Showing posts with label inglese. Show all posts
Showing posts with label inglese. Show all posts

Wednesday, June 15, 2016

Building a cheap software sound mixer with Linux

You will need at least two USB mics. Use the alsamixer command. Press F6 to select the sound card and F4 to adjust capture volumes. E.g. condenser microphones should be operated at lower volume than dynamic ones, because they are more sensitive to noise. To start and stop recording from both sources at practically the same time by using the following shell script:

#!/bin/sh
arecord -q -D hw:2,0 -t wav -f s16_le -c1 -r44100 track1.wav &
arecord -q -D hw:3,0 -t wav -f s16_le -c1 -r44100 track2.wav &
read -n1 -r -p "Press any key to stop recording..."
kill $(jobs -p)
replace hw:3,0 and hw:2,0 with your actual audio sources or add more. You can list all audio sources with:
arecord -l

Device names may change order depending on the USB connection order, so for example if you are recording vocals and guitar, you will have to check which track will contain which by playing each track separately. This is something you will want to do anyway to check how the recording from each mic went.

To mix, use Audacity: for each track, select a silence part and use Effect/Noise Reduction/Get Noise Profile. Then type J K to select the whole track and again Effect/Noise Reduction but this time hit OK to reduce noise for that track only based on the profile. You have to do this for each track separately. Then use the gain knob to reduce or increase volume of each track. Select all tracks by clicking on each track panel while you keep shift pressed then go to Tracks/Mix and Render. In the same menu, you can also mix and render to another track, if you do not want to loose the original ones.

Thursday, March 22, 2012

I mille dubbi dell'inglese - Struttura della frase

Uso dei tempi verbali


Mancata corrispondenza

L'uso dei tempi verbali in inglese è purtroppo, salvo alcuni casi, differente dall'italiano. Pertanto non sempre la traduzione dei tempi verbali italiani nella forma corrispondente in inglese produce il tempo verbale esatto in inglese da utilizzare nel contesto. Ad es. l'inglese ha tempi verbali separati per indicare l'inizio o la fine di un'azione e per indicare un'azione in corso (tempi continui o progressivi), sia nel presente sia nel futuro che nel passato, ma, attenzione, limitatamente ai verbi con cui ha senso un concetto di durata dell'azione! In italiano utilizziamo il verbo servile stare per indicare la stessa cosa, ad es. nel caso del presente lo svolgersi di un'azione nel momento in cui stiamo parlando, ma non è obbligatorio usarlo come lo è in inglese. Confrontate:

where are you going? (present progressive)
dove vai? (presente)
dove stai andando? (verbo stare + gerundio)

Dal momento che l'azione si svolge in questo momento in inglese sarebbe sbagliato in tal caso dire "where do you go?". Invece in italiano la forma presente è ammessa. In entrambi i casi è come se ci fosse un "adesso", "in questo momento" (now, right now, at this right moment) sottinteso. Se ci sta bene quest'aggiunta (che è spesso omessa), significa appunto che l'azione avviene in questo momento. Quindi nel caso in cui l'azione avviene nel momento in cui si parla si può usare sia il presente sia il presente "progressivo" in italiano, vale a dire che l'italiano lascia libera scelta tra presente e la costruzione col verbo stare+gerundio simile al present progressive inglese, ma l'inglese è più stretto nei riguardi dell'uso del presente, cioè non prevede l'uso del presente in tal caso!

Osservate ora questa frase: riguarda un'azione, quella di studiare, un verbo che può avere un significato continuo, che si svolge in un periodo definito di tempo attorno al presente:

I am studying this week/month/year
Questa settimana/Questo mese/Quest'anno studio/sto studiando

Ancora una volta l'uso del presente è vietato in inglese, anche in questo caso, mentre l'italiano si conferma più flessible.

Nel caso di azioni abituali invece, sia in inglese che in italiano bisogna usare il presente:

where do you go to school?
Dove vai a scuola?

In quest'altro caso invece l'azione (ancora quella di studiare) è già stata decisa nel futuro. Ancora una volta l'inglese usa il presente progressivo invece del presente italiano:

Sorry, I can't come. Tomorrow, I'm studying.
Mi spiace, non posso venire. Domani studio. (presente, ma esprime il futuro!)

Sia il presente italiano che il presente progressivo inglese sono stranamente usati per un'azione che difatti avverrà nel futuro. Il motivo per cui non si usa il futuro nè in italiano nè in inglese è che si vuole mettere in evidenza che l'azione è stata già decisa. Le due lingue usano tempi differenti per fare ciò: il presente progressivo in inglese e il presente indicativo in italiano!

Osservate ora questi esempi:

where will you go?
where are you going to go?
dove andrai?
dove vai? (presente, ma esprime il futuro!)

In entrambe le lingue la domanda sottintende qualcosa di non pianificato, d'imprevisto, non qualcosa che sta avvenendo in questo momento. Queste forme sono statisticamente meno usate di "where are you going" e non sottintendono adesso (now) ma piuttosto un qualsiasi avverbio di tempo nel futuro, anche imminente, come nel caso di una persona sfrattata che non sa dove andare. La forma con "(to) be going to" potrebbe apparire strana. Bisogna sapere che "(to) be going to" ha due significati in inglese. Quello ovvio significa "stare andando a" e quello meno ovvio significa "(to) plan to", "avere l'intenzione di", seguito da un altro verbo (che in questo caso per caso è ancora go, ma in generale può essere qualsiasi!). Questa forma esprime più l'idea di un futuro intenzionale o pianificato, come il nostro "dove hai intenzione d'andare" (ora/adesso che sei stato sfrattato)? Ecco un altro esempio:

My landlord has given me notice to quit.
Il mio padrone di casa mi ha dato lo sfratto.
Oh, no! Where are you going to live now?/Where will you live now?
Oh no! Dove andrai a vivere/stare ora?

I have recently finished my studies ...
Ho da poco finito/terminato gli studi

Qui, con recently ci vuole il present perfect e il passato prossimo in italiano.
Tuttavia gli americani ignorano questa regola di grammatica e in generale nell'inglese informale l'uso del present perfect viene ridotto. Quindi, che piaccia o no, bisogna far passare come corretta anche la forma che usa il past simple: I recently finished my studies. Quell'have, che nel linguaggio parlato viene contratto in 've ed era appena percepibile, ora è addirittura fatto scomparire. Il present perfect nella lingua parlata si usa solo se si vuole sottolineare che l'azione è avvenuta in un passato molto recente.

Tuttavia se c'è since + tempo in cui è iniziata l'azione o lo stato stato oppure for + periodo di tempo, a sottolineare che lo stato o azione dura da un momento (anche indefinito come in since then!) del passato fino ad oggi, o, rispettivamente in un periodo di tempo (anche indefinito come in for ages) iniziato nel passato e che dura fino ad oggi, il past simple non si può usare:

I have finished my studies since 2003.

Di converso, se l'azione si è conclusa e non ha più alcuna relazione col presente, è sbagliato usato il present perfect, che quindi non corrisponde al nostro passato prossimo in italiano!

Charlie Chaplin made a lot of films. (sbagliato has made)
Charlie Chaplin ha fatto molti film.

Questi solo solo alcuni esempi per dimostrare che bisogna conoscere bene l'uso dei tempi in inglese ed evitare in generale qualsiasi parallelismo con l'italiano, in quanto non v'è una corrispondenza precisa in generale. Ad es. il presente indicativo corrisponde ad 8 usi diversi, per un totale di 6 tempi diversi in inglese! Probabilmente la cosa migliore da fare quando si parla è smettere di tradurre dall'italiano i tempi verbali e piuttosto sceglierli in base al loro uso in inglese, che risulta più facile da imparare senza fare troppi parallelismi. A questo scopo, sarà utile il prossimo paragrafo.

Riepilogo di tutti i 12 tempi verbali inglesi

Ecco una casistica di tutti i tempi verbali inglesi. In quasi tutti i casi ho usato il verbo (to) study, in modo da fornire un esempio d'uso di un unico verbo in ogni tempo possibile, ma ho anche aggiunto altri esempi per variare.

Simple Present (presente)

(azione abituale/usuale, ricorrente/ripetuta, su un periodo di tempo che include il presente. Indizi: usually, often, sometimes, always, never, every (time/date), at (time), seldom etc)
I (don't) study (English) every day. (Non) studio (inglese) tutti i giorni
I walk to the office (every day)
I don't drive very often
I cycly to work
Vado al lavoro in bicicletta
I usually don't go to bed until midnight
Di solito non vado a letto prima di mezzanotte
The news usually starts at 8.00 every evening
Il telegiornale di solito inizia alle 8 ogni sera
What do you usually have for breakfast?
He never arrives on time
Non arriva mai puntuale/in orario

(affermazioni/fatti/generalizzazioni/stati sempre veri o permanenti (sia nel passato che nel presente che nel futuro) o che si credono tali)
Today's Christmas.
Italy exports food.
L'Italia esporta generi/prodotti alimentari
Oggi è natale.
The angles of a triangle add up to 180 degrees
La somma degli angoli di un triangolo fa 180 gradi
Pure ethyl alcohol freezes at -114 °C
L'alcol etilico puro congela a -114 °C
Men like women.
You know how much I love you
Lo sai quanto ti amo
The Pope lives in Rome
Il Papa vive a Roma
I live in Rome
Vivo a Roma (permanentemente! significa che ho vissuto a Roma, vivo a Roma ora e probabilmente vivrò a Roma nel futuro)
Kangaroos come from Australia
I canguri sono originari dell'Australia
What does it mean?
Che significa?
Butter melts if you don't put it in the fridge
His ears are huge
Ha le orecchie grosse
The Tiber flows through Rome
Il Tevere passa per Roma
I don't have any children
Non ho alcun figlio
Agli uomini piacciono le donne.
The Earth goes/moves around the Sun.
La terra gira attorno/intorno al sole.
You are awesome!
Sei fantastico!
What does this expression mean?
Che significa questa frase?

(orari/eventi/fatti schedulati nel prossimo futuro, di solito in una tabella o grafico. ma non necessariamente)
The train leaves at eight (tomorrow morning).
Il treno parte/partirà alle otto (domattina).
The school holidays start next week
Le vacanze scolastiche iniziano settimana prossima
I start working/to work/work tomorrow (l'evento è schedulato, ad es. come da contratto; tomorrow si può anche mettere all'inizio della frase)
Inizio a lavorare/il lavoro domani
We go to Paris tomorrow
Domani andiamo a Parigi
He arrives on Friday
Arriva venerdì
We get the car on Tuesday
Prendiamo la macchina martedì
Easter falls on April 8 this year
Quest'anno la Pasqua è l'8 aprile
Classes don't start until tomorrow/for another 3 weeks
Le lezioni non iniziano fino a domani/prima di 3 settimane
Does the class begin at 10 or 11 this week?
La lezione inizia alle 10 o alle 11 questa settimana?

(possibili/probabili situazioni al futuro condizionato)
If he sees you wearing that he'll have a cow!
Se ti vede vestito così s'arrabbia!
I'll have to tell him when he comes
Dovrò dirglielo quando arriva
I'm taking it with me when I leave
Me lo porto con me quando parto

(azioni che (non) accadono adesso)
SOLO con verbi non continui e verbi continui che possono essere usati anche in senso non continuo, da usarsi al posto del Present Continuous. NON con tutti i verbi come in italiano!
I am here now
Adesso sono qui
I don't need help right now
Ora non ho bisogno d'aiuto
Do you have your glasses with you?
Ti sei portato gli occhiali?

(pensieri o sentimenti del momento in cui si parla, anche se non istantanei, diciamo di breve termine attorno al presente; si tratta di verbi di percezione come sound, seem, appear, smell, taste, look e feel - nota che look e feel possono essere usati anche con i tempi continui)
It sounds good
Sembra proprio interessante
You look just great
Stai proprio bene
They don't ever agree with us
Do you agree?
Sei daccordo?
I don't like it
Non mi piace
She loves him
(Lei) l'ama
Non sono neanche/nemmeno daccordo con noi
I think you are right
Credo the tu abbia ragione
She doesn't want you to do it
Non vuole che tu lo faccia
I feel good/ill
Mi sento bene/male
Do you understand what I am trying to say?
Capisci cosa sto cercando di dire?
I don't understand it
Non lo capisco

(verbi hear e see, quest'ultimo solo se non significa incontrarsi - meet - ma vedere con gli occhi o capire)
I see
Capisco
I hear footsteps. Quick, someone's coming!
Sento dei passi. Svelto, sta arrivando qualcuno!
I see you don't understand what I mean.
Vedo che non capisci cosa voglio dire/intendo.

Present Continuous/Progressive (stare + gerundio o presente o futuro)
Non usabile con i verbi non continui (es. to be, know, believe, want, like, forget, understand), usare il simple present in questo caso. Ad es. è errato dire I'm not understanding. La forma corretta è I don't understand.

(azione che (non) avviene in questo preciso momento, momentanea. Indizi: now, at the moment, this second)
I am studying (now). (Adesso) sto studiando.
Are you studying? Stai studiando? Studi?
I'm helping John.
Sto aiutando John.
It's raining.
Piove.

(azione (non) in corso, che (non) avviene in questo periodo di tempo attorno al presente, per quanto lungo sia e anche se non la stiamo facendo proprio in questo istante! Indizi: now (che in tal caso indica un periodo di tempo e non at the moment o this second), this month, this year, this century)
I am studying to become a physicist
Sto studiando per diventare un fisico
The Earth is (not) warming up
La terra si sta riscaldando
I'm reading a book about pirates
Sto leggendo un libro sui pirati.
I'm working as a programmer at the moment.
Al momento lavoro come programmatore (anche se non proprio in questo momento! at the moment indica che il lavoro è temporaneo)
I'm living in Rome (attualmente vivo a Roma, ma non sono sicuro del futuro, è solo temporaneo)

(azione già decisa, pianificata, sicura e certa che (non) avverrà nel prossimo futuro. Indizi: una espressione temporale nel futuro vicino: after work, tonight, next weekend)
I am studying tomorrow. Domani studio.
I am (not) helping John after work
Dopo il lavoro (non) aiuto/aiuterò Giovanni
I'm starting work tomorrow (indica un accordo o intesa ad es. col boss)

(azione che si ripete fastidiosamente con always/constantly)
I am always/constantly studying. Studio costantemente/continuamente/sempre.
She is constantly talking
Parla sempre
He is always complaining
Si lamenta sempre

(verbi look e feel)
I am not feeling very well today
Non mi sento molto bene oggi
You are looking wonderful in that new dress
Quel nuovo vestitino ti sta benissimo

Simple Past (passato prossimo, passato remoto o imperfetto)

(azione completata in un momento definito del passato anche recente, ma prima di adesso, che quindi è finita e quindi non ha più alcuna relazione o ripercussione col presente. Il tempo può essere sottinteso e non specificato - questo uso è stato iniziato nell'AmE, ma il parlante ha comunque sempre un tempo preciso in mente e si tratta di un arco temporale concluso. Indizi: last week/month/year, in (year), yesterday, this morning, (tempo) ago)
I studied (yesterday). (Ieri) ho studiato/ho studiato (ieri).
I studied at 5 yesterday
Yesterday at 5, I studied (ho iniziato a studiare)
Ieri alle 5 studiavo
He died 8 years ago
Morì/è morto 8 anni fa
Last year, I lived in Edinburgh
L'anno scorso, ho vissuto/vivevo a Edimburgo
I went to America two years ago
Due anni fa andai/sono stato in America

(sequenza d'azioni completate nel passato)
I resigned from my job, sold everything, and left the country
Ho dato le dimissioni, venduto tutto e lasciato il paese
Diedi le dimissioni, vendei tutto e lasciai il paese

(azione che dura, ma iniziata e terminata nel passato. Indizi: for two years, for five minutes, all day, all year, the entire time, etc)
I lived in Edinburgh for one year and two months
Ho vissuto/vissi a Edimburgo per un anno e due mesi

(azione che era abituale nel passato, ma da un certo istante del passato non è stata più fatta. Indizi: always, often, usually, never, when I was a child, when I was younger)
I studied (English) when I was a child
Studiavo/ho studiato (inglese) da piccolo
I used to study (English) when I was a child
Ero/fui solito studiare (inglese) quand'ero piccolo
I studied every afternoon
Studiavo tutti i pomeriggi

(fatti passati/generalizzazioni o stati che non sono più veri. Indizi: before, in the past, now)
People studied much more in the past
Prima si studiava di più
Did you study when you were a kid?
Hai studiato/studiavi da piccolo?
In 1985, I was very young
Nel 1985, ero molto giovane/piccolo
Newton thought space and time were absolute
Newton pensava che il tempo e lo spazio fossero assoluti

Past Continuous/Progressive
Non usabile con i verbi non continui (es. to be, to want, to like), usare il simple past in questo caso.

(azione in corso nel passato interrotta da un'altra azione nel passato. Indizi: when, while)
I was helping John when the phone rang (enfasi sul fatto che il telefono suonò)
While I was helping John, the phone rang (enfasi sul fatto che stavo aiutando John)
Stavo aiutando John, quando suonò il telefono
Yesterday at this time I was helping John
Ieri a quest'ora, stavo aiutando John
I was walking along the street when my father called me
Stavo camminando per la strada quando mio padre mi chiamò

(azione in corso nel passato interrotta da un tempo specifico nel passato invece che da un'altra azione, vale a dire che accade ad un certo punto specifico del passato. Indizi: at (ora, midnight, etc), yesterday at this time)
I was studying at 5 yesterday
Yesterday at 5, I was studying (ho iniziato a studiare prima delle 5 e alle 5 stavo ancora studiando)
Ieri alle 5 stavo studiando

(azioni parallele o simultanee nel passato o che avvengono sullo sfondo di una storia)
I was helping John while the phone was ringing
Stavo aiutando John mentre il telefono suonava

(azione che si ripeteva fastidiosamente nel passato con always/constantly)
I was always/constantly studying. Studiavo sempre/Stavo sempre a studiare
She was constantly talking
Stava sempre a parlare
He was always complaining
Si lamentava sempre

Present Perfect (passato prossimo, presente)

(stato o azione in un tempo passato non precisamente definito o non proprio specificato, ma collocata in un arco temporale non concluso o considerata solo per i risultati presenti. Indica esperienze di vita o azioni passate che hanno ancora una conseguenza nel presente. Indizi: ever, never, just, already, yet, so far, lately, recently)
I have studied (Physics). Ho studiato (fisica)
I have never studied (Physics) (before). Non ho (mai) studiato (fisica) (prima d'ora)
I've been to America
Sono stato in America

(stato o azione iniziata nel passato in un tempo specificato ma non ancora finito, ovvero l'azione dura fino ad oggi, non è completata, continua nel presente o almeno ha ancora un certo legame o connessione col presente. Indica da quando tempo si fa qualcosa iniziata nel passato e ancora in corso oggi. Indizi: since, for, up to now)
SOLO con verbi non continui come (to) be and (to) have
o alcuni verbi che possono essere usati anche in senso non continuo come live,work,teach,study
I have been a programmer since I was a child
Faccio il programmatore da quand'ero piccolo
I have studied for two weeks. Studio da due settimane
I have studied Physics for three years
Studio fisica da tre anni
I haven't studied for/in ages
Non studio da anni
I have never studied English before now.
Before now, I've never studied English.
This week I haven't gone to school.
Questa settimana non sono andato a scuola.

Present Perfect Continuous (presente)

(azione in corso iniziata nel passato che si è appena conclusa o si sta ancora svolgendo nel presente e probabilmente continuerà nel futuro. Pone l'enfasi sulla durata dell'azione, come per rispondere alla domanda "how long", da quando tempo si fa qualcosa. Indizi: For five minutes, for two weeks, and since Tuesday)
SOLO con verbi continui, con verbi non continui come (to) be o have usare il Present Perfect
I have been studying for three months
Studio da tre mesi
I have been studying English since last year
Studio inglese dall'anno scorso
It has been raining all day (long)
Ha piovuto (per) tutto il giorno
I have been waiting here for over two hours!
Sono due ore che aspetto qui!
Sto aspettando qui da due ore!

(azione iniziata nel passato che continua fino ad un momento recente. Indizi: lately, recently)
Lately/recently, I have been studying too much.
Ultimamente/recentemente, ho studiato troppo.
Have you been smoking?
Hai fumato?
It has been raining
Ha piovuto
I have been running
Ho corso

Past Perfect or Pluperfect

(azione in un tempo del passato completata prima di un'altra azione nel passato o prima di un momento definito del passato; stato che era vero prima di un certo punto del passato; spesso in congiunzione con il past simple per definire il momento)
I had studied English before coming here/before I came here
Ho studiato/avevo studiato l'inglese prima di venire qui
When I got here, I had already studied English
Quando sono arrivato qui, avevo già studiato l'inglese
I had never studied English before yesterday
Non avevo mai studiato l'inglese prima di ieri
When he arrived I had already left
Quando è arrivato/arrivò io ero già partito

(azione in corso nel passato prima d'un altra azione nel passato)
SOLO con verbi non continui come (to) be and (to) have
o alcuni verbi che possono essere usati anche in senso non continuo come live,work,teach,study
I had had this car for ten years before it broke down
Avevo avuto quella macchina per dieci anni prima che si ruppe
I had worked as a programmer for over ten years before I got sick and tired of it
Avevo lavorato come programmatore per più di dieci anni prima che mi venne a noia

Past Perfect Continuous

(azione appena finita prima di un'altra azione nel passato)
I had been working when my father arrived home (avevo appena finito quando egli arrivò o il suo arrivo mi ha fatto smettere di lavorare)

Simple Future (presente)
Ci sono due forme, con will e be going to.

(offerta d'aiuto)
I will help you (tomorrow). Ti aiuto/Ti aiuterò domani
(richiesta d'aiuto)
Will you help me? Mi puoi aiutare?
(richiesta ancora più gentile)
Would you help me? Mi potresti aiutare?
(richiesta poco gentile)
Are you going to help me? M'aiuti/aiuterai?

(promessa)
I'll take you to dance
Ti porterò a ballare

(predizione/previsioni incerta, basata su elementi meno concreti e meno tangibili o futuro non pianificato)
The Earth will warm up
La terra si riscalderà

(rifiuto di qualcosa)
The Earth won't warm up
La terra non si riscalderà

(decisione spontanea, presa sul momento in cui si parla)
I will study (tomorrow). (Domani) studierò.
I will work next weekend.
Il prossimo fine settimana lavoro.

(azione pianificata, cioè piano o intenzione non ancora decisa)
I am going to study (tomorrow). Voglio/ho intenzione di studiare (domani)
I am going to work next weekend.
I'm going to start work tomorrow (intenzione, probabilmente senza consultare il capo)
I'm going to marry her
La sposerò

(azione che sta per accadere da un momento all'altro, quindi in un futuro immediato, di solito perchè ci sono dei segni. In altri termini predizioni/previsioni certe, basate su elementi concreti e tangibili)
It's going to rain
Sta per piovere/Pioverà
The Earth is going to warm up

Future Continuous/Progressive

(azione interrotta nel futuro)
I will be waiting for you when your train arrives (tomorrow)
I am going to be waiting for you when your train arrives (tomorrow)
Starò ad aspettarti quando arriva/arriverà il treno (domani)
Tomorrow midnight, I am going to be waiting for you
Starò ad aspettarti domani a mezzanotte

(azione che accade o è in corso ad un certo punto del futuro)
I will be working at 5 o'clock tomorrow
I am going to be working at 5 o'clock tomorrow

(azioni parallele nel futuro)
I will be studying and you will be working
I am going to be studying and you are going to be working
Io starò a studiare e tu starai a lavorare
While I am studying, you will be working
Mentre io starò a studiare, tu starai a lavorare
Mentre io studierò, tu starai lavorando

Future Perfect

(azione in un tempo futuro completata prima di un'altra azione nel futuro o prima di un momento definito del futuro)
By December, I will have studied for three years.
By December, I am going to have studied for three years
Entro dicembre, saranno tre anni che studio/avrò studiato per tre anni
Before I die, I will have done something good with my life
Before I die, I am going to have done something good with my life
Prima che morirò, avrò fatto qualcosa di buono della mia vita

(azione in corso nel futuro prima d'un altra azione nel futuro)
SOLO con verbi non continui come (to) be and (to) have
o alcuni verbi che possono essere usati anche in senso non continuo come live,work,teach,study
Before I leave for Germany, I will have studied enough German
Prima che partirò per la Germania, avrò studiato abbastanza tedesco
I will have been in Edinburgh for one year by the time I leave.
Sarò stato a Edimburgo per un anno quando me ne andrò.
I will have studied for eight hours by the time it's time to sleep

Future Perfect Continuous/Progressive

(azione finita appena prima di un certo punto del futuro)
I will have been working when my father arrives home at 5 o'clock

Modi per legare più frasi


neither ... nor ... BrE /"naID@(r)/ AmE /"ni:D-/
(nè) ... nè ...

as ... as /@z/ (debole) /{z/ (forte)
(così/tanto) ... come/quanto

... and ...
... e ....

..., when
..., and then ... (informale)
At first, ... . Subsequently/After a while ... (formale)
..., e poi/dopo ...

... after that ...
... dopo di ciò ...

... unless ...
... a meno che ...

..., but ...
..., ma ...

... or ...
..., that is ..., ...
..., I mean ..., ...
... o/vale a dire ...

..., which/who ...
...., che/il quale ...

..., whose ...
... il cui ...

..., because ...
... perchè ...

..., whereas ...
... mentre ...

..., where ...
... dove ...

if ..., (then) ...
... if ...

Questioni di preferenza


Il verbo (to) prefer /prI"f3:(r)/ preferire pone qualche difficoltà d'uso. Nessun problema se seguito da un sostantivo:

Men prefer blondes - but marry brunettes
Gli uomini preferiscono le bionde - ma sposano le more

Do you prefer apples or oranges?
Preferisci le mele o le arance?
Ti piacciono di più le mele o le arance?

I would prefer it if you didn't smoke
preferirei (che) (tu) non fumassi

o se intransitivo:

What would you prefer for lunch?
Cosa preferisci per pranzo?

ma quando seguito da un verbo, cominciano le difficoltà. Il verbo deve essere nella -ing form oppure all'infinito e in al caso con o senza il to? E quale proposizione usare per fare un paragone? Si può usare than nel senso di "che"? O si deve usare "rather than", "piuttosto che"?

L'espressione idiomatica, una specie di modello prestabilito è:

(to) prefer sth to sth preferire qc a qc
(qc è un sostantivo o un verbo al gerundio, non all'infinito)

I prefer the sea to (the) mountains.
Preferisco il mare alla montagna.

Non si può cambiare il to nell'espressione precedente in than, pertanto è sbagliato "I prefer the sea than mountains". Del resto anche in italiano suona male "Preferisco il mare che le montagne o che la montagna". Meglio "dire alla montagna". Se si vuole usare than bisogna costruire una frase comparativa, ad es. cambiando il verbo in (to) like e aggiungendo better or more:

I like the sea better/more than (the) mountains
Mi piace di più il mare che la montagna
Mi piace il mare di più della montagna

Quindi ricordate i modelli che sono:

(to) prefer one thing to another
(to) like one thing better than another

Per quanto riguarda l'uso dell'articolo the davanti a mountains, è legato al fatto che si considerino le montagne come un tutt'uno (quindi ci vuole l'articolo) oppure no (e allora non ci vuole)! Entrambe le interpretazioni sono possibili, ma a seconda del paese in cui si parla inglese l'una potrebbe essere preferita all'altra.

Tuttavia quando si comparano due infiniti e non due cose, l'uso di than è corretto, come pure quello di rather than. Rather come "piuttosto" in italiano è opzionale, in quanto il significato di rather è già incluso nel verbo "prefer":

I prefer to read (rather) than to watch television.
Preferisco leggere (piuttosto) che guardare la televisione.
I prefer to swim in the sea (rather) than to climb a mountain.

I prefer to walk rather than to take the bus
Preferisco camminare piuttosto che prendere l'autobus

Qui bisogna ammettere l'uso di than perchè, visto che s'usano gl'infiniti con il to, l'alternativa sarebbe di ripetere il to due volte (I prefer to read to to watch television) o solo una volta (I prefer to read to watch television), entrambe sbagliate: nel primo caso la forma è ripetitiva e cacofonica, nel secondo il secondo verbo (watch) manca del to.

In alternativa possiamo usare il verbo volere con rather e than:

I would rather swim in the sea than climb a mountain.

In verità prefer può essere seguito indifferentemente sia dall'infinito con to che dal gerundio con -ing, ammettendo col gerundio sia to che (rather) than:

I prefer painting to drawing
Preferisco dipingere piuttosto che disegnare
I prefer swimming to/(rather) than running

È sempre errato usare l'infinito senza to dopo prefer "I prefer swim to run".

Anche col gerundio, in alternativa potete usare like and better/more than:

I like reading better/more than watching television.
I like painting better/more than drawing.

Già che ci siamo è utile ricordare che ogni volta che fate una comparazione tra due azioni, devono essere espresse nella stessoi modo verbale. Ad es:

I prefer cooking to/(rather) than washing up
I would rather cook than do the washing up

"I would rather cook than washing up" o "I prefer to cook to washing up" sono errati. Non potete avere un infinito senza con o senza to prima di than (cook, to cook) e un modo verbale completamente diverso, un gerundio (washing up, lavare i piatti) dopo.

Ricapitolando ecco tutte le possibili variazioni corrette con prefer, (to) swim e (to) run:

I prefer a swim to a run.
Preferisco una nuotata a una corsa.
I prefer to swim (rather) than to run.
I prefer swimming to/(rather) than running.
Preferisco nuotare (piuttosto) che correre.

ed ecco quelle sbagliate:

I prefer a swim (rather) than a run.
I prefer to swim (to) to run.
I prefer swimming (to) to run.
I prefer swimming (rather) than (to) run.
I prefer to swim to running
I prefer to swim (rather) than running.

Congiuntivo e condizionale


Se io fossi un mago farei apparire un tesoro.

"io fossi" è il verbo essere coniugato al congiuntivo imperfetto, corrispondente dell'indicativo imperfetto "io ero". Il congiuntivo presente è "io sia" e corrisponde all'indicativo presente "io sono". Congiuntivo si dice subjunctive /s@b"dZVNktIv/ in inglese. Il modo congiuntivo in questa frase esprime una possibilità, una situazione o condizione irreale o ipotetica o un desiderio. Infatti possiamo anche dire se potessi essere/diventare, se avessi la possibilità d'essere. Il punto è "sei io fossi un mago", ma non lo sono. Precisamente si tratta di una possibilità che si realizza nel passato, per questo motivo si usa il congiuntivo imperfetto e non quello presente.

Abbiamo poi io (sottinteso) farei. Questo è un altro modo verbale, il condizionale, che indica un fatto che può avverarsi solo a determinate condizioni, la condizione qui essendo appunto che io sia un mago. A proposito "che io sia" è congiuntivo presente.

L'intera frase è composta da due proposizioni, di cui quella al congiuntivo, introdotta da "se", è subordinata alla principale al condizionale. Da sola "se io fossi un mago" non ha senso compiuto. Qualcosa manca e infatti fa suscitare la domanda "cosa faresti?".

In italiano abbiamo due modi verbali a posta per esprimere possibilità, irrealtà e desideri (il congiuntivo) o fatti che possono avverarsi solo a determinate condizioni (il condizionale) e nell'esempio precedente sono usati entrambi nella stessa frase complessa.

Il modo indicativo lo usiamo solo per indicare fatti certi. Volendo trasformare la frase precedente all'indicativo non possiamo più usare "se" che introduce una proposizione esprimente una condizione o ipotesi, non certo un fatto certo!

Sono un mago e faccio apparire un tesoro

Qui non c'è alcun dubbio che sono un mago :)

Il termine congiuntivo deriva dal latino 'conjunctivus' che significa 'che congiunge'. Si chiama così perchè le sue diverse forme si trovano quasi sempre dopo una congiunzione: infatti dopo la congiunzione "che" si trova spesso il congiuntivo presente e dopo "se" (e altre simili come benchè) si trova tipicamente il congiuntivo imperfetto.

Come si traduce la precedente frase ipotetica in inglese?

If I were a wizard/magician, I would make a treasure appear

"If" come "se" segnala il congiuntivo. In inglese non esiste il modo congiuntivo imperfetto dell'italiano. Al suo posto in questo caso si può usare il Past Subjunctive che coincide sempre col Simple Past (entrambi sono Past), eccetto per il verbo essere (to) be, dove per tutte le persone è were: le forme I/he/she/it was del passato diventano I/he/she/it were al congiuntivo. Così io fossi è I were, tu fossi, you were, egli fosse, he were, etc.: si usa sempre were. Il condizionale invece si forma addirittura ricorrendo ad un helper, cioè con l'ausiliare would più il verbo all'infinito senza to. I would make, farei e nel linguaggio parlato è spesso abbreviato in I'd make. Notate anche l'uso della virgola. Se invertite l'ordine delle due proposizione, la virgola non è più necessaria, dal momento che ci pensa if a fare da collante:

Questo fatto di usare il passato per esprimere il congiuntivo imperfetto (ovvero qualcosa d'ipotetico in un tempo non molto lontano dal presente) è un po' confuso. Se non sapesse che si tratta di un congiuntivo, potreste rimanere alquanto sorpresi, dal momento che la lingua italiana non fa di queste grossolane semplificazioni!

I would make a treasure appear if I were a wizard/magician

In contesti informali spesso troverete was usato al posto di were:

If I was a wizard/magician, I'd make a treasure appear

grammaticalmente è sbagliato, ma considerato accettabile! Si tratta dello stesso tipo di errore che si può fare in italiano usando l'indicativo imperfetto invece che il congiuntivo imperfetto:

Se ero un mago, facevo apparire un tesoro

anche questa frase è oramai accettata in italiano colloquiale. Notate come anche il condizionale è stato sostituito dallo stesso tempo indicativo imperfetto.

Se avessi la bacchetta magica farei apparire un tesoro
If I had a magic wand, (then) I'd make a treasure appear

I had in questo caso, perchè c'è if davanti e il periodo è ipotetico o irreale si interpreta come un Past Subjunctive e corrisponde al congiuntivo imperfetto italiano. Incidentalmente in inglese non si dice "la bacchetta" ma "una bacchetta", dal momento che non ci si sta riferendo ad una bacchetta magica particolare, si parla in generale, ma questa è una differenza che riguarda l'uso degli articoli.

Come spesso capita tra due lingue distanti, non ci sono corrispondenze biunivoche tra i modi e i tempi verbali. Il Past Subjunctive in particolare viene usato in inglese anche in altri contesti. Un altro uso è nelle proposizioni contrarie ai fatti ed esprimenti un desiderio:

I wish (that) I were a wizard/magician

Qui il Past Subjunctive è introdotto dal verbo wish e indica un desiderio collocato nel mondo dell'irreale.

Noi per la dire la stessa cosa usiamo il condizionale da solo: Vorrei essere un mago. Oppure il condizionale e l'indicativo: Mi piacerebbe essere un mago. "Mi piacerebbe" è l'abbreviazione di "esso piacerebbe a me", "essere un mago piacerebbe a me". Una forma alternativa è "essere un mago mi piacerebbe". Piacerebbe è un condizionale presente.

"Wish You Were Here" è anche una bellissima canzone dei Pink Floyd. La traduzione italiana è "Vorrei/mi piacerebbe che (tu) fossi qui, che ci fossi".

Tuttavia anche in quest'altro uso il Past Subjunctive non è molto popolare nell'inglese informale odierno e viene tranquillamente sostituito dal Past Simple indicativo, ignorandone completamente la sua esistenza (come se non esistesse):

I wish (that) I was a wizard/magician

Ecco un esempio con un verbo diverso da essere e avere:

If I became a wizard/magician, I'd make a treasure appear
Se diventassi un mago farei apparire un tesoro

A volte il Past Simple nella forma progressiva può sostituire il nostro congiuntivo imperfetto nelle clausole if:

You would know if we were lying.
Lo sapresti se mentissimo.
Se mentissimo, lo sapresti.

La cosa può avvenire anche in italiano: "Se stessimo mentendo, lo sapresti." Siccome mentire è qualcosa che si fa mentre che si parla, qui la forma progressiva è appropriata anche in italiano.

Se dico:

If you become a magician/wizard, (then) you will make a treasure appear
Se diventi/diventerai un mago, farai apparire un tesoro

non è sbagliato sia in inglese sia in italiano. Ma in entrambe le lingue, visto l'uso di due tempi dell'indicativo (presente e/o futuro), sto assumendo che i maghi esistono o per lo meno che possano esistere ovvero sia possibile diventare un mago. Probabilmente in un contesto di favola la frase ci sta bene :)

In casi molto più rari il congiuntivo in italiano non viene usato insieme a congiunzioni, ma in frasi indipendenti (per esempio: "fossi matto!"). Nonostante questo continua a chiamarsi congiuntivo anche se non congiunge nulla! "Fossi matto!" è un'espressione idiomatica che in inglese si traduce diversamente: Not on your life!, più simile come costruzione alla nostra certo che no! oppure I wouldn't dream of it!, neanche per sogno!, letteralmente "non me lo sognerei mai". Quest'ultima frase usa il condizionale piuttosto che il congiuntivo.

Come si scrive e legge una data


A differenza dell'italiano in inglese i nomi dei mesi si scrivono con l'iniziale maiuscola, purtroppo non si usa in modo consistente il sistema decimale per numerare gli anni (i numeri dell'anno vengono letti a coppie):

Esempio 1: il quattordici gennaio, millenovecentocinquantatre

BrE:
letto: the fourteenth of January, nineteen hundred and fifty-three (lett. diciannove centinaia e cinquantatre)
scritto:
14(th) (of) January(,) 1953
14/01/1953
14-01-1953

AmE:
letto: January (the) fourteenth, nineteen hundred and fifty-three
scritto: January (the) 14(th), 1953
01/14/1953
01-14-1953 (nel formato numerico gli americani mettono sempre prima il mese!)

La dizione in AmE è accettabile anche in UK, ma l'articolo the in questo caso non va omesso. Evitate la forma completamente numerica se ci sono ambiguità. In questo caso meglio indicare il mese come una parola o usare un'abbreviazione come ad es "Jan".

Esempio 2:

il cinque ottobre duemila e quattro

BrE:
letto: the fifth of October, two thousand and four
scritto: 5(th) (of) October(,) 2004
5/10/2004
5-10-2004

AmE:
October (the) fifth, two thousand and four
scritto: October (the) 5(th), 2004
10/5/2004
10-5-2004
Oct/5/2004 (preferibile per evitare ambiguità col 10 maggio)

1900 = nineteen hundred
2000 = two thousand
2040 = twenty forty oppure two thousand and forty

Come si legge un numero decimale


Le parti decimali in inglese andrebbero lette come frazioni aventi per denominatore una potenza di 10 e non come semplici cardinali come in italiano, ma nel linguaggio comune si semplifica questa regola troppo complessa (che richiede l'uso delle parole tenth /tEnT/ decimo, hundredth /"hVndr@tT/ centesimo, thousandth /"TaUznT/ millesimo etc) e si leggono cifra per cifra e lo zero per semplicità e rapidità si legge oh /@Uə/:

tre virgola/punto/e sessantacinque
three point/and sixty-five hundredths (3.65 in effetti è 3 più 65 centesimi)
three point six five
3.65

Qui point o and separano chiaramente la parte intera da quella decimale. Ma anche le parti intere si possono spezzare in gruppi di due a partire da destra per evitare di usare le parole hundred, thousand, etc:

centoventitre virgola/punto/e centouno
one/a hundred twenty-three and one/a hundred one thousandths
one twenty-three point one oh one
123.101

millequattrocentonovantadue virgola/punto/e sette
one/a thousand four hundred ninety-two and seven tenth
fourteen ninety-two point seven
1492.7

101
a/one hundred (and) one (tutte le combinazioni possibili sono corrette)
one oh one

1900
one/a thousand (and) nine hundred
nineteen hundreds

È errato l'uso di dot per indicare il punto decimale. In effetti l'inglese ha tre modi per dire punto: point è il punto decimale (abbreviazione di decimal point, non esiste decimal dot), period è quello alla fine della frase e per tutti gli altri usi, ad es. negli indirizzi internet (o per indicare i puntini sopra le lettere) è dot.

La notazione non decimale (usata sempre per le date) purtroppo in alcuni casi è anche ambigua:

11.45
eleven forty-five (potrebbero dirvelo al supermercato alla cassa, senza aggiungere "point")

1145
eleven forty-five

Come si legge una frazione


Come in italiano per piccoli denominatori si usano i numeri ordinali al plurale:

1/2 one half
2/3 two thirds
2/5 two fifths
1/7 one seventh
11/13 eleven thirteenths
574/201 five hundred and seventy-four over two hundred and one

Ordine degli aggettivi


Gli aggettivi modificano il nome o il pronome a cui si riferiscono. Una frase famosa è:

The quick brown fox jumps over the lazy dog
La volpe veloce marrone salta sopra il cane pigro

questa frase è composta da 26 lettere e usa tutte le lettere dell'alfabeto abcdefghijklmnopqrstuvwxyz. E' usata in tipografia per costruire dei campioni di un certo tipo di carattere. Ora la traduzione in italiano potrebbe anche essere:

La veloce volpe marrone salta sopra il cane pigro

se vogliamo mettere in evidenza che si tratta di un animale veloce. In italiano gli aggettivi si mettono dopo il sostantivo, a meno che non si vuole dare risalto ad un aggettivo in particolare e allora lo si posiziona prima. Un altra possibile traduzione è:

La volpe, marrone e rapida/veloce, salta sopra il cane pigro

gli aggettivi sono separati dalla congiunzione e sono posti come un inciso. L'ordine degli aggettivi a volte è importante in italiano:

Una piccola bambina
Una bambina piccola

Nel primo caso si evidenzia la natura innocente, delicata, dolce della bambina; nel secondo caso si sottolinea la statura della bambina o l'età.

L'inglese invece accumula gli aggettivi sempre davanti i sostantivi ma la loro posizione è fissa, il seguente ordine va sempre rispettato, senza che implichi alcuna variazione di significato come in italiano. E' solo che non "suona" bene in inglese se non rispettate quest'ordine per tipi, per altro arbitrario:

* determinanti (determiner /dI"t3:mIn@(r)/)
articoli (articles): a, an, the
numeri (numbers): one, two, ...
quantità (amount): many, some, ...
possessore (owner): Joe's, day's
pronome (pronoun): my, her, ...
* valutativi (evaluative word, esprimono opinioni, osservazioni, dicono qualcosa sulle qualità o carattere del nome): attractive, beautiful, cheap, considerate, dedicated, delicious, disgusting, loving, thoughtful, ugly, useful... ce ne sono tantissimi come in italiano
* dimensione (size): enormous, huge, itty-bitty (minuto), large, largest, little, small, tiny, tremendous etc
* lunghezza o forma (length or shape): circular, flat, long, short, oval, round, short, square, tall etc
* età (age): antique, new, modern, old, 5-year old, young, etc
* colore (colour): aqua, black, blue, crimson /"krImzn/ (cremisi), maroon (bordeaux), white, yellow
* origine, nazionalità o cultura (nationality, origin): Australian, French, Indonesian, Italian, Peruvian, Polish, Russian, Thai, Vietnamese, etc
* religione (religion): Catholic, Christian, Jewish, Muslim, Protestant, etc
* materiale (material): copper, marble, plastic, silver, walnut, wooden, wool, etc.
* qualificatore (qualifier, un altro sostantivo o aggettivo che è parte integrale del nome e indica la qualità o il carattere di qualcosa/qualcuno): electric in electric oven, kitchen in kitchen table, rocking in rocking char, wedding in wedding ring, tree in tree house, shaggy in shaggy dog (cane col pelo lungo), bank in bank account, cellar in cellar door etc.
* il nome modificato (the noun modified)

Per complicare le cose è corretto mettere la lunghezza o forma anche dopo l'età.

The          quick             brown    fox
(determiner) (evaluative word) (colour) (noun)

Sarebbe sbagliato dire "the brown quick fox", suona male perchè non rispetta l'ordine. In inglese si intende che brown modifica fox, quick modifica brown fox. Questo è il significato del termine "cumulativo".

La difficoltà maggiore consiste nel ricordare l'ordine stabilito dalle regole precedenti:

(determiner) (evaluative) (size) (lenght/shape, age) (colour) (nationality/origin) (religion) (material) (qualifier) (the noun modified)

Può aiutare il memorizzare la seguente rima, che come vedete ricalca in più versi esattamente l'ordine generale precedente:

In my nice big flat
(eval)(size)
There's an old round box
(age)(shape)
For my green Swiss hat
(colour)(origin)
And my woolly walking socks.
(material)(qualifier)

Un caso a parte è quando uno o più aggettivi descrivono un nome che è il soggetto della frase ma si trovano dopo il verbo essere (to be). In questo caso l'aggettivo è un complemento o un aggettivo predicativo. Più aggettivi in questa posizione vengono detti coordinati (mentre prima del nome si chiamano cumulativi): possono essere posti in qualsiasi ordine e, al contrario di quelli cumulativi che sono solo giustapposti, vanno separati dalla virgola o dalla congiunzione and (che si può mettere opzionalmente al posto della virgola finale).

Ad es.:

He's tall, blond and slender. Qui ogni ordine degli aggettivi è corretto
A slender tall     blond man. Qui ogni altro ordine degli aggettivi sarebbe errato!
  (size)  (length) (colour)

Bisogna fare molta attenzione quando aggettivi cumulativi e coordinati sono usati insieme nella stessa frase: in tal caso i coordinati vanno separati da virgola, i cumulativi non e ognuno forma un gruppo a parte, ma non c'è la virgola a separare i due gruppi, che sono semplicemente giustapposti:

He is a blond,   short    little      old man.
        (colour) (length) coordinati, invertibili
                          (dimension) (age) cumulativi, non invertibili
È un vecchietto basso e biondo

Frasi interrogative


Se una frase interrogativa è costituita da due proposizioni, solo la proposizione reggente è soggetta all'inversione di soggetto e verbo, quella subordinata deve essere espressa come affermativa:

Could you please explain to me what the following expression means?
Could you please explain to me what does the following expression mean?
Per piacere mi può spiegare il significato della seguente espressione?

Do you know what that device is?
Do you know what's that device?
Sai che cos’è quello strumento?

What the hell were you doing? Che cavolo stavi facendo?
What the hell did you think you were doing? Che cosa t'eri messo in testa?

Il pronome what (che, che cosa) viene detto pronome relativo perchè rappresenta un nome o un intero concetto e mette in relazione tra loro due frasi.

Costruzioni con both


both /b@UT/ può essere aggettivo, pronome o congiunzione. Si usa quando ci si vuole riferire a due cose o persone considerate insieme (non separatamente). Come aggettivo o pronome sostituisce in una sola parola i nostri entrambi/entrambe, ambedue, tutti e due/tutt'e due/tutte e due e come in italiano both prende sempre un verbo al plurale. Un altro modo più elaborato per dire both in inglese è "each of two", così come noi abbiamo anche "ciascuno de", o anche "one and the other", come il nostro "l'uno e l'altro".

Both può essere seguito da of e dall'articolo, ma opzionalmente:

Both children came.
Both/each of the children came.
The children both/each came.
(qui both implica insieme, each separatamente)
Both the children came.
Vennero tutt'e due i bambini.

o anche dall'aggettivo possessivo:

He lost both his parents when he was around twelve.
Ha perso entrambi i genitori quando aveva circa dodic'anni.

Both come pronome si può trovare anche alla fine della frase:

Both (of them) came.
Vennero entrambi/entrambe/tutt'e due.

Did you want this one or that one? Give me both.
Volevi questo o quello? Dammeli entrambi/tutt'e due.

Which do you want? Both.
Quale vuoi? tutt'e due.

Come congiunzione both ... and significa sia ... sia/che e l'alternativa più prolissa è not only .... but also, corrispondente alla nostra non solo ... ma anche:

Both you and I are fed up with it.
Sia tu che io ci siamo stancati/stufati.
(Ne) siamo entrambi stufi/stanchi.
Ci ha stancato/stufato sia te che me.

I visited both Edinburgh and Glasgow.
Sono stato sia a Edimburgo sia a Glasgow.

A volte both ... and racchiude due verbi, ovvero si riferisce a due cose che sono delle azioni:

I both speak and write English.
Io parlo e scrivo inglese.
So sia parlare che scrivere l'inglese.

A volte rafforza il soggetto plurale, come se fosse "noi entrambi" in italiano, solo che in italiano il soggetto non si esprime:

We both got something out of it
Tutt'e due/sia tu che io/entrambi (c')abbiamo guadagnato qualcosa
È stato vantaggioso per entrambi

Come in italiano for both/both for sb/sth and (for) sb/sth (sia per qn/qc che per qn/qc) può essere abbreviato in for sb/sth and (for) sb/sth (per sb/sth e (per) sb/sth), omettendo both. Si può anche usare as invece di and: for sb/sth as for sb/sth, per qn/qc come per qn/qc.

Friday, February 24, 2012

Software idealists and language idealists - do they promote a similar kind of freedom at the end?

The Free Software movement, since its foundation in 1983 by Richard Stallman, has courageously been defending people's digital freedoms, stressing the value of helping communities and making a very hard software development work to provide us with a completely free operating system. "Free" not necessarily in the sense of free of charge, gratis, but rather, free as in the Italian word "libero" or French "libre". That is packed with universal ethical values that are worth much more than mere technology.

So when it comes to software we have a choice, GNU/Linux, a universal operating system and a lot of software applications that are ours and not controlled by a single company or imposed by commercial lobbies.
We cannot say the same for the universal, international language. Yep, we have English as the dominant lingua franca, which is dictated, so that you can compare it to Windows but, what's even worse, we are currently left with no viable alternative for global communication.

Language rights should be a fundamental part of basic human rights and this domination of English has become an unsettling ethical problem.

Everybody should object the choice of English as bridge language, since better alternatives could be developed or already exist. No natural language should prevail against others and be adopted for such a very specific role of "vehicular language". Even Esperanto, a "constructed language", seems to me to be too old, not so simple as we'd want and above all, too biased in favour of Europeans. E.g. Asians find it quite difficult and Chinese too, unless they already know English or French. By comparison, Lojban, is much more neutral, easier to learn for everybody in the world, including Asians and even apt to computer processing.

It seems there is a sort of English imperialism that is demoting both constructed and other natural languages. I believe the reason why the US has been pushing English is because of a will to dominate. One may agree or not with my view, but it is a fact that there's a big
business behind English teaching and certification, managed by the UK and the US only, and the choice of English as a bridge language clearly gives an unfair advantage to all English native speakers. As a result, most people whose language is very different from English, have to make a huge effort to learn it well, since it is required to access international higher education or to get a better job, even in their home countries where English is just a second language! And because of that they cannot find time to study any other language.

E.g. I can tell you about the situation here in Italy. Tuition of English is imposed starting from primary school and has completely replaced Latin both in compulsory junior high school and all technical secondary schools. The usual justification for this is: "Latin is a dead language and no more important, unless you want to become a bookworm". But this is untrue because Latin is deeply linked to our history, art and culture. It also helps to develop strong logical skills, especially in young pupils and enables a better understand and use of our national language - Italian - and all other Romance languages too. I'm not saying that Latin should be studied by everybody in the world, or become again the lingua franca in lieu of English (as it was until the 17th century in Western Europe). But certainly it should be studied by almost all Italians, since our language has been distilled from Latin by the genius of Dante Alighieri.

But here's another example: German, which is the most spoken language in Europe, is completely neglected in our schools, despite its commercial importance and immense cultural heritage.

I'm probably one of the many language idealists, dreaming a free - free as in freedom - universal language. One that could be defined and developed collaboratively by linguists and enthusiasts, in a process open to peer reviews and with no influence of any political and economic factor. It should enable people to communicate easily and effectively, powering the semantic web of the future.

Unfortunately this dream looks quite hopeless, even though we would have all means to make it come true, the most important one being the Internet. Governments are certainly not going to promote anything like that on their own initiative. Most of them are going in the opposite direction of promoting only English for reasons that are neither clear nor clean. A few states, like Hungary, have assumed nationalistic positions against English, but without proposing a constructive alternative, showing they aren't any better and do not really understand the problem.

Moreover, it is very difficult to educate masses to recognize the importance of a neutral and easy language and to not be content with learning a bit of English. It's no use knowing a second language badly as most people know English here in Europe, without ever achieving full command of it. But it's not their fault because English is really too complicated for them.

I believe that freedom in languages is required as much as in software to achieve the best "technical" results, to make people happy and to not enslave them. Software is certainly more subject to modification than languages, but languages are never static in time too. An auxiliary language that is used for such crucial evolving areas as science, technology, education and the Internet needs to be continually developed and refined too, just like a successful computer program.

I know the four basic freedoms of software cannot be applied literally to freedom in languages, but other kinds of freedoms, equally important to people can be easily found. For example "free" in the context of languages can mean "culture free", "neutral", "open" and even "free of complexity", that is to say "easy to learn and use".

With free software you are not held in hostage by a company, with a free language you are not subjected to a culture and can communicate as an equal. There would be no divide between rich and poor, between North and South of the world, and those who can afford English tuition and those who cannot, because the language can be made so easy that you can learn it by yourself. Because of this, I believe it would be a good idea to collaboratively develop a "free" language as it has been to develop a free operating system like GNU/Linux or a free encyclopaedia like Wikipedia.

I know there have already been some attempts to do that, but they all failed, for many complex reasons, both technical, sociological and organizational. I personally don't mind about business, but it's a really bitter pill to swallow that we can't have an easy universal language to facilitate education and information. I'm thinking about all poor children that do not speak English fluently, cannot afford the cost and effort to learn it well just and need a universal language to access the mare magnum of information found on the Internet, which could help them to snap out of their condition of poverty. What we are doing now with English is to put another big stumbling block to choke off any poor children's attempt of development from the very beginning.

I think the problem has never been addressed directly by the Internet community, relying on the non-solution of simply using English. This "language problem" still needs to be solved really, for the Internet to reach its full potential and be beneficial to everyone.

Suggested readings:

Thursday, February 16, 2012

Some English vocabulary and advice for the IELTS

The IELTS is a pedantic test to certify one's English knowledge. It puts stress on formal English rather than everyday's English. They expect you to know and use a kind of formal English that is very rarely used even in the research and academic environment. You can easily see that just by reading any science book. The English they promote sounds quite stilted especially because the English language itself has a very informal character, because of its origins as a primarily spoken rather than written language.

IELTS is a badly done test for other reasons too - e.g. they don't give you enough time on purpose to make you fail, even if your English is good - and the University of Cambridge really makes a bad impression by putting its name on it. The whole system of teaching and promoting English as an international language is rotten. It uses terroristic outdated methods of education that have the effect to make people hate English, which is not a beautiful language per se.

That said, since many people are forced to take the IELTS for immigration or studying purposes, here are some tips that may help you to reach the score you need and then forget about those silly nit-pickers (or better defined fucking bastards) of the university of Cambridge.

Listening


When they give you a few seconds to look at the answers before the recording starts, you should not try to guess and assume your answers are correct, because they usually aren't. My advice is not to try to guess words before you listen, because if your guess fits very well but is completely wrong you will make a mistake and lose points. They are bastards and usually rule out common words and expressions that are easy to guess from the questions.

So don't guess, just write aside each question the grammatical category of what you expect in the blank: noun, verb, adjective, adverb, number, date, etc. But remember that it could be a different type, though, e.g. a compound word, a phrasal or reflexive verb, a transitive verb plus an object and so on. Then make every effort to listen for the correct answer. Only if you missed some questions, at the end of the recording, guessing is worthwhile, since there is no penalty for errors, better to have a wrong answer than no answer at all!

Avoid abbreviations


Don't use `don't', or any other shortened negative such as `isn't', `hasn't', `wasn't', etc. Use `does not', `is not', etc. instead. I know everybody uses abbreviations, even in formal language, but that's what they want.

Generally try to avoid `'s'. E.g. Instead of `the wavefront's curvature' use either `the curvature of the wavefront' or `the wavefront curvature'. There are exceptions to this. There are some cases where they are always used such as Laws e.g. `Bedford's Law', or where the alternative seems clumsy e.g. `today's stock market prices' is better than `the stock market prices of today'.

Don't use e.g. or i.e. or etc.

Expressing percentages, fractions and ratios


This information will prove useful to write a boring report based on a static chart as they want you to do.

Expression of quantity:
almost/about/approximately/around
just over
only

X in every Y
between X and Y
X per cent (do not write X%, since it counts for two words less)
half of
a third of (approximately a third = 30%)
a quarter of
three-quarters of
X in Y (e.g. "almost 1 in 5" means almost 20 per cent)
a fifth (1/5, 20%)
two-fifths (2/5, 40%)
two-thirds (2/3, ~67%)
the amount of (people, objects, time, money, etc)

Expressions:
The chart illustrates/shows/gives information about/looks at ... in selected/certain ...
The fact that ... raises questions about ... in comparison to ...
The figure for ... is only ...
After that come other ...
A closer examinations of the figures for ... reveals that ...
It is clear from the chart that ...
There is a striking/similar difference between ...
This accounts for only ...
to make up X% of... costituire il X% di
it is a sobering thought... è un pensiero che fa riflettere

Kind of charts:

bar chart
pie chart

Describing numbers going up/down


nouns: rise, increase, growth, drop, decrease
verbs: rise, increase, grow, drop, decrease, decline
adjectives: considerable, rapid, slow, slight, dramatic, sudden, consistent
adverbs: rapidly, slowly, slightly, dramatically, suddenly, consistently, about equally, divergence

Comparing numbers


number1 out of number2

Show cause and effect relationship


X causes/leads to/results in Y
Y is/are caused by X
Y is/are the result/effect/consequence of X
Y is/are due to X

Speculating about the future


adverbs: maybe, possibly, perhaps
modal verbs: may (permission, possibility), could (ability, possibility)

I guess/imagine/suspect

It will perhaps/possibly occur
Perhaps it will occur
it perhaps will occur
it will occur perhaps

Discussing factors


Though ... (anche se ...)

Clearly, ... , while, conversely, ...

In lay terms ... (in parole semplici)

Another factor is ...

Take the case of...
I stands to reason that... (non si può negare che)

As to what... (per quanto riguarda)

In addition/additionally, ... (formal) (in aggiunta, inoltre)
Furthermore/Moreover, ... (formal) (inoltre, per di più)
And ... (informal)

Despite this, ... ciò nonostante, malgrado ciò/questo

However ... (formal) (comunque, tuttavia)
But ... (informal) (ma)

Instead/alternatively ... (invece, piuttosto, in alternativa)

After all ... (dopotutto)

Above all, ... (soprattutto)

Next, ... (informal) (poi)

Lastly/finally, ... (infine, alla fine)

(First and) foremost (innanzitutto, prima di tutto)
foremost=primo,principale

Indeed, ... (effettivamente)

(to) argue/claim/maintain that sostenere che

what is more (per di più, come se non bastasse)

To put it in a nutshell, I pen down saying that,
Per dirla con poche parole, per dirla in breve, concludo col dire/dicendo che

according to whether ... or ... a seconda se ... o ...
certain it is that ... è certo che
(to) be bound up with sth essere connesso/legato a qc

Common pattern for giving a definition


1. Name
2. Vert 'to be' (is, are)
3. Class
4. Which, who, where, or that
5. Characteristics (physical description or description of behaviour)

Order the stages of a process


When describing a process, the first sentence, or "topic sentence", should tell us what the main idea of the paragraph is, and what the process is leading to.
Thereafter we can use a range of transition signals to order the stages of the process:

ordinal numbers: they can start the sentence or used as adjectives:
First/Second/Third/Fourth, ...
or used in frases like these:
The first step is...
The second stage begins when...
The third part is...
or as adverbs by adding ly:
firstly/secondly/thirdly/fourthly

time phrases: gradually, slowly, over the years, over a number of years, over many years, at this stage, during this process, after several days, as (sth happens), at the same time, meanwhile, now, eventually, then, lastly, finally, subsequently, later, afterwards

Formal vs informal English


so -> very, extremely
of course -> clearly, evidently
just -> simply, only
kind/sort of -> somewhat
got/have to -> must/need to
used to -> accustomed to
OK -> acceptably, permissible, satisfactory, ... (accettabile, tollerabile, ammissibile, soddisfacente)
got -> obtained
of course -> naturally, obviously

And/Also ... -> In addition ...
Or ... -> Alternatively ...
But/Even so ... -> However/Nevertheless ... (comunque, in ogni caso, tuttavia, però)
So ... -> Hence/Consequently ... (perciò, quindi, di conseguenza)

Drawing conclusions


It is true to say that ...
Much of the evidence suggests that ...
The issue is too complex for definite answers/views
It is my contention that... io sostengo che...

Idioms


(to) make/take a stab at doing; cimentarsi nel fare, provare a fare
(to) make/take a stab at sth; cimentarsi in qc, provare a fare qc

Academic word list


Group 1 (most frequent)


to analyse /ˈænəlaɪz/ analizzare
to approach /əˈprəʊtʃ/ affrontare; avvicinarsi; abbordare; approcciare
approach approccio; avvicinarsi, approssimarsi
area /ˈeərɪə/ ambito/campo; area; regione; zona
to assess /əˈses/ valutare; stimare
to assume /əˈsjuːm, ae əˈsuːm/ assumere; (pre)supporre, presumere;

I unfortunately don't have time to complete this list. Please refer to here.

Friday, January 27, 2012

I mille dubbi dell'inglese - Scelta delle parole

much, many, a lot of


Onde evitare errori nell'uso di queste parole come quantificatori, tenete presenti le seguenti regole, che come al solito in inglese non sono così pulite come in italiano:

much, molto/molta, tanto/tanta un granchè (in frasi negative)

Much si usa con i sostantivi non numerabili e le frasi interrogative in cui ci si aspetta una risposta negativa o negative. Non si usa con le frasi positive, a meno che non sia preceduto da too, as, so.

"I have much time" è errato
Si dice "I have a lot of time" oppure "I have plenty of time"
perchè la frase è positiva, nonostante time sia non numerabile. E' corretto invece "I haven't much time" (frase negativa) oppure Do you have much time? Hai molto tempo? (interrogativa).

Altri esempi corretti:

I don't have/I haven't got (very) much money. Non ho molto denaro.

I paid twice as much money. Ho pagato il doppio (dei soldi)
That woman has so much money. Quella donna ha così tanti soldi.
My wife spends too much money on clothes. Mia moglie spende troppi soldi in vestiti.

many, molti/molte, tanti/tante

Si usa con i sostantivi plurali numerabili, in qualsiasi tipo di frase (anche se meno spesso con le frasi affermative, in quanto considerato formale). Nelle domande ci si aspetta una risposta negativa.

I don't have many apples.
Do you have many friends?
Many people come here in summer (formale)
He has many good friends from Harvard University (formale)

a lot of, molto/tanto, un sacco di

Si usa con sostantivi sia numerabile sia non numerabili nella frasi affermative (informale) e nelle domande in cui ci si aspetta una risposta positiva.

I have a lot of friends.
I have a lot of time.

Do you want a lot of pizza? (mi aspetto che uno voglia mangiare molto)
Confronta con: Do you want much pizza? (insolito, mi aspetto che uno non voglia mangiare molto)

Lots è un'alternativa informale a "a lot of":

I have lots of time.
I have a lot of time.

every day o everyday


Hanno funzioni grammaticali diverse e non vanno confusi. everyday è un aggettivo (quindi precede un sostantivo) e significa di tutti i giorni, quotidiano:

This is not an everyday occurrence
Questa non è una cosa che capita tutti i giorni

These shoes are great for everyday wear
Queste scarpe sono ottime per l'uso quotidiano

Don't use the everyday dishes - it's a special occasion
Non usare i soliti piatti - è un'occasione speciale

Car accidents on this road are an everyday occurrence
Gli incidenti stradali su questa strada sono un evento quotidiano/sono all'ordine del giorno

You shouldn't wear an everyday outfit to the wedding
Non dovresti metterti/indossare il vestito di tutti i giorni per il matrimonio

every day (staccato) è sinonimo di each day e significa "tutti i giorni", "ogni giorno", quotidianamente. Si tratta di un avverbio formato da un aggettivo (every) più un nome (day):

I go to the park every day
Vado al parco ogni giorno

I have to work every day this week except Friday
Questa settimana devo lavorare tutti i giorni tranne venerdì

Every day I feel a little better
Mi sento un po' meglio ogni giorno che passa

Singolare o plurale?


I nomi collettivi sono considerati plurali in BrE e singolari in AmE, di conseguenza richiedono il verbo coniugato al plurale (are se (to) be) in BrE e al singolari in AmE (is se (to) be). Alcuni nomi collettivi:

government, police, staff, sheep

I sostantivi numerabili aventi un plurale irregolare non pongono alcun problema, bisogna solo riconoscere che la forma irregolare è plurale e usare un verbo al plurale sia in BrE sia in AmE, ad es. the child/person is/the children/people are.

Da notare che esiste anche il plurale regolare di person, persons, che significa individui nel linguaggio formale, specie se si sta parlando di un numero definito di persone. peoples esiste pure ma ha un significato diverso: genti, popoli, gruppi etnici. Entrambi questi termini (persons e peoples) vanno usati solo in questi contesti particolari. Notare che si può sostiuire persons con individuals, gli individui, i singoli. Fate attenzione che gente è singolare in italiano, ma people è plurale in inglese e quindi a differenza di gente richiede il verbo al plurale.

I sostantivi non numerabili (advice, furniture, information) sono considerati singolari, pertanto vanno sempre seguiti da un verbo al singolare. In inglese per indicare un singolo pezzo d'informazione o di mobilia bisogna usare a piece of, anche in questo caso il verbo va coniugato al singolare!

La congiunzione correlativa either/neither ... or ... è singolare o plurale a seconda del numero del secondo soggetto (quello dopo or). Al contrario both ... and ... è sempre plurale, in quanto i due elementi sono considerati insieme. Accade lo stesso in italiano.

I pronomi indefiniti everybody/somebody/someone/everyone/anyone sono sempre singolari. Fate attenzione quindi: anche se state pensando di tradurre "tutti" con "everybody", ricordate che il verbo va messo al singolare: everybody is, non everybody are!

C'è una diatriba senza fine a proposito di data, se sia singolare o plurale. Chiaramente l'inglese avrebbe bisogno di più di una riforma. Usatelo al singolare e buonanotte. "L'inglese è una lingua inutile" disse una volta un anonimo professore di latino.

Come indicare l'età


La parola chiave è (years) old in inglese, anni in italiano...

How old are you?
Quanti anni hai?
I'm eleven years old.
Ho undici anni.

I'll be thirty-five years old tomorrow.
Domani compirò trentacinque anni.

This whisky is ten years old.
Questo whisky è invecchiato dieci anni.


... può essere anche sottintesa:

a girl of 25
una ragazza di 25 anni

You're only sixteen, you're not old enough to buy booze!

... o usata come aggettivo (e notate il singolare!)

a six-year old
un bambino di sei anni

a forty-year-old man
un quarantenne

the, a/an o niente?


In inglese come in italiano, gli articoli indefiniti vanno usati per riferirsi a qualcosa di indefinito, non specifico, uno di un certo numero di cose simili, uno qualsiasi appunto. Confrontate:

I would like an apple.
Vorrei una mela (una mela qualsiasi, non importa quale!)

I want the apple over there
Voglio quella mela (lì) (una mela specifica, definita o un particolare membro di un gruppo, una cesta di frutta mista in questo caso)

Tutto sembra facile, ma attenzione che in molti idiomi, rispetto all'italiano, l'inglese preferisce utilizzare l'indeterminativo al posto del determinativo. Ad es.

(to) make a difference fare la differenza

l'uso dell'indeterminativo qui è logico in quanto la differenza di cui si parla è solo una di tutte le possibili differenze che possono essere fatte. D'altro canto anche nell'idioma italiano italiano l'uso del determinativo non è illogico, in quanto generalmente si parla di fare la differenza in un caso particolare, quindi si sta parlando di una specifica differenza. La differenza (scusate il gioco di parole!) d'uso degli articoli nelle due lingue pertanto in questi casi è di carattere idiomatico.

Un altra difficoltà riguarda l'uso del determinativo, che in inglese viene omesso in molte situazioni in cui in italiano è invece sempre espresso (anche se ci sono casi di omissione idiomatica anche in italiano, per es. diciamo "il mio cane", ma "mia cugina", si omette il determinativo solo perchè si sta parlando di una parentela, anche se si dovesse specificare precisamente di chi si tratta: "mia cugina Maria").

In genere (ossia come regola generale) in inglese se c'è solo un'instanza di qualcosa (o anche di più cose), si tratta di qualcosa di unico e particolare allora the va usato:

the Great War

va anche usato quando si vuole parlare di un tipo particolare di qualcosa, non qualsiasi:

Languages are ambiguous.
Le lingue sono ambigue.

The English language is ambiguous.
L'inglese è ambiguo.

the va sempre usato davanti ai numeri ordinali perchè si riferiscono a qualcosa di particolare o unico, quindi rientrano nella regola precedente:

the first
the second
...

ad es.

On July 20, 1969, Commander Neil Armstrong became the first man on the moon

Ci può solo essere un primo uomo a sbarcare sulla luna e c'è anche una sola luna.

Similmente si usa the davanti ai superlativi, per lo stesso motivo: ci può essere solo un oggetto o una persona al superlativo (in assoluto o in un gruppo):

I want the biggest banana
the best photo

Quando si parla di qualcosa in generale, ovvero si vuole descrivere un'intera categoria o tipo di cose si può usare un sostantivo plurale senza articolo oppure singolare con articolo. In quest'ultimo caso anche se si usa il determinativo, il nome va inteso in senso generico, come in italiano:

Computers do not really understand natural languages
(sbagliato the computers, davanti a sostantivi plurali generici non ci va alcun articolo!)
The computer does not really understand natural languages.
Il computer in realtà non capisce le lingue.
I computer non capiscono realmente il linguaggio naturale

I like apples
Mi piacciono le mele (tutte le mele, le mele in generale)

Apples are round.
Le mele son rotonde.

The va sempre usato con nomi di oceani, mari, fiumi, deserti:

the Mediterranean Sea
the Atlantic Ocean
the Esk River
the Sahara Desert

e per indicare riferimenti univoci sul globo terrestre:

the Equator
the North Pole
the tropic of Capricorn

Infine anche i nomi generici non numerabili di solito non prendono l'articolo:

Tea is good for your health
Il tè fa bene alla salute

in o into, on o onto?


Questa è una fonte di continua confusione, spero di fare chiarezza! Questa non è che una goccia nel mare comunque, dal momento che l'inglese ha più di 100 preposizioni e locuzioni varie, il cui uso è idiomatico e spesso vi sono delle sottili differenze e numerose eccezioni.

Prima di tutto la differenza tra in /In/ e into /"IntU, "Int@/ è qualcosa che non facciamo in italiano: quando entrambe le proposizioni rispondono alla domanda "dove?", "in" denota un posto (uno spazio chiuso, una posizione geografica, un mezzo stampato, etc) dove una persona o una cosa, che sia ferma o in moto, si trova, mentre "into" denota movimento o entrata di qualcosa/qualcuno verso l'interno di qualcos'altro.

He went into the room (in sarebbe strano qui!)
Entrò nella stanza.

Pertanto l'uso di in o into per indicare un luogo dipende dal verbo: se il verbo suggerisce stato in luogo si usa "in", se indica moto in luogo bisogna usare "into", che rappresenta l'unione di in e to. In altri termini se qualcosa è inizialmente fuori e al compimento dell'azione risulta dentro e esprimiamo ciò tramite un verbo di moto, un verbo che indica movimento, è più corretto usare into. Confrontate:

Please keep the document in your file
Per favore, tieni il documento nel raccoglitore

Please put the document into your file
Per favore, metti il documento nel raccoglitore

Se invece qualcosa è già dentro, non occorre fare alcuno spostamento verso l'interno. In questi casi va usato in, non certo into che sarebbe del tutto sbagliato:

Where are you? I'm in the bathroom

Naturalmente into viene usato anche in situazioni in cui il concetto di movimento, il "dove" a cui la preposizione risponde, è del tutto figurato o metaforico:

My brother is in the navy (into sarebbe sbagliato qui, non v'è alcun movimento!)
Mio fratello è/sta in/nella marina.

He went into the army
Si arruolò

She went into business (qui into indica un cambiamento, un movimento figurato)
Si mise in affari

Come into my world

Two into six is three
Il sei nel due ci sta tre volte
Sei diviso due fa tre

Questa è la regola, ma non è una regola ferrea, per lo meno non da entrambi i lati. Con i verbi che indicano movimento in può essere talvolta usato al posto di into (anche se into è più chiaro), mentre con i verbi che non indicano movimento è sempre un errore usare into, l'aggiunta di quel to non può essere in alcun modo giustificata. Ad es. è corretto dire:

She dived into the lake.

ma anche:

She dived in the lake.

In quest'ultimo caso si vuole mettere in evidenza solo la posizione in cui il soggetto si trova come risultato dell'azione (dentro, immersa nel lago), mentre nel primo caso, quando si usa into si mette in evidenza sia la direzione che il risultato del movimento. La preposizione "in" in questo caso si può vedere come legata al verbo, ovvero (to) dive in significa tuffarsi, l'equivalente del nostro riflessivo, infatti non tutti i riflessivi italiani lo sono in inglese.

Quindi, riprendendo un esempio di prima, è anche accettabile dire:

Please put the document in your file

in quanto molte persone non si curano di fare questa sottile differenza tra in e into in alcuni casi. L'archivio è il posto usuale dove vengono tenuti i documenti, questo si vuole dire usando "in" qui, anche se il verbo esprime movimento, l'enfasi viene posta sulla posizione in cui l'oggetto (il documento) si deve trovare (nell'archivio), non tanto nell'azione di spostamento.

Invece è sicuramente sbagliato usare into con (to) keep:

Please keep the document into your file

o altri verbi che indicano stato in luogo:

A girl is sitting in the car (sbagliato into qui)

La differenza d'uso di in e on è piuttosto semplice, in quanto simile all'italiano:

Please put the keys onto/on the table.
Per favore, metti le chiavi sul tavolo

Please leave the keys on the table (onto sbagliato qui)
Per favore, lascia le chiavi sul tavolo

Ovvero mentre in significa all'interno, dentro, "on" significa "di sopra", indica il contatto con una superficie (a volte anche in senso figurato!). Il tavolo è un corpo rigido, impenetrabile e quindi bisogna per forza usare on invece di in. Lo stesso anche per un divano, anche se non è perfettamente rigido, non è comunque qualcosa in cui si entra e si rimane dentro:

The cat jumped onto/on the sofa
The cat lay on the sofa all afternoon (onto sbagliato qui)

A complicare le cose ci sono altri usi idiomatici e diversi significati di into.

Quando into precede un'espressione temporale, come il nome di un mese, una parte della giornata etc, significa "fino a". Quest'uso potrebbe sembrare piuttosto strano e in effetti è un po' azzardato: si può giustificare solo come una specie di analogia spaziale - il fatto di essere "dentro" un mese o un momento della giornata.

far/long into the night
fino a tarda notte

The snow lingered on the ground well into April
La neve persistette fino ad Aprile.

Dagli anni '60 si è diffusa un'espressione colloquiale (to) be into sth, che significa essere appassionato, interessato, patito, interessarsi:

I'm into sports
M'interesso di sport, faccio sport, sono uno sportivo patito, ecc.

questa espressione è piuttosto informale. In situazioni formali meglio dire

I am (deeply) interested in sports, I am involved in sports

Infine fate attenzione a non confondere into (tutto attaccato) con in to (seguito da il "to" dell'infinito):

Rachel dived back in to rescue the struggling boy
Rachele è tornata indietro a nuoto per soccorrere il ragazzo in difficoltà

qui to appartiene al verbo (to rescue) e significa "allo scopo di", non "dove". Se la frase fosse stata:

Rachel dived back into the water
Rachele è tornata a nuotare nell'acqua

in questo caso ci vuole into. Nella prima fare "into" seguito da rescue non avrebbe senso, quindi è facile capire che in e to devono essere separati nella grafia e anche nella pronuncia una lieve pausa tra in e to e un cambio d'intonazione è richiesto.

Massive storm coming in to the west coast
Forte temporali in arrivo sulla costa occidentale

Qui in fa parte del verbo che in forma completa è (to) be coming in, equivalente al nostro "stare per arrivare" e to è una preposizione che non ha niente a che fare con in e into, ma significa a, su.

Sia in, into, on e onto poi non solo si accompagnano come preposizione ai verbi per specificare dove avviene o risulta l'azione, ma a volte ne alterano anche il significato, formando i cosiddetti verbi frasali (al pari di molte altre preposizioni).

Vale a dire che in alcuni casi la preposizione che segue il verbo ha un significato ovvio, corrispondente all'italiano, in altri meno ovvio, per lo meno partendo dal significato del verbo base. Noi italiani abituati ad avere significati abbastanza precisi e univoci per ciascuna parola e generalmente non assegniamo un significato totalmente diverso al verbo solo perchè è seguito da una preposizione, preferiamo utilizzare un verbo diverso per ogni significato o sfumatura di significato! In inglese invece si riutilizza lo stesso verbo, col risultato che molti verbi frasali sono contro-intuitivi o ambigui e vanno quindi imparati a memoria, non sono affatto facili da indovinare.

Ad es. ecco un elenco (incompleto) di idiomi o verbi frasali che usano into.

(to) bump into imbattersi in, incontrare per caso, sbattere contro
(to) cajole sb into doing sth persuadere qn a fare qc (allettandolo)
(to) come into operation entrare in funzione/vigore
(to) come into possession of venire in possesso di
(to) crumple sth into a ball appallottolare qc
(to) delve into approfondire, far(e) ricerche in, frugare/rovistare in, nscavare in
(to) empty sth into svuotare qc dentro
(to) gain an insight into sth farsi un'idea di qc
(to) give an insight into dare un'idea di
(to) go into a trance andare in trance
(to) go into hibernation andare/essere in letargo
(to) go into sth in depth approfondire
(to) go into the draw partecipare al sorteggio
(to) inquire into indagare/informarsi su, fare ricerche su
(to) inveigle (sb into doing sth) /In"vEIgl/ allettare (qn a fare qc)
(to) knock a nail into sth piantare un chiodo in qc
(to) log into sth accedere a qc, fare il login su qc
(to) plop sth into sth far(e) cadere qc in qc (di liquido)
(to) plunk sth into sth riversare qc in qc
(to) put into words^Ispiegare a parole
(to) rush into (sth) lanciarsi (in qc) senza riflettere, prendere (qc) senza pensarci su
(to) sneak into infilarsi furtivamente in, intrufolarsi in
(to) take (sth) into account/consideration prendere (qc) in considerazione, tener conto che/(di qc)
(to) zap into town fare un salto in città
(to) cast into gettare ne
(to) charge into irrompere ne, precipitarsi in
(to) climb into infilarsi
(to) drive sth into portare qc dentro
(to) fold sth into incorporare/mescolare/unire qc ne
(to) funnel sth into/through /"fVnl/ fare passare qc in/attraverso
(to) gaze into guardare fisso ne
(to) get into andare a
(to) get into mischief cacciarsi nei guai, combinare birichinate
(to) run into incontrare, trovare, trovarsi
(to) settle into abituarsi, ambientarsi
(to) tap into entrare, inserirsi

Bisogna fare molta attenzione che negli idiomi non sempre l'uso della preposizione in e into segue una logica, quella del movimento, esposta prima. Ad es. si deve dire:

I was born into a rich family
Provengo da/sono nato in una famiglia benestante/facoltosa

non si può usare "in" qui e la cosa dipende dal contesto (la parola family!). Non è che ci sia poi un concetto di movimento, a meno che uno non cavilli sul fatto che nascere implica un certo "movimento" nella vagina o in senso figurato intenda che qualcuno sia stato portato dalla cicogna o entri in una famiglia. In realtà qui è meglio intendere l'uso di into invece di in come qualcosa di idiomatico e apprendere l'intera espressione come una frase fatta. È infatti corretto usare "in" con lo stesso verbo (to) be born se si vuole dire quando o dove si è nati piuttosto che in che tipo di famiglia si è nati. Questo testimonia come sia contestuale e idiomatico l'uso delle preposizioni in inglese, spesso più che in italiano!

soon, right away or right now?


right away significa immediatamente, subito. right now pure lo stesso e si può quindi tradurre come immediatamente, subito, ma c'è una sottile differenza che noi non facciamo in italiano quando usiamo adesso o ora. Dal momento che now significa "adesso, ora", un altro modo per tradurre right now in italiano è "proprio adesso", che è la sua traduzione letterale. Right away significa probabilmente più tardi, mentre right now significa sicuramente proprio in questo momento. In altri termini, right away significa quanto prima possibile (as soon as possible), che vuol dire adesso o tra un po', ma non necessariamente adesso (anche se potrebbe significare adesso), mentre right now significa sempre adesso, assolutamente immediatamente.

Go there right now
Vacci (proprio) adesso/ora, immediatamente, subito

Go there right away
Vacci adesso/ora, quanto prima

La differenza diventa importante nel passato, perchè right now non può essere utilizzato in questo caso, così come ora in italiano:

When I received your request last Wednesday, I mailed the package to you right away.
Quando ho ricevuto la tua richiesta venerdì scorso, ti ho subito/immediatamente spedito il pacco

My wife called me to dinner, and I went right away.
Mia moglie mi ha chiamato per pranzare/per il pranzo, e sono andato subito/immediatamente/appena possibile.

Nel passato right away significa, similmente al presente, "as soon as it was possible". Ma allora come si dice right now al passato? La forma passata di right away è right then:

I want to finish writing the letter right now.
Voglio finire di scrivere la lettera adesso/ora, immediatamente, subito
I wanted to finish writing the letter right then.
Volli/ho voluto finire di scrivere la lettera subito, immediatamente, quanto prima

Come vedete anche in queste piccole cose l'inglese la fa sempre più complicata dell'italiano. In italiano bisogna solo stare attenti a non usare al passato ora o adesso, che sembrerebbe illogico visto che si tratta di un passato.

Soon significa presto (in a short time) e può essere usato solo come alternativa a right away, ma non certo a right now:

Go there soon
Vacci presto/quanto prima

I am ready soon
Sono pronto/pronta subito

Best of all is never to have been born. Second best is to die soon.
La cosa migliore è non essere mai nati. E poi/poi viene morire presto.

e come tale può essere usato anche al passato:

I went soon to my bed
Andai/sono andato presto a letto

Ricordate che soon indica un tempo meno vicino di right away. In ordine di vicinanza al presente o ad un certo istante del passato abbiamo quindi: right now/then, right away, soon.

Formazione dei contrari


inacceptable o unacceptable? inadequate o unadequate? impredictable, inpredictable o unpredictable? inconvinient o unconvenient? irrespectful o disrespectful? Come in italiano, purtroppo non ci sono regole precise e semplici per la formazione degli opposti, e quindi occorre memorizzare le forme corrette caso per caso. In molti casi l'opposto di una parola è completamente irregolare. Alcune parole in inglese hanno diversi significati e quindi diversi opposti!

Rimane comunque utile sapere quali sono i vari prefissi che si usano per formare gli opposti, nei casi in cui sono in qualche modo regolari e prendono un prefisso, che putroppo non è sempre lo stesso (anche per evitare cacofonie). Alcuni prefissi sono di origine germanica come un- e altri di origine greca/latina come in-, tuttavia nonostante ciò a volte l'inglese usa un prefisso diverso dall'italiano, quindi attenzione!

ability inability
convenient inconvenient
coherent incoherent
docile indocile
famous infamous
inadequate inadequate
sufficient insufficient

legible illegible

mature immature
mobile immobile
moral immoral
polite impolite
possible impossible

relevant irrelevant

acceptable unacceptable
common uncommon
emotionally unemotionally
fair unfair
fit unfit
foreseen unforeseen
impressed unimpressed,
natural unnatural
necessary unnecessary
predictable unpredictable
real unreal
sociable unsociable

activated deactivated

able disable
appear disappear
respectful disrespectful
satisfied dissatisfied
similar dissimilar

In alcuni casi si usa il prefisso non- (incluso il trattino, chiamato hyphen in inglese). Ad es:

extant /Ek"st{nt, "Ekst@nt/ ancora esistente
non-extant inesistente

governmental governativo/a
non-governmental non governativo

recyclable /%ri:"saIkl@bl/ riciclabile
non-recyclable /%nQnri:"saIkl@bl/ non riciclabile

non-stick che non si attacca, non appiccicoso, ma non c'è un aggettivo stick, appiccicoso si dice sticky

C'è poi anche mis- che non è tanto un prefisso per la formazione degli antonimi. Significa piuttosto che qualcosa è sbagliata, scorretta, falsa:

misprint /"mIsprInt/ errore di stampa
mistrial /%mIs"traI@l/ processo nullo (per vizio di procedura)
misfit /"mIsfIt/ disadattato
misfortune /mIs"fO:tS(@)n, -Or-/ sfortune
misguided /%mIs"gaIdId/ incauto, mal consigliato, maldestro
mishmash /"mISm{S/ guazzabuglio
misinterpretation /%mIsInt3:prI"tEISn/ interpretazione sbagliata
misleading /%mIs"li:dIN/ falso, fuorviante, ingannevole
misnomer /%mIs"n@Um@(r)/ denominazione impropria, nome sbagliato
misplaced /%mIs"plEIst/ fuori luogo/posto, smarrito
misshapen /%mIs"SEIp@n/ deforme
mistake /mI"stEIk/ errore, sbaglio
misuse /%mIs"ju:s/ abuso, cattivo uso, uso improprio

Confrontate misplaced con l'antonimo vero e proprio di placed /plEIst/ (posizionato, situato, posto, piazzato, da (to) place):

displaced (allontanato, rimpiazzato/soppiantato/sostituito)

Come vedete anche in italiano la formazione delle parole e degli opposti in particolare non è semplice come si vorrebbe.

Verbi frasali


Sono verbi seguiti da preposizioni, molto frequenti in inglese, specie nel linguaggio informale, in quello formale si usano invece verbi specifici, spesso derivati dal latino, simili quindi ai nostri. Quello dei verbi frasali è un espediente, a mio parere poco chiaro, per formare nuovi significati, specialmente (e questo accade spesso in inglese) se il nuovo significato non ha alcuna relazione con quello del verbo a cui s'è aggiunta la preposizione o quando lo stesso verbo frasale ha significati differenti. Anche questo accade spesso, purtroppo. Sembra che questo fenomeno sia dovuto storicamente all'ignoranza da parte dei parlanti, che ha portato all'accumulazione di significati.

I verbi frasali, essendo poco mnemonici sono pertanto difficili da memorizzare e richiedono di essere ascoltati molte volte contestualmente, non sempre è facile indovinare il significato di un verbo frasale quando lo si incontra la prima volta, dal momento che non sempre la preposizione usata è in grado di dare un'indicazione del significato del verbo. Probabilmente la cosa migliore è impararli insieme ad intere frasi che ne chiariscono il significato, ovvero non fuori contesto.

Per es. è facile capire anche fuori contesto che (to) go back, letteralmente andare indietro significa precisamente ritornare, tornare indietro. Ma difficilmente potreste immaginare che (to) break down oltre che rompersi, saltare, scomporsi (ad es. in un contesto chimico) significa anche "sciogliersi in lacrime", un'estensione alquanto audace di significato. (to) break up significa "andare in pezzi", sfasciarsi ma anche dividersi, lasciarsi o ancora decomporsi (in un contesto chimico) o anche finire, come in (to) break up from school, finire la scuola. Qui up sembra suggerire uno scoppio, ma la differenza tra up e down non aiuta certo a ricordare i significati figurati. In un contesto chimico (to) break up e down significano più o meno la stessa cosa.

Ora spesso esistono alternative che usano parole diverse come in italiano, ma queste sono considerate più formali! Ad es. invece di (to) go back potete dire (to) return, (to) decompose invece di (to) break up, (to) burst into tears per "scoppiare in lacrime", (to) leave per lasciarsi, (to) finish invece di (to) break up nel senso di finire, ad es. (to) finish school, finire la scuola. Sembra che per quasi ogni verbo frasale informale esista il corrispondente formale: (to) get rid of, (to) eliminate; (to) find out, (to) discover; (to) come from, (to) originate; (to) look into, (to) investigate; (to) cut down, (to) reduce; (to) keep on, (to) continue; (to) point out, (to) indicate. Questo vi obbliga a fare doppia fatica: per ogni verbo dovete imparare sia la variante formale (piuttosto facile per noi, se non fosse per alcuni falsi amici) e quella informale (spesso difficile da memorizzare).

I verbi frasali sono così tanti da mettere duramente alla prova chi voglia impararli tutti. Solamente il verbo (to) go ha intorno a 35 variazioni frasali e molte di queste hanno più di un significato, in alcuni casi il significato cambia per la presenza di due preposizioni!

about, across, after, against, ahead, along, around, at, away, back, before, below, beyond, by, down, for, forth, forward(s), in, in for, into, off, off with, on, out, over, round, through, together, towards, under, up, with, without

È impossibile dare qui un elenco completo di verbi frasali. Consultate l'ottimo dizionario online di wordreference.

Come se non bastasse alcuni verbi frasali differiscono tra BrE e AmE. Ad es:

(to) get on/along (well) (with sb) andare d'accordo (con qn), essere in buoni rapporti (con qn)

In questo caso on si usa in BrE e along in AmE.

L'italiano ha pochissimi verbi frasali (per lo meno in confronto con l'inglese), di solito formati solo con gli avverbi e dal significato molto meno paludato. Ad es. informalmente sono comuni "venire fuori" al posto di "risultare", "venire meno" al posto di "mancare", "tirare su" nel senso di "rallegrare, rincuorare" o dei loro corrispondenti riflessivi, "buttare giù" nel senso di "scrivere (frettolosamente)" (buttare giù due righe). A volte anche in italiano riscontriamo l'accumulazione di molti significati differenti. Ad es. "mettere su" a seconda del contesto può significare "prendere", "crearsi", "mettere a bollire/cucinare", "formare" (mettere su ciccia, mettere su famiglia, mettere su il caffè).

Pronomi


Personali

Il pronome it si usa sempre con le cose. E con gli animali, cosa si deve usare? Se l'animale è domestico o da lavoro (che sia il nostro o meno), è comune usare he, she. Se non siete sicuri del sesso dell'animale potete usare he. Se l'animale è selvatico usate it, a meno che non sia il protagonista di una storia e/o venga personalizzato.

I pronomi vanno accordati con il numero del soggetto, come in italiano. Occorre fare attenzione che i sostantivi non numerabili sono singolari, nonostante la loro traduzione in italiano sia plurale quando in italiano sono numerabili:

$200,000 is a lot of money. Duecentomila dollari sono un sacco di soldi.
We're gonna have to earn it (sbagliato them, ancora più sbagliato they).
Ce li dobbiamo guadagnare.

Con le navi si usa she, come se si trattasse di una signora. Ad es. un titolo del Times recita:

The Titanic: 'She Was Alright When She Left Here'

Relativi

I pronomi relativi who, which, that /D@t/ corrispondono ai nostri che, il quale, la quale, i quali, le quali e pongono qualche difficoltà d'uso, in quanto fanno distinzioni o presentano sfumature di significato che non esistono in italiano o che in italiano si rendono piuttosto con l'intonazione. Questi pronomi vengono usati (insieme alle congiunzioni come because o whereas) per unire due proposizioni (una indipendente e l'altra dipendente) con la tecnica della subordinazione, per creare una proposizione complessa, senza dover ripetere il soggetto.

Who si usa per le persone e non presenta particolari difficoltà:

The Man Who Knew Too Much
L'uomo che sapeva troppo (il titolo di un famoso film di Alfred Hitchcock)

That meglio non usarlo per le persone, specie se sono nominate per nome o ci si trova in situazioni informali, ma va invece usato per le cose (nel concetto di cosa essendo incluso un titolo o un ufficio, ma mai un individuo). Ad es.:

the fellow that looks like me
il tipo/tizio che mi somiglia

ma

John Wayne, who looks like me
John Wayne, che mi somiglia

Attenzione che that a volte può significare anche "in cui" o persino "dove":

the day (that) I left
il giorno in cui partii/me ne sono andato

the house (that) I lived in
la casa in cui/dove abitai

which dovete usarlo al posto di that quando con la proposizione relativa volete solo dare qualche informazione aggiuntiva: essa non è necessaria per dare all'intera frase un senso compiuto, in altri termini, se la proposizione relativa è omessa la frase resta di senso compiuto. Questo tipo di proposizioni relative vengono dette non restrittive (non-restrictive). E volendo aderire alle regole della corretta interpunzione, in questo caso racchiudete l'intera proposizione relativa tra virgole:

The house, which is painted pink, has just been sold.
La casa, (che è) dipinta di rosa, è stata appena venduta.

Questa frase presuppone che la casa di cui si sta parlando è già intesa e con la relativa introdotta da which vuole aggiungere un'informazione addizionale (che è dipinta di rosa). In altri termini The house has just been sold sarebbe sufficiente qui a capire di che casa si tratta, in base al contesto, ovvero quello che s'è detto prima, per il fatto che c'è una sola casa in vendita, etc.

Lo stesso esempio con that e senza virgole ha un significato un po' diverso:

The house that is painted pink has just been sold.
La casa (che è) dipinta di rosa è stata appena venduta.

In questo caso la proposizione relativa è restrittiva, ovvero that ha un significato restrittivo: indica non una casa qualsiasi, ma quella dipinta di rosa, ovvero definisce il soggetto (per questo non ci vogliono le virgole). Si intende che non è già chiaro dal contesto di quale casa si tratti (vale a dire che dire solo The house has just been sold non sarebbe sufficiente a individuare la casa di cui si parla).

Come vedete la stessa differenza di significato viene resa in italiano con l'aiuto della sola intonazione, in inglese dovete usare due pronomi relativi diversi e una diversa punteggiatura oltre che l'intonazione. Ricordate: that per definire il soggetto qualora non sia chiaro, which per aggiungere informazioni extra, qualora il soggetto sia chiaro. Questa è la regola, ma nel linguaggio parlato spesso non si fa alcuna distinzione.

Proposizioni temporali


L'uso è idiomatico e diverso dall'italiano:

in + year/month/season
nel + anno
a/in + mese
in + stagione

at + time
alle + ora

on + date/day of the week
il/l' + data
il/la + giorno della settimana

in the morning/afternoon/evening
at night
il/la/di mattina/pomeriggio/sera/notte

ready, allready e all ready


ready /"rEdI/ significa "pronto", allready significa "già". Nella scrittura non va assolutamente confuso con "all ready" che significa "tutti pronti" o se il soggetto è singolare "tutto pronto". Un'alternativa corretta ad "all ready" può essere "completely prepared".

Nonostante produca una rima o ripetizioni di suoni è corretto persino dire "already ready" o anche "ready already" (già pronto).

Come si dice "io non sono...?", "Non sono io?"


Dovrebbe essere "am I not?" che pur essendo grammaticalmente corretto (in quanto segue la regola generale per la formazione dell'interrogativa negativa) viene considerato formale e innaturale (probabilmente perchè non è contratto) e si preferisce dire "aren't I?", che grammaticalmente è scorretto o colloquialmente "ain't I?". Raro (e limitato all'america) è l'uso della forma "amn't I?". Se si intende "Non sono io?" e basta, si può evitare del tutto la controversia dicendo: "isn't that me?".

have to, must, should, ought to


must, should, ought sono verbi modali che non hanno un infinito corrispondente - ad es. non si può dire (to) must, l'infinito è (to) have to, così come non si può dire (to) can, ma l'infinito è (to) be able to.

Tutti questi verbi in italiano si traducono con vari tempi verbali corrispondenti al verbo dovere. Qual'è il loro uso in inglese e la traduzione in italiano?

TODO

will o shall?


will esprime il tempo futuro, eccetto quando si inizia una frase con will you... che implica will you, please ... In questo caso non è un tempo futuro ma una richiesta educata, che noi esprimiamo usando il verbo servire volere e anche in inglese si possono usare altri ausiliari. Ad es.:

Will you please be quiet, please?
Volete star calmi/quieti/zitti, per favore?
Vuole star calmo/quieto/zitto, per favore?
Vuoi/Volete far silenzio, per favore?

Can/Could/Will/Would you please stay here
Può/potete rimanere qui, per favore
Rimanete qui, per favore

Pertanto fate attenzione: non sempre will esprime il tempo futuro, ma quando la frase inizia con will you si tratta di una "polite request" e va tradotto col l'italiano volere.

Difatti will non è solo un ausiliare, ma esiste anche come verbo:

(to) will /wIl/ volere

E' meno comune di (to) want ed usato in alcune espressioni:

The wind blows as it wills
Il vento soffia a volontà

God willing
Se dio vuole

I will be obeyed
Voglio essere obbedito

shall è obsoleto o formale a seconda dei casi. Nel linguaggio informale oggigiorno va usato al posto di will o la forma breve di will 'll solamente con la prima persona (I o we) nei casi in cui si pone una domanda o si fa un'offerta chiedendo a chi ascolta di decidere:

What dress shall I wear?
Quale vestito (devo) mettermi?

Shall I open the window?
Vuoi che apra la finestra?
sarebbe sbagliato dire Will I open the window? in questo caso, significherebbe "aprirò la finestra?", un mero futuro, senza chiedere l'opinione di chi ascolta. In alternativa potete dire: Do you want me to open the window?

What time shall we meet?
A che ora ci vedremo?

Shall/Should I call a taxi? Please do
Vuoi che chiami un taxi? Si, per favore

Un altro uso idiomatico comune di shall che persiste è nelle question tag con l'imperativo introdotte da let's, che in italiano si traducono così:

Let's dance, shall we?
Balliamo, dai!

Let's start working, shall we?
Mettiamoci a lavorare, dai!

Preposizioni


Usi idiomatici delle proposizioni:

by night di notte
by day di giorno

Si e no


yes /jEs/, yup /jVp/, aye /aI/, ok, okay /%@U"kEI/, yeah /jE@/, yep /jEp/

no /n@U/, nay /nEI/, not /nQt/, nope /n@Up/

not si usa al posto del nostro "no" in certe espressioni come:

definitely not!, no di certo!
not likely, veramente no
not unless, no, a meno che
no way, assolutamente no, non ci penso nemmeno
why not?, perchè no?

yep non è solo comune in America, io l'ho sentito pure in Scozia, naturalmente nel linguaggio colloquiale.

the yeses/ayes and the nays
i sì e i no

Aye, aye, sir.
Sissignore.

Termini formali corretti simili all'italiano


formaleinformalesignificato
expedient /Ik"spi:dI@nt/dodge /dQdZ/, deviceespediente; come aggettivo significa conveniente, opportuno
(to) discern /dI"s3:n/telldiscernere
formidable BrE /"fO:mId@b(@)l, f@"mId-/ AmE /"fOr-/extraordinary, fantastic; dreadful, terribleformidabile; pauroso, spaventoso
lament /l@"mEnt/moan /m@Un/, groan /gr@Un/lamento, pianto
profound /pr@"faUnd/deepprofondo
(to) repose /rI"p@Uz/, repose(to) rest /rEst/, restriposare, riposo

Termini corretti simili all'italiano


terminealternativesignificato

accord /@"kO:d/; discord /"dIskO:d/accordo, intesa; discordia, dissenso
adequate /"{dIkwI;@t/suitable, appropriateadeguato, adatto
affliction /@"flIkSn/suffering, tribulation; ailment /"EIlm@nt/, disorder /dIs"O:d@(r)/, trouble /"trVbl/, upset /"VpsEt/afflizione/dolore; disturbo
agenda /@"dZEnd@/agenda, programma, ordine del giorno; ma nel senso di taccuino è diary /"daI@rI/
aggressive /@"grEsIv/aggressivo
amoral BrE /EI"mQr@l, {-/ AmE /EI"mO-, -"mA-/unmoralamorale
approach /@"pr@UtS/approccio
(to) arrive (at/by/from) /@"raIv/(to) comearrivare (a/con/da)
attentive /@"tEntIv/2. helpful, thoughtful1. attento, che presta attenzione 2. premuroso, sollecito
(to) banquet /"b{NkwIt/; banquetbanchettare; banchetto
ciaobye, goodbyeciao, stessa pronuncia dell'italiano! Si può usare informalmente
coherent /k@U"hI@r@nt/consistent /k@n"sIst@nt/coerente, logico
contour /"kQntU@(r)/profile /"pr@UfaIl/, outline /"aUtlaIn/contorno, profilo; forma
creature/"kri:tS@(r)/creatura
cretin BrE /"krEtIn/ AmE /"kri:tn/ass /{s/, dork, dumbass /"dVm%{s/, idiot /"Idi@t/, twat, prat /pr{t/, moron, clod /klQd/, dense /dEns/, dopey /"d@UpI/, dumb /dVm/, foolish /"fu:lIS/, git, goof /gu:f/, idiot /"IdI@t/, lamer, obtuse BrE /@b"tju:s/ AmE /-"tu:s/, pillock, silly, sucker /"sVk@(r)/cretino
(to) detest /dI"tEst/(to) hate /hEit/, (to) loathe /l@UD/detestare, odiare
discontent /%dIsk@n"tEnt/dissatisfiedscontento, malcontento
diverse /daI"v3:s/different /"dIfr@nt, varied /"vE@rId/diverso, vario, svariato
docile BrE /"d@UsaIl/ AmE /"dQsl/meek /mi:k/, pliable /"plaI@bl/docile, mansueto
enduring BrE /In"djU@rIN/ AmE /-"dU@-/(long-)lastingduraturo, durevole
equivalent /I"kwIv@l@nt/equal, sameequivalente
epoch BrE /"i:pQk/ AmE /"Ep@k/eraepoca, era, età
era /"I(@)r@/epochera, epoca, età
(to) evade /I"vEId/(to) shun /SVn/, (to) avoid /@"vOId/ (to) eschew /Is"tSu:/, (to) sidestep /"saIdstEp/evitare, schivare, sfuggire/sottrarsi a
fiasco /fI"{sk@U/failure, flopfiasco, fallimento
futile BrE /"fju:taIl/ AmE /-tl/aimless, useless, unneeded, unnecessary, vainfutile, inutile, vano
(to) indicate /"IndIkEIt/(to) show, (to) suggestindicare, mostrare, segnalare
ingenious /In"dZi:nI@s/cleveringegnoso, geniale, originale
BrE lustre, AmE luster /"lVst@(r)/fame /fEIm/, glory /"glO:rI/; shinegloria, lustro; lucentezza, splendore
(to) mortify /"mO:tIfaI/humiliatemortificare/umiliare
(to) infest /In"fEst/(to) haunt /hO:nt/infestare
masquerade BrE /%mA:sk@"rEId/ AmE /%m{sk-/mascherata
mechanism /"mEk@nIz@m/workingmeccanismo
minuscule /"mIn@skju:l/tiny, titchy /"tItSI/, diminutive /dI"mInjutIv/, lowercaseminuscolo
pernicious /p@"nIS@s/pernicioso
(to) preoccupy /%pri:"QkjUpaI/worry, trouble, concernpreoccupare
(to) pretend /prI"tEnd/claim, think, expect, demand, exactpretendere ma anche "fare finta", fingere
recitation /%rEsI"tEISn/practice sessionrecitazione, recita ma anche sessione pratica, esercitazione
remorse /rI"mO:s/regretrimorso
reunion /%ri:"ju:nI@n/meeting, celebrationincontro, riunione
spectacular /spEk"t{kjUl@(r)/spettacolare, straordinario
(to) succumb (to) /s@"kVm/soccombere (a)
tedious /"ti:dI@s/boring, dulltedioso, noioso
tomb /tu:m/grave /grEIv/tomba
torch /tO:tS/torcia, fiaccola
torrent BrE /"tQr@nt/ AmE /"tO:r-/stream, brooktorrente, ruscello
transparent /tr{ns"p{r@nt/trasparente
unique /ju:"ni:k/one, only, sole /s@Ul/unico
veil /vEIl/velo
versatile /"v3:s@taIl/versatile
veteran seasoned soldierveterano; a volte abbr. in vet, ma ambiguo con vet(erinary) BrE /"vEtrInrI/ AmE /"vEt@rInErI/ veterinario
vista /"vIst@/view, sightvista, visuale; prospettiva

Falsi amici


Parole che non hanno affatto lo stesso significato delle loro cognate italiane.

terminesignificatocosa non significacome si dice
disgrace /dIs"grEIs/disonore, vergogna; disgrazia solo nel senso di perdita del favore altrui, dell'onore o del rispettodisgrazia in altri sensiaccident, adversity, curse, misfortune, woe
eventually /I"vEntSU@lI/alla fine, finalmente, infineeventualmentein case, if needed/necessary, maybe, perhaps, potentially, possibly
exhaust /Ig"zO:st/tubo di scappamento/scarico, gas di scaricoesaustoworn-out, wornout /%wO:n"aUt/, exhausted /Ig"zO:stId/
incumbent /In"kVmb@nt/in caricaincombenteimpending /Im"pEndIN/, looming /"lu:mIN/
mansion /"m{nSn/villa (imponente), casa signorilemansioneduty, task, office, job
momentous /m@"mEnt@s, m@U"m-/di grande importanza/rilievo, importantissimo, molto importante, rilevantemomentomoment /"m@Um@nt/
motorist /"m@Ut@rIst/automobilistamotociclistamotorcyclist /"m@Ut@%saIklIst/, rider
scholar /"skQl@(r)/studioso, erudito, letterato; borsista, vincitore di borsa di studio (scholarship)scolaropupil /"pju:pl/, school( )child, school( )boy, school( )kid
scorn /skO:n/disprezzo, sdegnoscornohumiliation /hju:%mIlI"EISn/
(to) supersede /%su:p@"si:d, %sju:-/prendere il posto di, soppiantare, sostituiresoprassedere(to) defer (to) /dI"f3:(r)/, (to) postpone (until/for) /p@"sp@Un/, (to) put off till, (to) linger /"lINg@(r)/
ultimately /"VltIm@tlI/alla fine, in definitiva/sostanza, essenzialmente, fondamentalmente, sostanzialmenteultimamentelately, recently
villain /"vIl@n/cattivo, malvagio, canagliavillanorude /ru:d/, boorish BrE /"bU@rIS/ AmE /"bO:-/

Significati curiosi o che stupiscono o poco noti


at once significa "all'istante", "subito" ma anche "allo stesso tempo". all at once "improvvisamente", "a un tratto"

billion /"bIlj@n/ in AmE significa miliardo (109), ma in BrE nel passato indicava una quantità ben più grande: mille miliardi, ovvero un bilione (1012), stesso valore del termine equivalente italiano. Ultimamente l'inglese britannico ha adottato il termine americano billion per indicare il miliardo e il termine milliard usato nel passato in Gran Bretagna è diventato obsoleto, quindi billion è il termine da usare oggi, anche se purtroppo la cosa non è affatto logica per noi. Un altro modo corretto per dire miliardo evitando la questione è a thousand million, ma purtroppo è più lungo.

compass /"kVmp@s/ significa bussola. Il compasso per disegnare si chiama (a pair of) compasses.

default /dI"fO:lt/ significa letteralmente inadempienza e (to) default (on) essere inadempiente. Intraducibile il suo significato in informatica: descrive il comportamento o valore predefinito di qualcosa (quando manca una specifica o una definizione precisa) perche' ad es. il programmatore è inadempiente, non specifica diversamente.

drawers /drO:@z/ significa cassetti ma anche mutande! chest of drawers è il comò o la cassettiera.

errand /"Er@nd/ significa commissione. Errante si dice errant /"Er@nt/, con la t finale e come in italiano significa sia vagante sia che sbaglia.

fast BrE /fA:st/ AmE /f{st/ non significa solo rapido, veloce ma, come sostantivo, anche "digiuno". Da cui breakfast (colazione), "rompere il digiuno".

file /faIl/ oltre che archivio, cartella, dossier, incartamento, pratica, significa anche fila, coda e anche lima (l'attrezzo, come quello per le unghie)

ingenuity BrE /%IndZI"nju:@t/ AmE /-"nu:-/ ingenuità ma anche ingegnosità!

latte BrE /"lA:tEI/ AmE /"l{tEI/ non significa latte bianco che è milk, bensì latte macchiato (di solito con schiuma)

level /"lEvl/ come sostantivo significa livello, ma esiste anche come aggettivo nel senso di piano, piatto, pianeggiante

(to) maintain /mEIn"tEIn/ significa mantenere ma se seguito da that sicuramente significa sostenere, affermare che

L'espressione many thanks (molte grazie) per esprimere un maggior grado di gratitudine di thank you o thanks è corretta in inglese ma è raramente usata. Si preferisce dire thanks a lot oppure thank you very much.

mens /mEnz/ è un modo abbreviato per scrivere men's, la dicitura con cui nei grandi magazzini e simili si contrassegna il reparto "uomini". Il plurale di man rimane sempre men, qui è l'apostrofo del genitivo sassone che si omette.

paper /"pEIp@(r)/ carta e per estensione anche giornale, traccia d'esame, articolo, saggio
tip-top oppure tip top è un aggettivo che significa eccellente, superlativo. Letteralmente la "punta della cima"

mortar /"mO:t@(r)/ significa mortaio ma anche la malta usata dai muratori per attaccare i mattoni.

ostrich /"QstrItS/ significa struzzo, il grande uccello. Ostrica si dice invece oyster /"OIst@(r)/

outrageous /aUt"rEIdZ@s/ non significa solo oltraggioso, ingiurioso ma anche bizzarro, stravagante

positive /"pQz@tIv/ positivo ma anche certo/sicuro

post /p@Ust/ significa palo, posta/poste (sia corrispondenza che ufficio postale), posto (sia di lavoro che postazione) e persino traguardo (in quanto contrassegnato da pali, specialmente nelle corse dei cavalli).

present /"prEznt/ significa attuale, presente (sia come aggettivo che sostantivo) ma anche, come sostantivo dono, regalo.

requisit /"rEkwIzIt/ significa requisito (sostantivo) ma anche necessario, richiesto come aggettivo. E il sostantivo plurale requisits significa occorrente, articoli.

so long significa addio, mentre so long as "a patto che", finchè/purchè (anche scritto come as long as)

straw /strO:/ significa sia paglia che cannuccia: (drinking) straw. In effetti un fil di paglia può essere usato proprio come una cannuccia di plastica :)

toast /t@Ust/ è si il famoso crostino o pan tostato, ma significa anche "brindisi".

weight /wEIt/ significa peso, ma anche weigh /wEI/ è corretto nel senso di "pesatura" e (to) weigh è pesare, sbagliato (to) weight nel senso di pesare, a meno che non si tratti di indici statistici che vengono pesati. Il significato comune di (to) weight è appesantire, o in senso figurato dare peso.

vanilla /v@"nIl@/ (alla/di) vaniglia ma anche "di base", "elementare", "semplice"

Prestiti dal latino


Alcune espressioni e parole latine o tardo-latine sono corrette in inglese. Solo che la pronuncia inglese non corrisponde quasi mai all'originale. È difficile per noi accettare la pronuncia inglicizzata di una parola latina. Io personalmente non resisto alla tentazione di pronunciarle correttamente!

alibi /"{lIbaI/ alibi
aquarium /@"kwE(@)rI@m/ acquario
emeritus /I"mErIt@s/ emerito
et cetera, etcetera /It"sEt@r@, Et-/ eccetera
ex /Eks/ ex
fulcrum /"fUlkr@m/ fulcro
inertia /I"n3:S@/ inerzia
in situ /In"sItu:/ ma anche /In"sItju:/, /In"saItu:/, /In"saItju:/ in loco/situ, sul posto
locus /"l@Uk@s/ luogo (geometrico), sito, per estensione posto
penumbra /pI"nVmbr@/ penombra
per se /"p3: "sEI/ di per sé, in sé, intrinsecamente
vacuum /"v{kjU@m/ vuoto; molto comune in vacuum cleaner, aspirapolvere

Falsi anglicismi


Questo fenomeno è davvero deprecabile. Difendiamo sia la nostra lingua che l'inglese stesso evitando come la peste l'uso di termini inglesi in maniera scorretta. O usate il termine italiano (preferibile quando parlate in italiano, ovviamente!) oppure usato il termine corretto in inglese (preferibile quando parlate in inglese, ovviamente!). L'unica eccezione è quando non esiste un termine italiano adatto. Meglio in questo caso usare il termine corretto inglese.

falso anglicismosignificatocome si dice in italianocome si dice in inglesenote
flirt /fl3:t/cascamorto (riferito a uomo); civetta (riferito a donna)relazioneaffair, fling(to) flirt significa amoreggiare
fullpieno-full hand (of cards), full house (nel poker)
nightnottelocale notturnonight club
mistersignor(e)allenatore(sports) coach, trainercoach significa anche corriera, pullman; trainer in BrE anche scarpa da ginnastica; come titolo nella scrittura la forma estesa mister è poco comune, si usa la forma abbreviata Mr; come interiezione si preferisce l'informale Hey you! al posto del datato Mister! o Hey mister
pilepila, mucchiofelpa, tessuto felpatofleece
slipsottoveste/sottogonnamutandine(pair of) panties/panty (donna); briefs (da uomo)sottoveste è il significato più vicino, ma slip è una parola inflazionata che significa anche svista, scivolata, foglietto ma non di certo le mutande corte
spotpallino, pois; postopubblicitàcommercialda spot commercial

Plurali irregolari


Molte parole di origine greca o latina hanno plurali irregolari terminanti in -a, anche se la forma in -s è spesso ammessa.

phenomenon BrE /f@"nQmIn@n/ AmE /-nA:m-/ fenomeno
phenomenons, phenomena /f@"nQmIn@/ fenomeni

Parole simili ma diverse


infinite /"InfIn@t/ infinito (nel senso di immenso o della matematica)
infinitive /In"fIn@tIv/ infinito (in linguistica)

Corrispondenze uno-molti


Il termine italiano orologio è clock oppure genericamente timepiece /"taImpi:s/. Solo se si tratta di un orologio da polso si dice (wrist)watch.

Differenze notevoli tra BrE e AmE


address BrE /@"drEs/ AmE /"{drEs/ indirizzo

BrE speciality /%spESI"{l@tI/ AmE specialty /"spES@ltI/ specialità, prodotto tipico. Notate come l'omissione di una sola volta (la i dopo la l) ha prodotto una variazione di pronuncia notevole, con spostamento dell'accento sulla prima sillaba

(to) wash up (senza alcun oggetto) in BrE significa lavare i piatti, rigovernare, da cui washing-up liquid è il detersivo liquido per piatti. Ma attenzione che in AmE significa lavarsi, cioè (to) clean oneself. In America come in the UK per dire lavare i piatti potete usare il più chiaro(to) do/clean the dishes

Onomatopee


Rappresentano un fenomeno curioso dell'inglese. Sembra che quasi ogni rumore o verso abbia una sua versione linguistica in inglese sotto forma di sostantivo e/o verbo, a volte molto efficace. L'inglese è più ricco d'onomatopee rispetto all'italiano e le sue onomatopee sono più fedeli e quindi più facili da capire.

bang /b{N/ botta, colpo; esplosione, scoppio; bang, bum
(to) bark /bA:k/ abbaiare; bark abbaio
(to) buzz /bVz/ ronzare, ma anche suonare (il campanello)
(to) clap /kl{p/ applaudire; clap applauso
(to) chew /tSu:/ masticare
(to) click /klIk/ cliccare, scattare; click clic, scatto
(to) cluck /klVk/ chiocciare, fare coccodè
clunk /klVnk/ rumore sordo
creak /kri:k/ cigolio, scricchiolio; (to) creak /kri:k/ cigolare, scricchiolare
(to) croak /kr@Uk/ gracchiare, gracidare; croak gracidio
gobble /"gQbl/ glu glu; (to) gobble fare glu glu, ingozzarsi
(to) growl /graUl/ ringhiare; growl ringhio
grunt /grVnt/ grugnito; (to) grunt grugnire
(to) honk /hQNk/ starnazzare
(to) mew /mju:/ miagolare; mew miagolio
(to) peck /pEk/ beccare, colpire col becco; peck beccata
(to) roar /rO:(r)/ ruggire; roar ruggito
slap /sl{p/ schiaffo, ceffone, sberla
(to) scrape /skrEIp/ graffiare, raschiare; scrape graffio
screech /skri:tS/ stridio, stridore; strillo acuto, grido
sigh /saI/ sospiro; (to) sigh sospirare
(to) snuff /snVf/ spegnere (ad es. una candela)
sob BrE /sQb/ AmE /sAb/ pianto, singhiozzo; (to) sob singhiozzare
(to) squirt /skw3:t/ spruzzare; squirt spruzzo, schizzo
(to) tick /tIk/ ticchettare; tick tic tac, ticchettio
(to) tweet /twi:t/ cinguettare; tweet cinguettio, cip cip
(to) wow /waU/ entusiasmare; wow perbacco, ammazza, cacchio
(to) yap /j{p/ guaire; yap guaito
(to) yawn /jO:n/ sbadigliare; yawn sbadiglio
(to) yowl /jaUl/, (to) howl /haUl/ ululare; howling ululato
smack /sm{k/ bacione (bacio con lo schiocco), ma anche schiocco, schiaffo, colpo
(to) scratch /"skr{tS/ graffiare, grattare; scratch, graffio
scrunch /skrVntS/ scricchiolio; (to) scrunch scricchiolare, stridere
(to) swoosh /swUS/ frusciare
thump /TVmp/ botta, colpo, rumore sordo
wham BrE /w{m/ AmE /hw{m/ sbam, botta, forte colpo
(to) wham battere con forza
(to) whip BrE /wIp/ AmE /hwIp/ frustare; whip frusta

Formale e informale


I believe/think (informale) credo/penso
in my opinion/view (mezzo formale) secondo me
it is believed/thought (by/that) (formale) (il soggetto) crede/ritiene (che), si crede/ritiene che

I/we have had/done something ... (informale)
it is ..., There is/are ..., there has been ..., there will be ... (formale)

La forma passiva è preferibile nelle descrizioni formali.