con accento su una delle vocali della penultima sillaba, se la parola termina in vocale (o con un dittongo) o con le consolanti "n" e "s"
  • tronca, ossia l'accento cade su una vocale dell'ultima sillaba, se la parola termina con una consonante diversa dalla "n" e dalla "s"

Questo perché in quasi tutti gli altri casi ed eccezioni rispetto alle due categorie precedenti nello spagnolo scritto è obbligatorio indicare l'accento.

Questo regole hanno un senso, non sono del tutto arbitrarie, perché in spagnolo la maggior parte delle parole sono piane e terminano in vocale o "n" e "s" e pertanto avendo stabilito questa regola si può omettere l'indicazione dell'accento dalla maggior parte delle parole (dal momento che segnare molti accenti complica la scrittura). Dopo le parole piane, nel vocabolario spagnolo, per numerosità vengono le tronche e la regola che dice che l'accento sulle tronche polisillabiche va segnato solo se terminano in "n", "s" e vocale consente di evitare di segnare l'accento sulla maggior parte delle parole tronche senza nel contempo comportare ambiguità di pronuncia (infatti esclude la pronuncia piana, dal momento che questi sono esattamente i casi in cui nella pronuncia piana si omette l'accento). Sulle sdrucciole e bisdrucciole invece in spagnolo si segna sempre quasi sempre l'accento. Nel complesso nello spagnolo scritto (se gli accenti vengono segnati quando è obbligatorio farlo) si riesce molto più facilmente rispetto all'italiano (le regole dell'italiano le trovate qui) a capire la posizione dell'accento tonico e quindi si possono evitare molti errori a riguardo.

Come detto prima le parole piane o tronche senza accento grafico sono tantissime, qui mi limito a dare solo pochi esempi che ricadono nei casi visti prima (per mettere meglio in evidenza su quale sillaba cade la pronuncia le ho sillabate):

piane terminanti in vocale o dittongo
zo-que-te [thochéte] (calzino), a-bri-go [abrígo] (cappotto), gra-tui-to [gratúito](gratuito), po-ten-cia [poténthia] (potenza), se-cre-ta-ria [secretária] (segretaria), ca-si [cási] (quasi), ta-xi [tácsi] (taxi), ba-ca-la-o [bacaláo] baccalà, cien-cia [thiénthia] (scienza), co-rre-o [corréo] (posta)
piane terminanti in consonante n e s
ha-blan [áblan] (parlano), al-guien [álghien] (qualcuno), cri-men [crímen] (crimine), e-xa-men [ecsámen] (esame), jo-ven [chóben] (giovane), mar-gen [márchen] (margine), am-bos [ámbos] (entrambi)
tronche terminanti in consonante diversa da "n" e s"
alquiler [alchilér] (affitto), amenazar [amenathár] (minaccia), chaval [chabál] (ragazzo), menester [menestér] (bisogno, mestiere)

La seconda regola che stabilisce l'omissione dell'accento nelle parole tronche terminanti per consonante diversa da "n" e "s" implica che tutti i verbi all'infinito privi di accento grafico (dal momento che terminano con "r" che è una consonante diversa "n" e "s") hanno l'accento tonico sulla sillaba della desinenza -ar, -er, -ir, ovvero sono tronchi:

abandonar [abandonár] (uscire), comprender [comprendér] (capire), asistir [asistír] (assistere)

Da una ricerca automatica nel dizionario vi posso confermare che non esistono verbi all'infinito che portano l'accento grafico, pertanto tutti i verbi all'infinito in spagnolo sono tronchi.

Notare che i monosillabi non si accentano, quindi le loro pronunce vanno imparate (può aiutare il fatto che quando si ha in presenza di un dittongo l'accento non cade sulla vocale debole, ovvero la "i" o la "u"):

bien [bién] (bene, ok), buen [buén] (buon), pues [pués] (beh, bene, dal momento che, pertanto, quindi, visto che), quién [chién] (chi)

Ci sono poi, se pur statisticamente di meno, molte parole piane e tronche, per cui è obbligatorio indicare l'accento grafico e si possono considerare delle eccezioni alle due categorie piane e tronche viste prima (ovvero l'accento bisogna indicarlo altrimenti implicitamente a causa di quelle regole si avrebbe una pronuncia rispettivamente tronca o piana sbagliata). Solo pochi esempi:

piane che terminano in consonante diversa da "n" o "s"
ál-bum [álbum] (album), a-zú-car [athúcar] (zucchero), es-tán-dar [estándar] (standard), lá-piz [lápith] (matita), cár-cel [cárthel] (carcere), ár-bol [árbol] (albero), ú-til [útil] (utile)
tronche che terminano in "n" o "s" o per vocale
mi-llón [míjon] (milione), pa-drón [padrón] (padrone), re-ac-ción [rreakthión] (reazione), a-cor-deón [acordeón] (fisarmonica), a-de-más [además] (inoltre, per di più), a-mén [amén] (amen)


Una eccezione alle presenti regole è quella di alcuni tipi di iati, ovvero gruppi di due vocali di cui una è aperta (a, e, o) e l'altra è chiusa (i, u): questi si accentano sempre sopra la vocale chiusa (ovvero l'accento si segna sempre, anche se secondo le regole di prima si potrebbe omettere):

ma-íz [maíz] (mais), ra-íz [raíth] (radice), pa-ís [país] (paese), dí-a [día] (giorno)

Saturday, November 28, 2009

Dittonghi

Cos'è un dittongo?

Letteralmente dittongo significa "con due suoni". Sia in spagnolo sia in italiano è un gruppo fonetico formato da una semiconsonante (o vocale debole, ovvero senza accento tonico: sono la "i" o la "u" senza accento tonico sia in spagnolo che in italiano) combinata con una vocale nella medesima sillaba in ordine qualsiasi (prima la semiconsonante e poi la vocale o viceversa), che sono unite, cioè sembrano suonare come una vocale unica e difatti sono pronunciate con un'unica emissione di voce.

La vocale porta l’accento della sillaba e si chiama sillabica (es. in italiano pie-de, "i" è la vocale debole e "e" è quella forte, ovvero accentata).

Ovviamente nel dittongo la vocale non può essere la stessa della semiconsonante, ossia non sono dittonghi i gruppi "ii" e "uu" ("ii" in italiano viene considerato uno iato dai grammatici ed è comunque abbastanza raro, come nel passato remoto del verbo "vestire", "io vestii").

Osservate che se la "i" o la "u" seguite/precedute da "a, e, o" sono accentate (basta anche solo l'accento tonico, ovvero quello della pronuncia, non è necessario che debba esserci l'accento grafico, quello obbligatorio nella scrittura) non si tratta di un dittongo ma bensì di uno iato.

Nella divisione in sillabe le due vocali del dittongo devono sempre far parte della medesima sillaba sia in spagnolo che in italiano, mentre gli iati si separano in sillabe differenti. Nel complesso tuttavia le regole di sillabazione dello spagnolo sono diverse da quelle dell'italiano:

dittonghi: ai-re (a-ria), es-pe-cie (spe-cie), hue-vo (uo-vo), au-to (au-to), gra-tui-to (gra-tui-to), cons-ti-tuir (co-sti-tui-re), ciu-dad (cit-tà)

iati: tí-o (zi-o), ma-es-tra (ma-e-stra), po-e-ta (po-e-ta)

Notate che, sia in italiano sia in spagnolo, la pronuncia delle semiconsonanti (dette anche semivocali) "i" e "u" è leggermente diverse da quella delle vocali "i" e "u" e nonostante questo sia in italiano che in spagnolo non si usano segni differenti per indicarli: confrontate la pronuncia della "u" in "uno", "uomo" e della "i" in "inno", "piove".

Per gli informatici come me una espressione regolare che descrive i quattordici possibili dittonghi dello spagnolo è:

(a|e|o)[iu]|i[aeou]|u[aeio]

questa genera e riconosce tutti i seguenti possibili dittonghi dello spagnolo (per semplicità senza le possibili varianti con l'accento grafico grafico su a, e, o):

ai au
ei eu
ia ie io iu
oi ou
ua ue ui uo

Che io sappia non ci sono vere e proprie parole italiane con il dittongo ou (eccetto casi di composizione di parole, ad es. capoufficio), mentre in spagnolo se ne trovano ma sono comunque poche, ad es. bou [bóu] (un tipo di pésca o di barca).

Qui trovate un sillabatore per la lingua spagnola.

Saturday, November 14, 2009

I punti cardinali - Los puntos cardinales

Los puntos cardinales

Sono sia sostantivi che aggettivi.

norte [nórte] = nord


Generalmente, las ciudades del sur de Italia son menos industrializadas que las del norte
(Generalmente, le città del sud Italia sono meno industrializzate di quelle del nord)

El Polo Norte es muy frío
(Al Polo Nord fa molto freddo)

sur [súr] = sud


La estación de autobús está al sur de Madrid
(La stazione degli autobus si trova a sud di Madrid)

este [éste] = est


El sol sale por el este y se pone por el oeste
(Il sole sorge ad oriente e tramonta ad occidente)

oeste [oéste] = ovest


Italia es uno de los países del oeste de Europa
(L'Italia è uno dei paesi dell'Europa occidentale)

I punti intermedi vengono denominati in questo modo:

noreste [noréste] = nord-est
sureste [suréste] = sud-est
suroeste [suroéste] = sud-ovest
noroeste [noroéste] = nord-ovest

Il participio passato - El participio pasado

Con il termine "participio" in grammatica si denota una forma impersonale che i verbi prendono per funzionare da aggettivi o sostantivi, ma senza perdere del tutto la loro natura verbale. Si chiama participio appunto perché si tratta di una forma verbale che "partecipa" in altre categorie grammaticali (aggettivi e sostantivi).

In italiano, ma anche in spagnolo, esistono due forme di participio: il presente (o attivo) che di solito ha la funzione di aggettivo o sostantivo denotante la capacità di realizzare l'azione che esprime il verbo da cui deriva (es. per il verbo cantare ho "cantante" e lo stesso sostantivo esiste anche in spagnolo!) e il participo passato (o passivo) (es. cantato, cantado in spagnolo) che può avere anche una funzione sostantivale/aggettivale (es. poema cantato) ma si usa principalmente nella formazione i tempi composti, come ad es. il passato prossimo (es. "ho cantato una canzone", "he cantado una canción") o la forma passiva (es. "la canción ha sido cantada por mí", "la canzone è stata cantada da me").

Vediamo ora come si forma il participio passato in spagnolo, facendo qualche parallelo con l'italiano come al solito (le cui regole complete sono qui).

Participi passati regolari


Ecco come si tramutano di regola le desinenze del modo infinito per le tre coniugazioni verbali:

hablar - hablado
parlare - parlato

temer - temido
temere - temuto

mentir - mentido
mentire - mentito

E' ancora più facile dell'italiano, dal momento che le desinenze sono solo due (-ado, -ido) invece di tre (-ato, -uto, -ito). Le forme al femminile naturalmente termineranno in -ada (1a coniugazione) e -ida (2a e 3a coniugazione).

Altri esempi:

almorzar [almorthár] (pranzare) - almorzado [almorthádo] (pranzato)
andar [andár] (camminare) - andado [andádo] (camminato, ma traducibile anche come "percorso")
amar [amár] (amare) - amado [amádo] (amato)
beber [bebér] (bere) - bebido [bebído] (bevuto)
caer [caér] (cadere) - caido [caído] (caduto)
cerrar [therrár] (chiudere) - cerrado [therrádo] (chiuso)
comer [comér] (mangiare) - comido [comído] (mangiato)
conocer [conothér] (conoscere) - conocido [conothído] (conosciuto)
conducir [conduthír] (condurre, guidare) - conducido [conduthído] (condotto, guidato)
dar [dár] (dare) - dado [dádo] (dato)
estar [estár] (essere, stare) - estado [estádo] (stato)
jugar [chugár] (giocare) - jugado [chugado] (giocato)
leer [leér] (leggere) - leído [leído] (letto)
oír [oír] (sentire) - oído [oído] sentito
poder [podér] (potere) - podido [podído] (potuto)
ser [sér] (essere) - sido [sído] (stato)
servir [serbír] (servire) - servido [serbído] (servito)
seleccionar [selekthionár] (selezionare, scegliere) - seleccionado [selekthionádo] (selezionato, scelto)
tener [tenér] (avere) - tenido [tenído] (avuto)
tomar [tomár] (prendere) - tomado [tomádo] (preso)
traer [traér] (portare) - traído (portato)

Participi passati irregolari


Purtroppo in spagnolo, come pure accade in italiano soprattutto per la 2a coniugazione, numerosi participi passati sono irregolari. Il presente elenco non è esaustivo, ma elenca i più comuni, suddivisi nelle tre coniugazioni per comodità di ricerca:

1a


despertar [despertár] (svegliare, svegliarsi) - despierto [despiérto] (sveglio)

2a


componer [componér] () - compuesto [compuésto] (composto)
devolver [debolbér] (restituire) - devuelto [debuélto] (restituito)
hacer [athér] (fare) - hecho [écio] (fatto)
poner [ponér] (mettere) - puesto [puésto] (messo)
resolver [rresolbér] (risolvere) - resuelto [rresuélto] (risolto)
romper [rrompér] (rompere) - roto [rróto] (rotto)
satisfacer [satisfathér] (soddisfare) - satisfecho [satisfécio] (soddisfatto)
ver [bér] (vedere) - visto [bísto] (visto)
volver [bolbér] ((ri)tornare) - vuelto [buélto] ((ri)tornato, ma anche resto)

3a


abrir [abrír] (aprire) - abierto [abiérto] (aperto)
cubrir [cubrír] (coprire) - cubierto [cubiérto] (coperto)
decir [dethír] (dire) - dicho [dicio] (detto)
descubrir [descubrír] (scoprire) - descubierto [descrubiérto] (scoperto)
escribir [escribír] (scrivere) - escrito [escríto] (scritto)
imprimir [imprimír] (stampare) - impreso [impréso] (stampato)
ir [ír] (andare) - ido [ído] (andato)
morir [morír] (morire) - muerto [muérto] (morto)
pudrir [pudrír] (marcire, putrefare) - podrido [podrído] (marcio, putrefatto, imputridito)

Purtroppo esistono anche dei verbi che posseggono entrambe le forme, regolare e irregolare. Ad. es. questo accade con il verbo freír, friggere:

he freído la carne
he frito la carne
(ho fritto la carne)

el huevo frito
(l'uovo fritto)

Un altro verbo che presenta una doppia forma è imprimir [imprimír] (stampare). Anche in questo caso entrambe le forme sono valide come verbi (la forma irregolare impreso è la più usata):

He impreso el documento
He imprimido el documento
(Ho stampato il documento)

ma come sostantivo o aggettivo si usa solo la forma irregolare:

el libro impreso
(il libro stampato)

Se ci pensate comunque anche in italiano si hanno due forme a volte (ad es.: succedere - succeduto, successo; perdere - perso, perduto; vedere - visto, veduto) e alcuni participi passati irregolari sono piuttosto difficili da ricordare, forse perché poco comuni (per es. porgere - porto).

Sunday, November 8, 2009

Presente indicativo dei verbi spagnoli regolari in -ar, -er, -ir

In Spagnolo purtroppo molti verbi sono irregolari. Alcuni tra i più usati li vedremo in seguito. Il primo passo comunque è quello d'imparare la coniugazione di quelli che sono regolari, a cominciare dal presente dell'indicativo.

Non tutti i verbi spagnoli che terminano in -ar, -er, -ir in italiano terminano rispettivamente in -are, -ere, -ire, anzi il significato può essere completamente diverso (purtroppo ci sono molti falsi amici tra le due lingue). Ad es. aguantar [aguantár] non significa agguantare o afferrare, che si dice invece agarrar o coger, ma bensì reggere, sostenere, sopportare, contenere (che terminano in -are e -ere). In altri termini, non esiste una corrispondenza precisa tra le due lingue, quindi attenzione! Tuttavia per mettere in confronto le desinenze usate nell'italiano e quelle usate nello spagnolo di seguito ho scelto come esempi tre verbi della prima, seconda e terza coniugazione che all'infinito terminano con desinenza simile sia in spagnolo che in italiano.

Coniugazione del presente indicato del verbo regolare hablar [ablár] (parlare)
Yo hablo [jo áblo] Io parlo
Tú hablas [tú áblas] Tu parli
Él/Ella/Usted habla [él/éja/ustéd ábla] Lui (egli, esso)/Lei (ella, essa) parla
Nosotros hablamos [nosótros ablámos] Noi parliamo
Vosotros habláis [bosótros abláis] Voi parlate
Ellos/Ellas/Ustedes hablan [éjos/éjas/ustédes áblan] Loro (essi, esse) parlano

Usted e Ustedes sono formali e corrispondono rispettivamente nell'italiano moderno al Lei e al Voi. Già che ci sono faccio notare che in italiano il Voi come sinonimo di Lei e il Loro come sinonimo di Voi sono obsoleti. Dal momento che Ustedes si traduce in Voi fate attenzione quindi che quella che è la terza persona plurale in spagnolo diventa la seconda persona plurale dell'italiano e viceversa.

Come in italiano i pronomi personali generalmente si omettono (è questo il vantaggio della coniugazione) tranne se si vuole enfatizzare il soggetto oppure specificare senza ambiguità il genere o il tono formale: in questo caso si dice Él habla, Élla habla, Usted habla invece di dire solo Habla e similmente Ellos hablan, Ellas hablan, Ustedes hablan invece di Hablan.

Da notare che come in italiano le antiche forme essi ed esse, Ellos si usa per un gruppo comprendente soli uomini oppure sia uomini che donne, mentre con Ellas si intende senza dubbio un gruppo composto di sole donne.

Per memorizzare i suffissi della coniugazione del presente indicativo, esercitatevi a coniugare altri verbi regolari in -ar come ad es.: escuchar [escuciár] (ascoltare), viajar [viachár] (viaggiare), esperar [esperár] (aspettare), amar [amár] (amare), llamar [jamár] (chiamare), llevar [jebár] (portare), dejar [dechár] (lasciare, permettere), mirar [mirár] (guardare).

Vediamo adesso la seconda coniugazione regolare, quella dei verbi che terminano in -er. In spagnolo esiste una regola semplice, una volta imparati tutti i suffissi della prima coniugazione per imparare subito anche quelli della seconda, basata sul fatto che i suffissi da aggiungere sono gli stessi della prima coniugazione eccetto che la "a" diventa "e":

Coniugazione del presente indicato del verbo regolare correr [corrér] (correre)
Yo corro [jo córro] Io corro
Tú corres [tú córres] Tu corri
Él/Ella/Usted corre [él/éja/ustéd córre] Lui (egli, esso)/Lei (ella, essa) corre
Nosotros corremos [nosótros corrémos] Noi corriamo
Vosotros corréis [bosótros corréis] Voi correte
Ellos/Ellas/Ustedes corren [éjos/éjas/ustédes córren] Loro (essi, esse) corrono

Altri comuni verbi regolari in -ere: aprender [aprendér] (imparare), beber [bebér] (bere), comer [comér] (mangiare), meter [metér] (mettere), responder [respondér] (rispondere), sorprender [sorprendér] (sorprendere), temer [temér] (temere).

Coniugazione del presente indicato del verbo regolare cubrir [cubrír] (coprire)
Yo cubro [jo cúbro] Io copro
Tú cubres [tú cúbres] Tu copri
Él/Ella/Usted cubre [él/éja/ustéd cúbre] Lui (egli, esso)/Lei (ella, essa) copre
Nosotros cubrimos [nosótros cubrímos] Noi copriamo
Vosotros cubrís [bosótros cubrís] Voi coprite
Ellos/Ellas/Ustedes cubren [éjos/éjas/ustédes cúbren] Loro (essi, esse) coprono

Altri esempi di verbi regolari in -ir: asistir [asistír] (assistere), compartir [compartír] (dividere), consistir [consistír] (consistere), escindir [esthindír] (scindere), insistir [insistír] (insistere), partir [partír] (dividere, partire), recibir [rethibír] (ricevere), subir [subír] (salire), sufrir [sufrír] (soffrire), vivir [bibír] (vivere).

Tuesday, November 3, 2009

Gli articoli in spagnolo

Introduzione

Gli articoli servono per far riferire un nome/aggettivo/pronome/avverbio ad una/alcune particolare/i occorrenza/e o rappresentante/i della classe che esso identifica (determinativo) oppure ad un elemento/i non specificato/i (indeterminativo). In pratica il determinativo si usa se il sostantivo di cui si parla è conosciuto. Se invece è sconosciuto o si intende indicare un elemento di un certo gruppo si usa l'indeterminativo.

L'uso dell'articolo (in)determinativo in spagnolo è simile ma non coincidente con quello che si fa in italiano, in particolare non viene tanto spesso omesso come si fa in inglese. Un esempio in cui in spagnolo non si usa l'articolo mentre in italiano sì è davanti agli aggettivi possessivi, es. Préstame tu libro = Prestami il tuo libro. Qui potete trovare una buona spiegazione di tutti i casi d'uso dell'articolo. Come in italiano gli articoli si coniugano in base al genere e al numero della parola a cui si riferiscono. In spagnolo non esiste l'apostrofo e pertanto gli articoli non si elidono mai.

Determinativo (Artículo definido)


Si riferisce a determinate cose o persone, da cui il nome.

Maschile singolare (El)

El è l'articolo determinativo per tutti i maschili singolari, non importa per come comincia la parola che segue (in italiano invece vige la regola che davanti a z, gn, ps, pn, x, y, s+cons., vocale, h muta si usa "lo", comunque per pn si viola a volte la regola ammettendo come corretto anche "il pneumatico", mentre dovrebbe essere "lo pneumatico"):

el árbol = l'albero
el inglés = l'inglese
el hombre = l'uomo
el perro = il cane
el profesor = il professore
el señor = il signore
el soldado = il soldato
el tío = lo zio

Eccezionalmente "el" si usa anche quando precede una parola femminile iniziante per vocale "a" tonica (ovvero su cui cade l'accento principale della parola) invece del femminile "la", allo scopo di evitare la pronuncia di due suoni "a" tonici consecutivi (in italiano questo si ottiene con l'elisione di "la" in "l'" davanti a vocale, anche atona; in spagnolo non c'è elisione e si è optato per una coniugazione errata!). Ad es. si dice:

el alma = l'anima
el agua = l'acqua
el arma = l'arma
el águila = l'aquila

e non "la alma" o "la águila" . Al plurale tuttavia, grazie alla presenza della "s", il problema non si pone e si mantiene l'articolo di genere femminile:

Las almas = Le anime
Las aguas = Le acque
Las armas = Le armi
Las águilas = Le aquile

e quindi non si dice "Los almas" o "Los águilas". Preciso che se la "a" iniziale della parola femminile non è tonica, si deve usare l'articolo femminile: ad es. si dice "la amiga" e non "el amiga".

Notate infine che, essendo la h muta come in italiano, anche per le parole femminili singolari che iniziano per "ha" (con a tonica) si deve usare l'articolo maschile:

el hacha = l'ascia

Ci sono però delle eccezioni:

la hache = l'acca (la lettera h)

Sempre per evitare suoni cacofonici, se preceduto da "a", l'articolo "el" si contrae: "a el" diventa sempre "al", proprio come "a il" in italiano (in altri termini "a il" non si dice e "a el" non si dice; si dice "al" sia in italiano che in spagnolo):

al hermano = al fratello

Idem per "de el" che non si dice e diventa "del" come in italiano:

del tío = dello zio

Fate attenzione alla differenza tra "el" articolo definito (senza accento) e "él" pronome personale della terza persona maschile (con l'accento)

(él) lee el libro = (lui) legge il libro

Maschile plurale (Los)


los árboles = gli alberi
los ingléses = gl'inglesi
los hombres = gli uomini
los perros = i cani
los profesores = i professori
los señores = i signori
los soldados = i soldati
los tíos = gli zii

Femminile singolare (La)


la fruta = la frutta
la inglésa = la inglese
la mujer = la donna
la perra = la cagna
la profesora = la professoressa
la señora = la signora
la soldadera = la soldatessa
la tía = la zia

Femminile plurale (Las)


las frutas = i frutti
las ingléses = le inglesi
las mujeres = le donne
las computadoras = i calcolatori/computer
las señoras = le signore
las tías = le zie

Neutro (Artículo neutro)


L'articolo determinativo neutro (né maschile, né femminile) "Lo" si usa in spagnolo per parole (solo aggettivi, avverbi e participi, mai sostantivi) con senso neutro, astratto, generale, spesso riferito a concetti o idee, mai per oggetti o persone conosciute o concrete. Tecnicamente i generi sono solo maschile e femminile, non esistono parole neutre in spagnolo come avviene in alcune lingue (ad es. nel tedesco); ci sono solo alcuni casi in cui si usa l'articolo neutro davanti a parole che comunque sono di uno solo dei due generi.

L'articolo neutro non esiste in italiano e talvolta risulta più appropriato tradurlo con la locazione "ciò che è", altre volte con altre locuzioni equivalenti in italiano:

lo útil = l'utile
lo hermoso que es vivir = quanto è bello vivere
lo hermoso de soñar aún despierto = che bello sognare ad occhi aperti

"lo" non è solo un articolo, è anche un pronome come ad es. in:

lo que se llama = il cosiddetto, quello che viene chiamato

Anche gli altri articoli possono essere usati come pronomi:

Fueron los griegos los que primero convirtieron la geometría en una ciencia
Furono i greci (quelli) che per primi fecero della geometria una scienza

Indeterminativo (Artículo indefinido o indeterminado)


Notate che l'articolo indefinito maschile "un" deriva dal troncamento dell'aggettivo numerico "uno", sia in spagnolo che in italiano.

un profesor = un professore
una profesora = una professoressa

Plurale


La forma plurale dell'articolo indeterminativo esiste in spagnolo ma non in italiano. Si traduce in vari modi: dei/delle, degli, alcuni/e, qualche, circa, all'incirca, ma anche più liberamente come nell'ultimo esempio:

hay unos hombres = ci sono degli uomini
allí hay unos libros = lì c'è qualche libro
unas notas para Ana = una canzone per Anna

Monday, November 2, 2009

Manu Chao - Me Gustas Tu

Questa famoso tormentone di Manu Chao del 2001 consente di imparare parecchie parole spagnole e anche qualcosina di francese :-)

Ascoltatelo su YouTube.



¿Qué horas son mi corazón? [Che ore sono, amore?]
Te lo dije bien clarito [Te lo dico ben chiaro]
Permanece a la escucha [Restate in ascolto]
Doce de la noche en la Habana, Cuba [Le dieci di sera all'Avana, a Cuba]
Once de la noche en San Salvador, El Salvador [Le undici di sera a ...]
Once de la noche en Managua, Nicaragua

Me gustan [gustar = piacere,amare] los aviones [avión = aereo], me gustas tu.
Me gusta viajar [viaggiare], me gustas tu.
Me gusta la mañana [mattino/a], me gustas tu.
Me gusta el viento [vento], me gustas tu.
Me gusta soñar [sognare], me gustas tu.
Me gusta la mar [mare], me gustas tu.

(rit.)
Que voy a hacer [Cosa farò]
Je ne sais pas [Io non lo so]
Que voy a hacer
Je ne sais plus [Non lo so più]
Que voy a hacer
Je suis perdu [Mi sono perso]
Que horas son, mi corazón [Che tempi son questi, tesoro]

Me gusta la moto [moto(cicletta)], me gustas tu.
Me gusta correr [correre], me gustas tu.
Me gusta la lluvia [pioggia], me gustas tu.
Me gusta volver [(ri)tornare], me gustas tu.
Me gusta marijuana, me gustas tu.
Me gusta colombiana, me gustas tu.
Me gusta la montaña [montagna], me gustas tu.
Me gusta la noche [notte].

(rit.)

Doce un minuto. [Dodici e un minuto (12:01 pm)]

Me gusta la cena, me gustas tu.
Me gusta la vecina [vicina (di casa)], me gustas tu.
Me gusta su cocina [la sua cucina, quello che cucina], me gustas tu.
Me gusta camelar [sedurre (in questo caso, generalmente anche adulare)], me gustas tu.
Me gusta la guitarra [chitarra], me gustas tu.
Me gusta el regaee [pronunciato reghé in spagnolo significa reggae], me gustas tu.

(rit.)

Me gusta la canela [cannella], me gustas tu.
Me gusta el fuego [fuoco], me gustas tu.
Me gusta menear [muoversi, dimenarsi], me gustas tu.
Me gusta la Coruña, me gustas tu.
Me gusta Malasaña, me gustas tu.
Me gusta la castaña [castagna], me gustas tu.
Me gusta Guatemala, me gustas tu.

(rit.)

Cuatro de la mañana. [Quattro di mattina]

A la bin, a la ban a la bin bon ba
A la bin, a la ban a la bin bon ba
Obladi Obladá Obladidada
A la bin, a la ban a la bin bon ban

Radio reloj. [Radio orologio]
Cinco de la mañana. [Cinque di mattina]

No todo lo que es oro brilla [Non è tutt'oro quello che luccica]
Remedio chino e infalible [Un infallibile rimedio cinese]



"Que voy a hacer" letteralmente sarebbe "Che vado a fare", una forma che con altri verbi si usa sia in italiano che in spagnolo (es. "Yo voy a comer", "Vado a mangiare").

La frase "Qué horas son, mi corazón" è in un certo senso ambigua. La richiesta dell'orario si fa normalmente al singolare (Qué hora es?). La forma plurale si trova tuttavia diffusa nel sudamerica, soprattutto nel linguaggio popolare. La forma plurale invece si usa invece per enfatizzare che è troppo tardi:

¿Qué horas son estas de llegar a casa? (Ti sembra questa l'ora di tornare a casa?)

L'intera frase al plurale potrebbe essere intesa quindi anche col significato di "che tempi che sono (questi)", ma probabilmente Manu Chao l'ha usato piuttosto perché
"son" fa rima con "corazón".

Altra osservazione: clarito è una variante dello spagnolo cubano per claramente (chiaramente). In effetti si tratta di un aggettivo usato come avverbio! Per maggiori informazioni leggete qui.

Monday, October 26, 2009

Aggettivi e pronomi possessivi in spagnolo

Gli aggettivi possessivi (adjetivos posesivos) indicano a chi appartiene o da chi è posseduto ciò che è espresso dal nome cui si riferiscono.

L'aggettivo possessivo in italiano si concorda sia nel genere (maschile o femminile) e sia nel numero (singolare o plurale) della cosa posseduta e non con il genere del possessore, ma solo con il numero del possessore. Fa eccezione la terza persona plurale (loro) che è invariabile nel genere e nel numero della cosa posseduta: il loro gatto, i loro gatti, la loro casa, le loro case.

In spagnolo l'aggettivo possessivo al singolare non si concorda né con il genere della cosa posseduta né con quello del possessore, ma solo con il numero della cosa posseduta. Invece la prima e la seconda persona plurale si concordano anche con il genere della cosa posseduta (nuestro ha per femminile nuestra e vuestro ha vuestra).

Un'altra differenza rispetto all'italiano è che la terza persona singolare e plurale sono identici (su, sus). Per quello detto prima fate attenzione ad usare "sus" e non "su" per tradurre loro seguito da un sostantivo plurale: ad es. "i loro gatti" si traduce come "sus gatos" (che significa anche "i suoi gatti") e non come "su gatos", che è un errore di coniugazione.

Anche in Spagnolo quindi, come in italiano, sussistono ambiguità riguardo il genere del possessore. Ad es. su casa può significare su casa de él (la casa di lui) o su casa de ella (la casa di lei) o, formalmente, su casa de usted (la casa di lei) o al plurale formale su casa de ustedes (la casa di loro). Nei rari casi un cui è importante che non ci sia ambiguità si può aggiungere appunto il de seguito dal pronome personale come fatto sopra.

Aggettivo
possessivo
Equivalente in italiano Esempi
mi il mio, la mia Mi gato (Il mio gatto), Mi casa (La mia casa)
mis i miei, le mie Mis gatos (I miei gatti), Mis casas (Le mie case)
tu il tuo, la tua Tu gato (Il tuo gatto), Tu casa (La tua casa)
tus i tuoi, le tue Tus gatos (I tuoi gatti), Tus casas (Le tue case)
su il suo/loro, la sua/loro Su gato (Il suo/loro gatto), Su casa (La sua/loro casa)
sus i suoi/loro, le sue/loro Sus gatos (I suoi/loro gatti), Sus casas (Le sue/loro case)
nuestro, nuestra il nostro, la nostra Nuestro gato (Il nostro gatto), Nuestra casa (La nostra casa)
nuestros, nuestras i nostri, le nostre Nuestros gatos (I nostri gatti), Nuestras casas (Le nostre case)
vuestro, vuestra il vostro, la vostra Vuestro gato (Il vostro gatto), Vuestra casa (La vostra casa)
vuestros, vuestras i vostri, le vostre Vuestros gatos (I vostri gatti), Vuestras casas (Le vostre case)

Notate che in spagnolo le due parole tu e tù vengono pronunciate alla stessa maniera, ma nella scrittura sono distinte in base alla presenza dell'accento. Tú (con l'accento) è un pronome personale corrispondente alla seconda persona (informale) e corrisponde al tu italiano (es. tú eres, tu sei). Tu (senza l'accento nella scrittura) è un aggettivo possessivo pure informale che significa il tuo, la tua (es. tu vida, la tua vita).

Per quanto riguarda l'articolo in italiano l'aggettivo possessivo è quasi sempre preceduto dall'articolo determinativo, tranne nel caso di alcuni nomi esprimenti relazione parentale (non si dice "il mio figlio", ma "mio figlio"). Le regole esaustive riguardo l'uso dell'articolo davanti l'aggettivo possessivo in italiano le potete trovare ad es. su Wikipedia.

In spagnolo invece l'articolo davanti all'aggettivo possessivo non si usa quasi mai: lleva tu guitarra (porta la tua chitarra). A differenza dell'inglese e similmente all'italiano, gli aggettivi possessivi non si usano quando il possesso è evidente, ad es. si dice "Me lavo la cara" che corrisponde all'italiano "Mi lavo la faccia" e non si dice "Me lavo mi cara" (in inglese invece si dice "I wash my face" e non si dice "I wash the face").

Infine vi sono dei casi in cui, come in italiano, per enfatizzare il possesso, si preferisce collocare l'aggettivo possessivo dopo il nome a cui si riferisce anziché prima. In questo gli aggettivi cambiano di forma (quelli preposti visti finora possono essere considerati una abbreviazione di questi posposti), sono più simili a quelli dell'italiano e si coniugano sempre in base al numero e al genere della cosa posseduta:

Agg. possessivo
posposto
Equivalente in italiano Esempi
mío, mía mio, mia El gato mío (Il gatto mio), La casa mía (La casa mia)
míos, mías miei, mie Los gatos míos (I gatti miei), Las casas mías (Le case mie)
tuyo, tuya tuo, tua El gato tuyo (Il gatto tuo), La casa tuya (La casa tua)
tuyos, tuyas tuoi, tue Los gatos tuyos (I gatti tuoi), Las casas tuyas (Le case tue)
suyo, suya suo/loro, sua/loro El gato suyo (Il gatto suo/loro), La casa suya (La casa sua/loro)
suyos, suyas suoi/loro, sue/loro Los gatos suyos (I gatti suoi/loro), Las casas suyas (Le case sue/loro)
nuestro, nuestra nostro, nostra El gato nuestro (Il gatto nostro), La casa nuestra (La casa nostra)
nuestros, nuestras nostri, nostre Los gatos nuestros (I gatti nostri), Las casas nuestras (Le case nostre)
vuestro, vuestra vostro, vostra El gato vuestro (Il gatto vostro), La casa vuestra (La casa vostra)
vuestros, vuestras vostri, vostre Los gatos vuestros (I gatti vostri), Las casas vuestras (Le case vostre)

Ricordate che nell'america latina la y in tuyo, suyo si pronuncia quasi come una "gi" italiana, mentre spagna si pronuncia come una i o una j.

Gli stessi aggettivi postposti visti prima fungono anche da pronomi possessivi, ovvero possono sostituire un nome e indicare nel contempo il possessore. I pronomi possono essere preceduti dall'articolo.

Per finire altri esempi, sia dei pronomi che degli aggetti possessivi:

Es mío. (È mio.)
El mío. (Il mio.)
Las tuyas. (Le tue.)
Son míos. (Sono miei.)
Son mías. (Sono mie.)
Padre nuestro, que estás en los cielos... (Padre nostro, che sei nei cieli...)
¡Hijo mío! (Figlio mio!)
¡Dios mío! (Mio dio!)
¡Ay dios mio! (Ah mio dio!)
Cada uno se paga lo suyo. (Ciascuno si paga il suo.)
¡Deme lo mío! (Dammi ciò che è mio!)
Tu palabra contra la mía. (La tua parola contro la mia.)
Los míos son mejores que los tuyos. (I miei sono meglio dei tuoi.)
Aquéllas no son las tuyas. (Quelle non sono le tue.)
Mi perro se llama Pipo. ¿Y el tuyo? (Il mio cane si chiama Pippo. E il tuo?)

Saturday, October 24, 2009

I tanti perché dello spagnolo

Nelle domande, ovvero nelle frasi interrogative si usa ¿Por qué? (notate l'accento che cade sull'ultima sillaba) ed è l'equivalente della congiunzione subordinativa interrogativa perché? in italiano:

¿Por qué no vienes conmigo? (Perché non vieni con me?)
¿Por qué no te callas? (Perché non stai zitto?)

Lo potete trovare anche nelle frasi interrogative indirette:

No sé por qué te quiero (Non so perchè ti voglio)

Come congiunzione subordinativa causale invece si usa porque (notate che l'accento cada sulla penultima sillaba, ovvero sulla o, infatti porque è una parola piana in cui non si segna l'accento):

No puedo ir contigo porque tengo que estudiar. (Non posso venire con te perché devo studiare.)

Qui le frasi sono due e porque ha la funzione di introdurre la seconda frase, quella subordinata alla principale (infatti ne spiega il motivo).

Incidentalmente notare che nella risposta in spagnolo si preferisce usare il verbo ir (andare) piuttosto che venir (venire) come in italiano.

Por qué può anche essere un sostantivo maschile, nel senso di motivo, causa, ragione:

No tengo por qué ir. (Non ho motivo di andare.)

Come sostantivo lo potete trovare anche al plurale:

Quiero saber los porqués de tu comportamiento/de tantas cosas (Voglio sapere i motivi/il motivo del tuo comportamento/di tante cose)

Infine esiste pure "por que" senza accento: si compone della preposizione "por" e del pronome relativo "que" ed equivale a "el cual", "la cual", etc:

Si tuvieras que dar una razón por que/la cual seguir viviendo ¿Cuál sería? (Se dovessi dire un motivo per cui continuare a vivere, quale sarebbe?)

Saturday, October 17, 2009

Bésame mucho :-*

Ho cercato di fare una traduzione quanto più possibile letterale e fedele all'originale e nel contempo cantabile in italiano. Si tratta di una canzone molto romantica e in effetti è stata scritta quando la famosa cantante era ancora adolescente.

Bésame, bésame mucho (Autora: Consuelo Velázquez)

Bésame, bésame mucho,

Como si fuera esta noche la última vez.

Bésame, bésame mucho,

Que tengo miedo perderte, perderte después (*).

Baciami, baciami a lungo,

come se fosse stanotte l'ultima volta.

Baciami, baciami adesso

che poi ho paura, ho paura che ti perderò.
(x2)

Quiero tenerte muy cerca,

mirarme en tus ojos, verte junto a mí.

Piensa que tal vez mañana

Yo ya estaré lejos, muy lejos de tí.

Ti voglio sempre vicino,

guardarti negli occhi, vederti con me.

Temo che forse domani

sarò già lontana e distante da te.
(x2)

Bésame, bésame mucho,

Como si fuera esta noche la última vez.

Bésame, bésame mucho,

Que tengo miedo perderte, perderte después.

Baciami, baciami tanto

proprio come se questa notte sarà l'ultima.

Baciami, baciami a lungo

perché ho tanta paura che ti perderò.

(*) alcune versioni successive a questa originale dicono "perderte otra vez", "perderti un'altra volta" ovvero "di nuovo"; ma la versione originale dice solo "después", "dopo" e non potrebbe fare altrimenti, trattandosi del primo amore.

Saturday, September 26, 2009

I numeri cardinali in spagnolo

Ecco i primi venti. Notate che diez si pronuncia [diéth] o [diés]. L'accento cade sulla seconda sillaba, ovvero sull'ultima sillaba (parola tronca). Quando le parole tronche terminano per consonante diversa da "n" e "s" in spagnolo non si segna l'accento.

uno/a
uno/a
once
undici
dos
due
doce
dodici
tres
tre
trece
tredici
cuatro
quattro
catorce
quattordici
cinco
cinque
quince
quindici
seis
sei
dieciséis
sedici
siete
sette
diecisiete
diciassette
ocho
otto
dieciocho
diciotto
nueve
nove
diecinueve
diciannove
diez
dieci
veinte
venti

Da venti a trenta si usa ancora un'unica parola, come in italiano:

veintiuno/a
ventuno
veintiséis
ventisei
veintidós
ventidue
veintisiete
ventisette
veintitrés
ventitré
veintiocho
ventotto
veinticuatro
ventiquattro
veintinueve
ventinove
veinticinco
venticinque
treinta
trenta

A questo punto, a differenza dell'italiano, i numeri si formano con due parole unite tramite la congiunzione "y": trienta y uno/a, trienta y dos, cuarenta y cuatro etc., perciò basta sapere come si chiamano le decine:

treinta
trenta
setenta
settanta
cuarenta
quaranta
ochenta
ottanta
cincuenta
cinquanta
noventa
novanta
sesenta
sessanta
ciento
cento

Tuesday, September 22, 2009

Banana Joe, con traduzione italiana

Ho cercato di fare una traduzione quanto più fedele all'originale e nel contempo adattabile al ritmo della versione spagnola, in modo che possa essere cantata anche in italiano. Qua e là mi sono sforzato di mantenere, oltre al ritmo, anche qualche rima per ravvivare il testo. Aspetto i vostri commenti e consigli su come migliorarla ancora!

Il messaggio del forzuto isolano è chiaro e sempre attuale, purtroppo: viva la natura e lo sviluppo sostenibile (che parte dall'educazione dei bambini) e abbasso le automobili e la (in)civiltà dei consumi che sta inquinando e rovinando irrimediabilmente questo nostro meraviglioso pianeta, unico in tutto l'universo!


Musica di Guido & Maurizio De Angelis. Testo di Cesare De Natale, Susan Duncan Smith, J. Hidalgo
Joe, oh Banana Joe!

tu hai, oh nonno Banana Joe!

un gran cuor e un'anima di sognator

oh nonno Banana Joe!

Joe oh Banana Joe!

che sei, oh Banana-na-na Joe!

un gran marinaio dal pugno d'acciaio
Joe ¡oh Banana Joe!

tu tienes, ¡oh Banana nana Joe!

corazón gigante y alma soñante

¡oh Banana nana Joe!

Joe ¡oh Banana Joe!

tu eres, ¡oh Banana na na Joe!

un gran marinero con puños de acero.
Furioso e brontolone, se sai di

un treno o un aereo che arriverà!

Inizia la discussione,

e volano i pugni.

In ogni situazione,

è Joe il vincitor.
Violento y enojón, se oye hablar

de un trueno, un avión, ¡que vendrá!.

Empieza discusiones,

y vuelan los golpes.

En miles situaciones,

es Joe el vencedor.
(ritornello)

Cantando viaggi per il fiume,

sulla tua barca giorno e notte,

gli uccelli ti fan compagnia,

tutta la selva è casa tua!

A cena tardi con la luna,

un fuoco tenue ti accompagna,

solo con la tua fortuna

Banana Joe.
(estribillo)

Cantando viaja por el río,

en su barca noche y día,

pájaros de compañía,

¡Toda la selva es su hogar!

Cena tarde con la luna,

tenue el fuego le acompaña

sólo atrasa su fortuna

Banana Joe.
Joe, oh Banana Joe!

tu vivi, oh nonno Banana Joe!

solo nel tuo mondo di mille colori.

oh nonno Banana Joe!

Joe, oh Banana Joe!

difendi, oh nonno Banana Joe!

sempre con valore i tuoi ideali.
Joe, ¡oh Banana Joe!

tu vives, ¡oh Banana nana Joe!

solo en tu mundo de mil colores.

¡oh Banana nana Joe!

Joe, ¡oh Banana Joe!

defiendes ¡oh Banana nana Joe!

siempre muy valiente tus ideales.
Sembra un ciclone, se sente dir

di un treno o un vagone che verrà!

i suoi pugni due cannoni

non senton...ragioni

non ci son eccezioni

è Joè che vincerà.
Parece un ciclón, se oye hablar

de un trueno un camión ¡que vendrá!

sus puños dos cañones

no escuchan....razones

sin muchas excepciones

es Joe el vencedor.
(2 x ritornello) (2 x estribillo)
Qui trovate un mp3 da ascoltare.

Saturday, September 5, 2009

Scrivere in spagnolo sulle tastiere italiane

Ecco come fare i simboli che mancano nella tastiera italiana nei tre principali sistemi operativi:

Mac OS X

Con alt si intende il tasto option, localizzato tra il tasto ctrl e quello cmd sulla tastiera del Mac. Se usate una normale tastiera esterna italiana si trova tra il tasto con il famigerato simbolo di windows (a sinistra) e la barra spaziatrice.

á: alt+8, a
Á: alt+8, A
É: alt+8, E
í: alt+8, i
Í: alt+8, I
ó: alt+8, o
Ó: alt+8, O
ú: alt+8, u
Ú: alt+8, U
ñ: alt+n, n
Ñ: alt+n, N
ü: alt+u, u
Ü: alt+u, U
¡: alt+'
¿: alt+?

Linux

Linux è virtuoso come OSX: usa i cosiddetti dead keys.

á: Alt Gr+; (rilasciare) a
Á: Alt Gr+; (rilasciare) A
É: Alt Gr+; (rilasciare) E; oppure con Caps Lock attivo: é
í: Alt Gr+; (rilasciare) i
Í: Alt Gr+; (rilasciare) I
ó: Alt Gr+; (rilasciare) o
Ó: Alt Gr+; (rilasciare) O
ú: Alt Gr+; (rilasciare) u
Ú: Alt Gr+; (rilasciare) U
ñ: Alt Gr+n
Ñ: Alt Gr+N
ü: Alt Gr+:+u
Ü: Alt Gr+:+u
¡: Alt Gr+!
¿: Alt Gr+?

Windows

I numeri vanno digitati sul tastierino numerico. L'alt ovviamente è quello sinistro. Si noti come Windows non è affatto facile da usare in quanto obbliga l'utente a memorizzare codici numerici, a meno di non abituarsi al layout della tastiera americana internazionale.

á: alt+160
Á: alt+0193
É: alt+0201
í: alt+161
Í: alt+0205
ó: alt+162
Ó: alt+0211
ú: alt+163
Ú: alt+0218
ñ: alt+164
Ñ: alt+165
ü: alt+129
Ü: alt+0220
¡: alt+173
¿: alt+168

L'alfabeto spagnolo

Per esercitarsi nella pronuncia è utile ripetere l'alfabeto spagnolo, qui dapprima organizzato per gruppi di lettere con suoni simili: la prima colonna indica la lettera come è scritta, la seconda il suo nome per esteso, l'ultima la pronuncia del nome.

Altri casi in cui è utile conoscere l'alfabeto nella vita comune riguardano la ricerca in un elenco suddiviso per lettere e la compitazione (spelling) di un cognome, una sigla, ecc.

Prima di tutto notate che nelle vocali non si distinguono, come in italiano, i suoni gravi (alias aperti) da quelli acuti: tutti i suoni vocalici sono acuti (alias chiusi) in spagnolo.

Notare che la pronuncia della "b" spagnola in "be" o della "v" in "ve", "uve": si tratta di un suono intermedio tra la "b" e la "v" italiana; questo stesso suono si usa sia per la "b" che per la "v" che quindi non sono distinguibili; cercate di riprodurre bene inoltre il th all'inglese della "c" e della "z".

Nei nomi delle lettere "f, l, m, n, ñ, s" in spagnolo la doppia consonante non si sente. Fa eccezione solo la "r", che è doppia e ben "arrotolata" (per quelli che l'hanno moscia già in italiano non v'è speranza di riuscirci).

La "g" di "ge" ha un suono molto gutturale e grattato, come il ch tedesco. Lo stesso suono presenta, anche se un po' meno marcato, la "j" di "jota" e la "ga" finale di "i griega". La "h" di "hache" è muta come tutte le "h" in spagnolo. La doppia l ("ll") suona quasi come la parte finale finale della parola italiana "figlie".

Anche la n tilde viene considerata una consonante a sé stante.

a a [a]
e e [é]
i i [i]
o o [o]
u u [u]

b be [bé]
c ce [thé]
ch che [cé]
d de [dé]
p pe [pé]
t te [té]

f efe [éfé]
l ele [ele]
m eme [eme]
n ene [ene]

ll elle [eglie]
ñ eñe [egne]
r erre [erre]
s ese [ese]

g ge [che]
h hache [ace]
j jota [chota]

k ka [ka]
q cu [ku]
v ve, uve [be, ube]

w ve doble, uve doble, doble u, doble ve [ve doble, uve doble, doble u, doble ve]
x equis [ékis]

y i griega [i griecha]
z céta [théta]

Ecco infine l'ordinamento delle lettere, che sono 29 in tutto (contando il ch e le lettere pressoché straniere w e k). Saranno queste le sezioni in cui ad esempio è suddiviso un dizionario o una rubrica telefonica in spagnolo.

a b c ch d e f g h i j k l ll m
n ñ o p q r s t u v w x y z

Per quanto riguarda il ch, alcuni testi non lo includono nell'alfabeto, non considerandolo una lettera a sé stante. Difatti di solito nell'ordinamento alfabetico ch non viene dopo della c (anche se quest'ultima è seguita da una lettera successiva alla h), come dovrebbe essere se fosse assimilabile ad una singola lettera.

Qui potete ascoltare ogni lettera da una voce femminile.

Thursday, August 20, 2009

La pronuncia dello spagnolo (per italiani)

Introduzione

Ho tratto le regole di pronuncia dal corso di Spagnolo del Prof. Malvaioli, che vi consiglio e da questa pagina di Wikipedia. Rispetto a queste fonti ho aggiunto maggiori esempi e confronti con la lingua italiana e indicato le pronunce di tutte le parole in un alfabeto fonetico inventato per l'occasione e simile alla scrittura italiana. Spero sia utile a tutti quelli che come me stanno iniziando lo studio dello spagnolo.

Tavola riassuntiva


^ = inizio di parola
$ = fine di parola
- = suoni staccati

Fonema        Europa           America
a             a                     '
^b            b                     '
b             b smorzata            '
ca            ca                    '
cce           kthe                  kse
cci           kthi                  ksi
ce            the                   se
ci            thi                   si
co            co                    '
cu            cu                    '
cha           cia                   '
che           ce                    '
chi           ci                    '
chia          cia                   '
cho           cio                   '
chu           ciu                   '
d$            d debole              '
e             e                     '
ga            ga                    '
ge            che (ch tedesco)      '
gi            chi (ch tedesco)      '
gl            gl                    '
gn            g-n                   '
go            go                    '
gu            gu                    '
gue           ghe                   '
güe           gue                   '
gui           ghi                   '
güi           gui                   '
h             (muta)                '
i             i                     '
j             ch tedesco            '
k             k                     '
ll            j        j francese (sg)
mb            mb                    '
ñ             gn                    '
o             o                     '
^ps           s                     '
^pn           n                     '
que           che                   '
qui           chi                   '
^r, lr,
nr, rr, sr    rr (arrotolata)       '
r             r                     '
s             s aspra, ss           '
sce           sthe                  sse
sci           sthi                  ssi
u             u                     '
v             b smorzata            '
w             b smorzata, gu, u     '
^x            s                     '
x             s, cs, ch tedesco     '
y             j        j francese (sg)
z             th                    s

Spiegazioni

In spagnolo, come in italiano, vi sono delle regole fisse di pronuncia prive di eccezioni, eccetto su qualche lettera straniera. Pertanto, a differenza dell'inglese, una volta apprese queste regole si riesce a pronunciare correttamente qualunque testo scritto.

Le vocali si pronunciano come in italiano, ma le consonanti presentano invece qualche difficoltà. Alcune hanno un suono un po' diverso, più morbido e velato ma comunque simile al nostro mentre altre consonanti o gruppi di consonanti hanno un suono diverso o addirittura che non esiste in italiano. La cadenza e l'intonazione delle due lingue inoltre è differente. Occorre quindi un po' di abitudine.

Vocali e accenti

Le vocali A, E, I, O, U si pronunciano come in italiano. In effetti lo spagnolo è proprio la lingua straniera più simile all'italiano :-)

In italiano esistono vocali con suono grave (o aperto) e acuto (o chiuso), distinte in base all'accento L'accento grave è "`", quello acuto invece è "´". Es. quésto, è. Tuttavia il suo uso non è obbligatorio nella lingua scritta, eccetto quando l'accento cade sull'ultima vocale di una parola plurisillabica e su alcuni monosillabi che senza accento potrebbero confondersi con altre parole. Anche in questi casi spesso si usa sempre solo l'accento grave anche se in realtà l'accento è acuto: tipico è il caso della parola "perchè", con la e aperta. Più correttamente dovrebbe essere scritta e pronunciata come "perché", con la e chiusa. Ci sono alcune regole che stabiliscono se l'accento deve essere aperto o chiuso. Ad es. quando la "e" segue la "i", è sempre aperta. (fièra, fièno, pièdi).

Ecco degli esempi di parole italiane differenti che si scrivono allo stesso modo e si pronunciano quasi allo stesso modo, varia solo il tipo di accento sulla vocale: la "e" di pèsca (il frutto) è grave/aperta, mentre quella di pésca (l'atto del pescare, uno sport) è acuta/chiusa. Altro es: còlto (participio passato del verbo cogliere), cólto (aggettivo, che ha cultura). Queste coppie sono dette omografi con vocale aperta o chiusa. Probabilmente molti madrelingua italiani nemmeno sanno che esistono :-) Sul sito del Centro Studi Italiani ne trovate un nutrito elenco.

In spagnolo non c'è questa differenza tra gli accenti (esiste soltanto l'accento acuto: Á, É, Í, Ó, Ú, á, é, í, ó, ú) e quindi non possono esistere parole scritte alla stessa maniera tranne che per l'accento sulla vocale. Questo naturalmente non vuol dire che non ci sono in spagnolo parole di diverso significato ma scritte alla stessa maniera tranne che per l'accento che si trova su vocali differenti (dove per "differente" si intende anche un'altra occorrenza della stessa vocale). Ad es. carne [cárne] (carne), carné [carné] (carta d'identità), papa [pápa] (patata), papá [papá] (papà), caso [cáso] (caso), casó [casó] (sposò, passato remoto di casar, sposare).

Ad essere pignoli in spagnolo la "e" e la "o", a seconda della loro posizione possono avere una loro variante aperta:

perla [pérla] (perla), amor [amór] (amore)

o chiusa:

café [café] (caffè), tonto [tónto] (sciocco)

ma senza nessuna differenza fonologica, ovvero di pronuncia.

La vocale "i" quando si trova tra due vocali oppure alla fine della parola in spagnolo si trasforma in "y", mantenendo comunque inalterata la pronuncia (ovvero si pronuncia come si farebbe in italiano con la "i" nella stessa posizione). Nell'italiano antico in questi casi si trasformava in "j" (ajola, ajuto, ecc.). Esempi: huyo [újo] (fuggo), ayudar [ajudár] (aiutare), buey [buéi] (bue), muy [múi] (molto). In Argentina e in altre nazioni la "y" si pronuncia come la "j" francese. Quest'ultima non si pronuncia né come "i" né come "g", ma con un suono proprio paragonabile a "sg" come in Jacques [sgàk]: ad es. si dice cuyo [cúsgio] (il cui), mentre in Spagna lo stesso vocabolo si pronuncia [cújo].

Consonanti


In spagnolo molte consonanti sono pronunciate come in italiano, a parte il fatto che generalmente sono più morbide, meno "esplosive" e più indistinte (con l'eccezione della r e della rr), un po' come quando si mormora. Le vocali invece sono ben distinte e si pronunciano come in italiano. Per una lingua così diffusa su molti continenti come lo spagnolo, esistono notevoli variazioni regionali nella pronuncia. In ogni caso parlando lo spagnolo ufficiale si verrà capiti.

Ecco alcuni consigli, specialmente su come riprodurre quelle consonanti o gruppi di lettere che suonano in modo diverso o non esistono in italiano.

  • La "b" e la "v" sono pronunciate alla stessa maniera. In spagnolo non esiste il suono "v". Entrambe suonano come la "b" italiana quando sono all'inizio di parola o dopo una "m": bar (bar), gamba (gambero). In altre posizioni hanno un suono più lieve rispetto a quello italiano, una specie di "v" inglese, ma con la differenza che viene pronunciata facendo toccare le labbra invece dei denti superiori con il labbro inferiore come si fa in inglese. In pratica si deve far passare l'aria tra le labbra in modo che, tra loro, esse si sfiorino appena: abandonar (uscire).
  • La lettera "c" quando si trova davanti una "e" o una "i" in Spagna (cioè nello spagnolo europeo) suona come il "th" inglese di "thanks", "think" (il particolare suono del "th" inglese di "the" non esiste in Spagnolo), mentre in America Latina (vale a dire nello spagnolo d'America) suona semplicemente come una "s", come in cena [théna, séna] (cena), gracias [gráthias, grásias] (grazie), pronunciación [pronunthiathión, pronunsiasión] (pronuncia), aceituna [atheitúna, aseitúna] (oliva), cinco [thínco, sínco] (cinque). Se seguita da "a", "o" "u" si pronuncia come in italiano ("ca", "co", "cu" o "k"): café [café] (caffé), poco [póco] (po', poco), cuenta [cuénta] (conto), acabar [acabár] (finire), chocolate [ciocoláte] (cioccolata), cuando [cuándo] (quando).
  • La doppia "c" (se seguita da "e" o "i" come avviene nella stragrande maggioranza della parole) suona "kth" (k seguita dal famigerato th all'inglese) o "ks", rispettivamente nella pronuncia spagnola (in Europa) e latinamericana (in America). Es: occidental [okthìdental o oksìdental] (occidentale), diccionario [dikthionàrio, diksionàrio], dirección [direkthiòn, direksiòn] (direzione), lección [lekthiòn, leksiòn] (lezione), inaccesible [inakthésible, inaksésible] (inaccessibile).
  • "Ch", davanti a tutte le vocali suona "cia", "ce", "ci", "cio", "ciu". ("Cha", "cho", "chu" suonano come in italiano in "ciao", "cioccolata", "ciuco" rispettivamente; però se c'è una "i" prima della "a" ("chia") si pronuncia "cía". Esempi: muchacha [muciácia] (ragazza), chica [cíca] (ragazza), chiapaneco [ciapanéko] (abitante dello Stato di Chiapas, Messico), chocolate [ciocoláte] (cioccolata), leche [léce] (latte), noche [nóce] (notte).
  • La "d" si pronuncia spesso con la lingua che tocca la parte inferiore dei denti (non quella superiore). Quando la "d" si trova tra due vocali (d intervocalica), ha un suono più morbido, una specie di "th" inglese di "that", "then": nada (niente), pedir (ordinare), quedar (rimanere), radio (radio). Quando la "d" è in posizione finale di parola si pronuncia con un suono molto debole: salud (salute), universidad (università).
  • La "f" si pronuncia come in italiano ma non è mai doppia, nemmeno nella lingua scritta.
  • La "g" (come la "j" spagnola, vedi sotto) suona "ch" (suono gutturale, più che aspirato, ovvero più forte rispetto alla "h" inglese, simile al tedesco sprache) davanti alla "e" ed "i" (proprio come la "j", vedi sotto), mentre suona come in italiano (ovvero come la "g" dura di "gatto") davanti alla "a", "o" e "u". Esempi: general [chenerál] (generale); degenerar [dechenerár] (degenerare); urgente [urchénte] (urgente); gigante [chigánte] (gigante); agenda [achénda] (agenta); ángel [ánchel] (angelo); gimnasia [chimnásia] (ginnastica), elegir [elechír] (scegliere); gato [gáto] (gatto); gusano [gusáno] (verme); ángulo [ángulo] (angolo), algo [álgo] (qualcosa). Quando la "g" è intervocalica e seguita da a, o, u sipronuncia come una "gh" pronunciata più verso la gola: agua [água] (acqua).
  • La "gl" si pronuncia sempre come in italiano glicerina, glicine, ganglio. Es. iglesia [iglésia] (chiesa), inglés [inglés] (inglese); Inglaterra [inglatérra] (Inghilterra).
  • La "gn" non suona mai come la "gn" italiana, ma si pronuncia separata "g-n", come in inglese ignorant, magnetic, magnificent. Es. significar [sig-nificár] (significare).
  • La "g" dà luogo ai gruppi "gue" e "gui" che si pronunciano come "ghe" e "ghi" italiani. Esempi: Miguel [mighél] (Michele), guerra [ghérra] (guerra), guirnalda [ghirnálda] (ghirlanda), siguiente [sighiénte] (seguente), enseguida [enseghída] (immediatamente, subito), seguir [seghír] (seguire), alguien [alghién] (qualcuno), guitarra [ghitárra] (chitarra). Però si pronuncia "gue" e "gui" proprio come in italiano se la "u" ha la dieresi. Esempi: pingüino [pinguíno], lengüeta [lenguéta] (linguetta), vergüenza [verguéntha, verguénsa] (vergogna).
  • Le "h" sono sempre mute come in italiano: hola [olá] (ciao), hermana [ermána] (sorella).
  • La "j" (e la "g" prima di "e" o "i") può presentare qualche difficoltà perché ha sempre il suono del "ch" tedesco di "nach" (dopo) che non esiste in italiano. Si tratta di una "h" aspirata, ma ancora più dura e forte di quella inglese, ottenuta espellendo l'aria tra il retro della lingua e il palato molle. Esempi: Don Quijote [dón chichóte] (Don Chisciotte), mujer [muchér] (donna, moglie), judío [chudío] (ebreo), jitano [chitáno] (zingaro), embajadores [embachadóres] (ambiasciatore), juntos [chúntos] (insieme), adjetivo [adchetívo] (aggettivo).
  • "k" suona sempre come ca: kilómetro (kilometro).
  • "l" si pronuncia come in italiano. La doppia "ll" si dovrebbe pronunciare come "ly", lo stesso suono che compare nell'inglese "million", ma, eccetto in Galizia, nel nord est della Spagna dove regolarmente viene pronunciata così, di solito la si pronuncia in modo abbreviato, proprio come la lettera spagnola "y". In italiano si può descrivere come la "i" semiconsonantica di "ieri", "Jolanda" o di termini presi dal latino come "junior", "juventus" o ancora la "j" comune nel dialetto romano (fijo, ajo, bottija) o ancora alla "y" di termini inglesi come "yell", "yellow". Esempi: llamo [jamo] (chiamo), calle [cáje] (strada), allí [ají] (lì), billete [bijéte] (banconota, biglietto). In alcune parti dell'Argentina ed altre nazioni del sud suona come una "j" francese in Jean, jour, jardin, juin o se preferite come la "j" del portoghese.
  • "m" come in italiano.
  • La "n" ha lo stesso suono dell'italiano. Se è seguita da una b, v, f o p, prende un suono simile alla "m".
  • La "ñ" ha sempre il suono del gruppo "gn" in italiano. Esempi: baño [bágno] (bagno), montaña [montágna] (montagna), señora [segnóra] (signora), señorita [segnórita] (signorina), señor [segnór] (signor, signore), España [espágna] (Spagna).
  • Con parole che iniziano per ps o pn la "p" è muta: pseudo [séudo] (pseudo), apocalipsis [apokalípsis] (apocalisse), apnea [apnéa] (apnea).
  • La "q" italiana è quasi sempre sostituita in spagnolo dalla "c" e si legge come una c dura o k. Esempi: cuando [cuándo] (quando), cuatro [cuátro] (quattro).
  • Nel caso in cui la "q" non viene sostituita dalla "c" (vedi sopra) è sempre seguita da "u" e dà luogo ai gruppi "que", "qui" che si pronunciano come "che" e "chi" italiani, cioè come la "k" inglese. La "u" non viene affatto pronunciata: ¿qué es? [ké és?] (che è?), queso [késo] (formaggio), tequila [tekíla], aquí [akí] (qui), quinto [kínto] (quinto), mantequilla [mantekíla] (burro), porque [porké] (perché).
  • Come in italiano vi sono due pronunce della "r": quella singola e quella doppia, che è più accentuata (la vibrazione della lingua sul palato dura di più rispetto alla r doppia italiana). In italiano la doppia r si pronuncia solo in corrispondenza di "rr", ma in spagnolo vi sono casi in cui anche la singola "r" si pronuncia come se fosse doppia (ovvero va arrotolata): quando si trova all'inizio di una parola (così come fanno i siciliani), o dopo una l, n, s: Roma [rróma], honra [onrrá] (onore), terraza [terrátha] (terrazza), regalo [rregálo]. L'unica eccezione è quando una singola "r" cade tra due vocali. In questo caso la "r" rimane singola: quiero [kiéro] (voglio), camarero [ka maréro] (cameriere). Come in italiano la r viene pronunciata con una singola vibrazione della lingua contro la cavità superiore anteriore della bocca: approssimativamente si ottiene pronunciando la "d" con la lingua in questa posizione. In passato "rr" veniva considerata una lettera separata dell'alfabeto spagnolo, ora non più. La "rr" è una specie di trillo o suono vibrante formato facendo ondulare la lingua contro la parete anteriore della bocca.
  • La "s" ha sempre un suono aspro/sordo (come nel vocabolo italiano "sale" e mai come la s dolce/sonora di "asma"), a volte può suonare come una doppia "s". E' più marcata quando precede una delle lettere m, b, d, v, g, l, n oppure r. In spagnolo non esistono parole che cominciano con la "s" impura ("s" seguita da consonante), ma la "s" è sempre preceduta dalla "e". Esempi: estúpido [estúpido] (stupido), escuela [escúela] (scuola), estudiante [estúdiante] (studente), escribir [escribír] (scrivere).
  • La "sce" e la "sci" si pronunciano "ss" ("sth" in Spagna). Esempi: escena [esthéna, esséna] (scena), escindir [esthindír, essindír] (scindere), consciente [konsthiénte, konssiénte] (cosciente). Il suono italiano di "sce" e "sci" non esiste in spagnolo.
  • Le "v" e le "b" hanno entrambe lo stesso suono in spagnolo. E' come una "b" smorzata dell'inglese (vedi sopra la pronuncia della lettera "b" spagnola): bien [bién], vale [bàle]. Ricordate: in spagnolo non esiste il suono "v" dell'italiano.
  • La "w" è una lettera straniera che ha varie pronunce: suona come la w inglese, ovvero come una vocale "u" se si vuole rispettare la pronuncia inglese, oppure la si pronuncia come "gu" (lo stesso si fa spesso anche nell'italiano): walter [guálter]; si pronuncia come la "b" o la "v" spagnola (che sono uguali) nelle parole tedesche.
  • La "x" ha una pronuncia dipendente molto dalle variazioni regionali e purtroppo non si può dare una regola fissa di pronuncia valida per tutti. Generalmente quando si trova tra due vocali si pronuncia "cs" come in italiano: anorexia [anorécsia] (anoressia), exactamente [ecsactaménte] (esattamente). All'inizio di parola si pronuncia di solito come una semplice "s": xenofobia [senofobía] (xenofobia). Se precede una consonante si può pronunciare "s" o "cs" a seconda dell'area e/o della parola: experto [ecspérrto, espérto] (esperto), expedición [ecspedición, espedición] (spedizione). In alcuni nomi di ortografia antica, specialmente messicani, suona come la lettera J (Jota) o la G (Ge), ovvero il ch tedesco: México [méchico] (Messico). Infatti questi nomi si possono scrivere anche con J: Méjico, ma anche qui ci sono variazioni e in alcune zone si pronuncia come "s" anche in questi nomi: [mésico]. Infine in alcune parole Basche, Catalane o di origine indigena Americana si pronuncia come "sh": Xela [shéla] (una delle maggiori città del Guatemala).
  • "y" si pronuncia "j", suono simile al gruppo "gli" pronunciato dai campani (vedi sopra la discussione sulle vocali).
  • La "z" in Spagna suona sempre tale e quale alla "c" seguita da "e" o "i", ovvero come il "th" di "thanks" e come una semplice "s" in America Latina (e quindi anche nello spagnolo parlato negli Stati Uniti, dove dopo l'americano è la seconda lingua). Fanno eccezione la regione spagnola dell'Andalusia e le isole Canarie in cui la "z" si pronuncia come "s" come in America Latina. Esempio: azúcar [athúcar, asúcar] (zucchero), corazón [corathón, corasón] (cuore), cerveza [thervétha, servésa] (birra). In quest'ultimo esempio sia la "c" che la "z" hanno lo stesso suono del "th" o della "s" aspra.

Note

  • Consonanti doppie: tranne rari casi, esistono solo la doppia "c" (la cui pronuncia abbiamo visto prima), la doppia "l" (che però ha un suono praticamente vocalico come abbiamo visto), la doppia "n" (in pochissime parole) e la doppia "r". Quest'ultima forma una sola sillaba: per esempio tierra [tiérra] (terra) si divide in tie-rra.
  • La congiunzione "y" ("e" italiana) cambia in "e" se la parola che la segue comincia con "i".